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30 maggio 2014

Università di Bolzano: l’altro Risorgimento, la rivolta di Bronte del 1860

Università di Bolzano

Libera Università di Bolzano – L’altro Risorgimento. La rivolta di Bronte del 1860

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Su invito del Centro di competenza storia regionale, giovedì 5 giugno prossimo, presso l’Università di Bolzano si terrà una discussione tra storici di vaglia su storia e miti del Risorgimento italiano, sui conflitti sociali nel processo di unificazione nazionale, sulle vicende siciliane e su possibili parallelismi con altre regioni di confine, come ad esempio l’Alto Adige.

Con il suo libro sulla rivolta del 1860 nella cittadina siciliana di Bronte, la storica irlandese Lucy Riall propone niente meno che una “contronarrazione“ dell’unificazione italiana. Effettivamente la storia di questo avvenimento poco si adatta al racconto egemone del Risorgimento, incentrato sull’idea di un’armonica liberazione nazionale dei popoli d’Italia. I fatti di Bronte mettono brutalmente in luce le numerose fratture politiche e sociali che, soprattutto al sud, continuarono ad agire per diversi decenni dopo l’unificazione raggiunta nel 1861. Così come argomentato in maniera convincente da Riall nel suo libro, tali conflitti agirono con particolare asprezza nelle aree di confine, come ad esempio la Sicilia.

La cittadina di Bronte, situata nell’entroterra siciliano ai piedi dell’Etna, fino al 1860 giocò, come la Sicilia in generale, un ruolo a dir poco secondario nel processo di unificazione nazionale. Come molte altre aree dell’Italia meridionale, anche Bronte era funestata da conflitti secolari causati da una ripartizione delle terre estremamente ingiusta. Nonostante molteplici riforme agrarie, le élite locali riuscirono a difendere il loro potere economico e politico e a mantenere in uno stato di assoluta dipendenza la grande maggioranza della popolazione fatta di piccoli contadini, mezzadri e lavoratori agricoli. Questa situazione già potenzialmente esplosiva era aggravata dalla presenza di grandi proprietari terrieri inglesi, per molti contadini simbolo d’ingiustizia sociale, di strutture di natura feudale e di arroganza coloniale. Bronte appariva dunque come un duplice confine: ai margini della nazione italiana e al contempo degli interessi coloniali britannici nel Mediterraneo.

Questa condizione carica di tensione condusse a continue rivolte contadine, che conobbero un salto di qualità nell’agosto 1860. La situazione siciliana cambiò radicalmente con lo sbarco di Garibaldi e dei Mille nel maggio 1860: il dominio borbonico fu in grado di opporre una debolissima resistenza e implose rapidamente, mentre Garibaldi si proclamava dittatore e approvava numerosi provvedimenti, tra cui la a lungo rinviata riforma della ripartizione terriera. A Bronte la rivoluzione si avvertì appena: il vecchio ceto dirigente proclamò la propria lealtà a Garibaldi, assicurandosi in questo modo il mantenimento della propria influenza e del proprio potere.

Il malcontento dei contadini di Bronte si accrebbe ulteriormente e sfociò in una sanguinosa ribellione nei primi giorni dell’agosto 1860. Per numerosi giorni migliaia di contadini ribelli misero a ferro e fuoco Bronte, uccisero e torturarono al grido di “Viva l’Italia”. Bersaglio di questa straordinaria ondata di violenza erano gli appartenenti alle vecchie élite: in pochi giorni morirono 17 latifondisti, molti altri furono gravemente feriti. Questo massacro allarmò Garibaldi, che temeva il diffondersi di tale rivolta a tutto il territorio siciliano e la destabilizzazione dell’ancora fragile ordine rivoluzionario.

Anche per proteggere i proprietari inglesi di Bronte, Garibaldi inviò ai piedi dell’Etna uno dei suoi uomini più capaci, Nino Bixio, con il compito di stroncare i moti. Questi agì con risolutezza, impose a Bronte la legge marziale, fece condannare a morte i presunti leader della rivolta e arrestare numerosi altri contadini. Rapidamente fu ristabilito l’ordine, ma senza che fossero risolti i conflitti sociali e la dipendenza dei contadini, elementi che spiegano il difficile impianto del nuovo stato unitario al sud. Contro i propri ideali, a Bronte Garibaldi, tribuno del popolo e liberatore della nazione, si collocò a fianco dei potenti e dei ricchi e in qualche modo anche a fianco dell’Inghilterra.

Università di Bolzano: I relatori

la storica irlandese Lucy Riall, docente presso l’Istituto universitario europeo di Firenze, presenterà il suo libro sui fatti di Bronte. Sulla storia di quella rivolta, sulla sua portata da una prospettiva austriaca, italiana, globale e dal punto di vista delle regioni di confine dialogheranno con lei gli storici Laurence Cole (Universität Salzburg), Pieter Judson (Istituto universitario europeo Firenze) e Marco Mondini (FBK Trento).

Bronte. La rivolta 1860. L’altro Risorgimento. Presentazione del libro di Lucy Riall e tavola rotonda con Laurence Cole, Pieter Judson e Marco Mondini.

Giovedì, 05.06.2014, ore 18.00, Libera Università di Bolzano, Piazza dell’Università 1, aula F6


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