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9 maggio 2014

Units lancia una riflessione allargata al contesto Europeo

Università degli Studi di Trieste – Funding Policies and Research Values: Strategies & Needs, Risks & Prospects, lunedì 9 maggio. Se ne parla Units

Lunedì 12 maggio, alle ore 9, presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, Aula Magna dell’Units, via Filzi 14, a Trieste, avrà luogo il Workshop dal titolo “Funding Policies and Research Values: Strategies & Needs, Risks & Prospects”.

L’evento nasce nell’ambito delle iniziative sugli studi umanistici promosse dal Barcelona Southern European and Mediterranean Knowledge Hub della Academia Europaea, che per la prima volta collabora con l’Units.

Il workshop Units è stato concepito e organizzato con l’intento di offrire all’Units la possibilità di una riflessione, allargata al contesto europeo, sul tema dei finanziamenti e della valutazione dello stato della ricerca negli studi umanistici, nel suo confronto con quello delle aree scientifiche e in una situazione in cui fondi privati e fondi pubblici (statali, di ateneo, di istituzioni comunitarie) sono sottoposti a pesanti decurtazioni e a un generale riorientamento strategico.

Workshop Units “Politiche di finanziamento e valori della ricerca”

La prima parte del titolo: “Politiche di finanziamento e valori della ricerca” vuole mettere in rapporto i criteri di distribuzione di fondi per la ricerca, sempre più selettivi e finalizzati ad ottenere il massimo impatto, e i ‘valori’ dei progetti. Con il termine ‘valore’ si intendono due aspetti, ritenuti a torto separabili nella ricerca umanistica: la necessaria valutazione, da parte dei propri pari, della qualità di una ricerca come prodotto finale di una attività di studio, e il suo significato per l’umanesimo della nostra vita sociale, culturale, etica e politica: in quanto capace di approfondire le forme della riflessione, evidenziare i modi e le ragioni dei processi decisionali, migliorare il senso critico, far evolvere il costume, acuire i livelli di consapevolezza, raffinare il gusto, coltivare la memoria, sviluppare la comprensione storica di fatti ed idee, arricchire la sensibilità, insegnare a confrontarsi con la diversità; solo per citare alcuni aspetti degli ‘studi’ umanistici che non solo ‘studiano’ la cultura ma sono agenti e produttori di cultura.

Workshop Units “strategie e bisogni; rischi e prospettive”

La seconda parte del titolo: “strategie e bisogni; rischi e prospettive” indica le quattro domande cui i relatori sono stati chiamati a rispondere alla luce del rapporto istituito tra finanziamenti e valori della ricerca:

1) Quali modelli strategici di finanziamento dovremmo adottare nel futuro per ottimizzare la crescita di una società della conoscenza? 2) Di cosa hanno bisogno gli studi umanistici? 3) Quali sono i rischi di impoverimento che corre tutta l’eredità culturale di una società se tali studi non vengono opportunamente coltivati e finanziati? 4) Ci sono dei modelli di organizzazione della ricerca umanistica competitivi già disponibili e sono possibili sinergie e collaborazioni vincenti con la ricerca scientifica e tecnologica?

I relatori sono stati invitati all’Units sulla base della complementarità e specificità delle loro competenze e comprendono i seguenti membri della Academia Europaea: il terzo Segretario Generale dello European Research Council, ordinario di geologia alla Università di Monaco di Baviera, il Direttore dello Science Forum di Konstanz, Professore Emerito di Filosofia e Presidente del Consiglio Scientifico Austriaco, Jürgen Mittelstraß (la sua relazione sarà presentata e commentata dalla Prof. Genoveva Marti, Direttrice del Barcellona Knowledge Hub della Academia Europaea); la Presidente della Edizione Nazionale dell’Opera Omnia di Alessandro Stradella, coordinatrice del Centro per la diffusione della cultura e della pratica musicale dell’Università di Pisa, Carolyn Gianturco; il Presidente dello Euro Mediterranean Academic Network, linceo e Professore Emerito di Biochimica alla “Sapienza” di Roma, Maurizio Brunori, la prof.ssa Naomi Segal della Birbeck University of London.


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