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15 maggio 2014

Unife nel settore farmaceutico e della dermocosmesi

Unife nel settore farmaceutico e della dermocosmesi

Università degli Studi di Ferrara – Nuove scoperte Unife nel settore farmaceutico e della dermocosmesi

Unife nel settore farmaceutico e della dermocosmesi

Unife nel settore farmaceutico e della dermocosmesi

Molecole dualistiche, cosmetici fermentatati e neurocosmetici al servizio della salute e del benessere quotidiano

Emanuela Scalambra, dottore di ricerca in Scienze Farmaceutiche dell’Unife, è la vincitrice del premio “Innovazione e ricerca cosmetica”, istituito per il primo anno dall’Unife in collaborazione con Cosmofarma, una delle più importanti fiere europee per l’industria farmaceutica dedicata alla cosmesi e alla salute, per supportare giovani laureati con tesi innovative sugli scenari futuri del settore farmaceutico e dermocosmetico internazionale.

Il riconoscimento, recentemente conferito a Bologna proprio in occasione delle fiera, premia Scalambra dell’Unife per il “profilo altamente innovativo della sua ricerca condotta alla scoperta delle ‘molecole dualistiche’, una nuova classe di molecole utili nell’applicazione ai processi degenerativi legati al fotoinvecchiamento e all’esposizione solare”.

Gli importanti risultati della tesi di Scalambra, dal titolo “Progettazione, sintesi e valutazione di nuove molecole dualistiche provviste di attività UV filtrante e antiossidante”, hanno conseguito il brevetto di cui l’Unife è titolare e i cui inventori, insieme alla vincitrice del premio, sono due docenti dell’Unife: Stefano Manfredini, Presidente della Scuola di Farmacia prodotti della salute, e Silvia Vertuani ricercatrice del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie Unife.

Unife nel settore farmaceutico e della dermocosmesi

Ma ulteriori nuove scoperte arrivano anche direttamente dagli stessi Manfredini e Vertuani, che da anni si dedicano alla ricerca nel campo farmaceutico e della dermocosmesi, risultati che hanno destato interesse sempre a Cosmofarma.

Stiamo parlando dei ‘cosmetici fermentati’, a base di ingredienti molto particolari, i metaboliti secondari, ottenuti da processi di fermentazione di sostanze naturali con un processo totalmente green e sostenibile, presentati da Manfredini nell’ambito del progetto sostenuto da Spinner, il programma della Regione Emilia-Romagna dedicato alle persone per lo sviluppo di idee e progetti innovativi. “Alle creme di bellezza a base di staminali – spiega Manfredini che contengono nel 90% dei casi cellule di derivazione vegetale e nel 10% prodotti di cellule anche di origine umana, si affiancano ora sostanze di nuova generazione, ricavate con processi di fermentazione biotecnologica verde. Si tratta di processi che permettono di produrre ingredienti a migliore attività biologica, nel pieno rispetto dell’ambiente, facendoli fermentare in incubatori”. I nuovi biocosmetici fermentati contengono cocktail di sostanze vegetali, come soia, riso, grano, pisello e gingko biloba, ottenuti attraverso digestione enzimatica. “Si usano ad esempio i fermenti lattici – precisa Manfredini – e la digestione enzimatica rende queste sostanze biodisponibili per l’organismo e tali composti sono supportati da un razionale scientifico interessante, usati principalmente come anti-età”.

Il filone di ricerca innovativo legato alla neuro-cosmesi viene invece presentato da Vertuani, che così spiega: “ Il sistema nervoso e la pelle comunicano in continuo grazie ai neurotrasmetittori. I neurocosmetici sono ingredienti in grado di modulare il complesso sistema di queste sostanze presenti anche a livello della pelle. La cute è un tessuto altamente innervato, e gli ingredienti cosmetici più noti che rientrano in questo ambito sono peptidi impiegati come anti-rughe o per il trattamento della pelle sensibile. Possono agire con un meccanismo simile a quello della neurotossina botulinica o neurotossine derivanti dal siero di vipera, o altre sostanze neurocosmetiche sono ad es. il mentolo e capsaicina, che agiscono procurando sensazioni di calore o freschezza sulla pelle. L’ambito che più si sta coinvolgendo nella ricerca sono i mediatori dell’infiammazione neurogenica che sottende ai fenomeni di discomfort tipici della pelle sensibile”.

Si tratta indubbiamente di scoperte scientifiche che troveranno un rapido impiego per fornire ulteriori impulsi a nuovi prodotti e nuovi mercati, per il conseguimento di uno stato di benessere derivante sempre più da una cura quotidiana.


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