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4 maggio 2014

Unitn coordina l’Indagine sulla sicurezza a Trento

Università degli Studi di Trento – Indagine sulla sicurezza a Trento: c’è tempo fino al 16 maggio per partecipare

I questionari dell’indagine, promossa nell’ambito del progetto europeo eSecurity, sono rivolti a circa 4 mila cittadini residenti nelle 12 circoscrizioni di Trento.

Prolungata fino al 16 maggio la seconda rilevazione

Fino al 16 maggio è ancora possibile partecipare al secondo round dell’Indagine sulla sicurezza oggettiva e soggettiva nel comune di Trento”, che è in corso dal 1 aprile.

La partecipazione dei cittadini all’indagine sulla sicurezza è importante perché aiuta a fornire alla cittadinanza un quadro completo e veritiero della situazione della criminalità, della percezione dell’insicurezza e del disordine urbano della città di Trento nell’ultimo anno. Attualmente, i questionari compilati sono stati 979 su 4.038 e il tasso di risposta è del 24%. Ma la rilevazione è ancora aperta e rispondere al questionario sarà possibile ancora per un paio di settimane.

L’indagine è realizzata nell’ambito del progetto europeo eSecurity, primo progetto al mondo di sicurezza urbana predittiva, coordinato dal centro di ricerca eCrime della Facoltà di Giurisprudenza dell’Unitn in collaborazione con la Questura di Trento, il Centro ICT della Fondazione Bruno Kessler e il Comune di Trento.

Quest’attività di ricerca dell’Unitn è ripetuta quattro volte con cadenza semestrale nel corso del progetto. Dopo il primo round svoltosi ad ottobre 2013, il questionario è nuovamente somministrato ai cittadini in questo periodo (aprile/maggio 2014). I successivi due round d’indagine si svolgeranno ad ottobre 2014 e aprile 2015. È la prima volta che un’indagine di vittimizzazione, che vede la città di Trento come “laboratorio sperimentale”, viene effettuata ogni sei mesi al fine di valutare l’andamento della criminalità e del senso di insicurezza degli abitanti.

Il questionario dell’indagine realizzato in collaborazione con Unitn è rivolto, via Internet o tramite intervista telefonica, a circa 4 mila residenti che fanno parte di un campione rappresentativo, estratto dagli archivi anagrafici comunali. I cittadini selezionati sono stati invitati attraverso una lettera, inviata via posta o email nel corso del mese di aprile, a partecipare al nuovo round d’indagine. Tramite il questionario, il team di ricerca mira a raccogliere informazioni sui crimini di cui gli abitanti sono stati vittima a Trento da aprile 2013 a marzo 2014, nonché sui livelli di disordine urbano e sul senso di sicurezza percepiti.

eSecurity Unitn:

L’Indagine sulla sicurezza oggettiva e soggettiva nel comune di Trento nell’ambito del progetto 

Il progetto eSecurity Unitn ha lo scopo di elaborare uno strumento ICT innovativo e georiferito di raccolta dati sul crimine, i livelli di insicurezza percepita dai cittadini e il disordine urbano, finalizzato alla predizione e alla prevenzione della criminalità e alla gestione della sicurezza, per assistere le autorità di polizia e i decisori politici. Le informazioni sulla vittimizzazione, sul disordine urbano fisico e sociale e altre variabili ambientali (ad esempio, illuminazione, traffico, clima) georiferite, se lette in combinazione con i dati di polizia, possono evidenziare regole predittive in materia di sicurezza oggettiva e soggettiva, a supporto dell’azione di forze dell’ordine e amministratori locali nella città. In quest’ottica, uno dei flussi informativi che confluiscono nella banca dati di eSecurity è quello su vittimizzazione, sicurezza oggettiva e soggettiva e percezione del disordine.

Per raccogliere questi dati, eSecurity Unitn prevede la realizzazione dell’Indagine sulla sicurezza oggettiva e soggettiva nel comune di Trento, ripetuta quattro volte con cadenza semestrale nel corso del progetto (ottobre 2013, aprile 2014, ottobre 2014, marzo 2015). Il questionario relativo al secondo round dell’indagine è rivolto ad un campione di 4.038 persone residenti nel comune di Trento, con un’età superiore ai 18 anni. Si tratta di un campione stratificato, rappresentativo della popolazione del capoluogo trentino, estratto dagli archivi anagrafici comunali. La stratificazione è avvenuta per genere (femmine; maschi), classe d’età (18-36 anni; 36-55 anni; ≥56 anni) e circoscrizione di residenza (1. Gardolo; 2. Meano; 3. Bondone; 4. Sardagna; 5. Ravina – Romagnano; 6. Argentario; 7. Povo; 8. Mattarello; 9. Villazzano; 10. Oltrefersina; 11. San Giuseppe-Santa Chiara; 12. Centro Storico – Piedicastello).

L’obiettivo del secondo round d’indagine indagine è di raccogliere informazioni sui reati subiti da aprile 2013 a marzo 2014 dai cittadini del comune di Trento, nonché sul senso di insicurezza e sui livelli di disordine urbano percepiti nel territorio comunale. I reati oggetto dell’indagine sono: furto di oggetti personali, furto in abitazione, furto di veicoli, furto di oggetti da veicoli, borseggio, rapina, aggressione verbale e fisica, molestia sessuale verbale e fisica. Le domande del questionario richiedono all’intervistato di indicare, ove possibile, le zone di Trento dove sia stato vittima di criminalità o abbia percepito la presenza di disordine urbano o si sia sentito insicuro. Il metodo primario scelto per la conduzione dell’indagine è la somministrazione di un questionario online, al quale il cittadino può accedere sul sito web tramite un login con una password personale, che i cittadini che fanno parte del campione hanno ricevuto all’interno di una lettera inviata via posta o email. Il metodo secondario, dedicato in prevalenza alle persone campionate non dotate di Internet, è l’intervista telefonica. I residenti che preferiscono essere intervistati al telefono possono chiamare il numero dedicato: 0461 282334.

I questionari raccolti finora sono stati compilati da 979 residenti su 4.038. Il tasso di risposta attuale è, quindi, del 24% (sul totale dei residenti che fanno parte de campione). Le circoscrizioni con i più alti tassi di risposta ad oggi sono Sardagna (33% sul totale dei residenti della circoscrizione che fanno parte del campione), Villazzano (31%), Oltrefersina (27%). Invece, le circoscrizioni dove attualmente i alti tassi di risposta sono più bassi sono Centro Storico – Piedicastello (20%), San Giuseppe – Santa Chiara (20%) e Bondone (21%).

Mediante la somministrazione dei questionari, si vuole identificare il “numero oscuro” della criminalità, ovvero l’insieme dei reati non denunciati alle forze di polizia, e comprendere quale sia la percezione del disordine urbano ed il senso di insicurezza dei trentini. Questi dati, se comparati con quelli di polizia, possono permettere di evidenziare eventuali discrepanze esistenti tra la sicurezza oggettiva della città, ovvero la criminalità reale, e la percezione soggettiva della sicurezza da parte delle persone.

Le analisi dei dati raccolti attraverso i questionari saranno effettuate a livello circoscrizionale. Infatti, dal momento che criminalità, insicurezza e disordine nello spazio urbano tendono a concentrarsi in alcuni luoghi specifici, come dimostrato da diversi studi, risulta fondamentale conoscere anche le informazioni sulla vittimizzazione e sulla percezione della sicurezza e del degrado nel passato, per prevenire e predire le future concentrazioni dei reati e della devianza in città.

Con riguardo ai risultati relativi al primo round dell’Indagine sulla sicurezza oggettiva e soggettiva nel comune di Trento, svolto ad ottobre 2013, è possibile scaricare il rapporto di ricerca dedicato dal sito. I principali dati emersi dalla prima indagine riguardano le differenze esistenti tra il senso di sicurezza dei cittadini e i livelli di sicurezza oggettiva del capoluogo. Ci sono zone della città – come il Centro storico – dove la percezione di sicurezza dei cittadini corrisponde alla situazione oggettiva: qui si concentra il maggior numero di vittime di reato ed è anche la circoscrizione di Trento dove i cittadini percepiscono un maggiore senso di insicurezza ed una più alta frequenza di episodi di disordine urbano. Altre zone – come Sardagna e Povo -, invece, vengono considerate dai cittadini molto più pericolose di quanto non lo siano nella realtà. Tra i fattori che determinano questo senso di insicurezza e di paura tra i residenti ci sono singoli episodi di criminalità e di disordine urbano riportati dai mezzi di comunicazione, ma anche furti, scippi e altri danni subiti dalle persone alle quali si è legati da parentela o amicizia.


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