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5 maggio 2014

Università di Ferrara: faccio cose vedo gente

Università di Ferrara – All’Università di Ferrara nuovo appuntamento del ciclo di incontri Faccio cose …. vedo gente. I mercoledì delle Scienze Giuridiche

Università di Ferrara

Università di Ferrara

La Corte Internazionale di giustizia: fra modello arbitrale e funzione giudiziaria

Nuovo appuntamento mercoledì 7 maggio dalle ore 17.30 alle ore 19 nell’Aula Consiliare del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara, (corso Ercole I d’Este 44) con il ciclo di incontri “Faccio cose…vedo gente. I mercoledì delle Scienze Giuridiche”, organizzati dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara e aperti alla città, nel corso dei quali i docenti ed i ricercatori del Dipartimento presenteranno la propria attività di ricerca per consentire una più approfondita conoscenza della loro attività scientifica.

Relatore della conferenza all’Università di Ferrara sarà Serena Forlati, Professore Associato di Diritto Internazionale, che presenterà la ricerca “La Corte Internazionale di giustizia: fra modello arbitrale e funzione giudiziaria”. A presiedere l’incontro sarà Gian Guido Balandi, Professore ordinario del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara.

“La Corte internazionale di giustizia è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite, ma decide delle controversie fra Stati solo con il consenso delle parti in causa – afferma Serena Forlati – Questo la rende simile ad un organo arbitrale. Tuttavia la Corte ha natura permanente; agisce sulla base di regole processuali tendenzialmente inderogabili, che prevedono la possibilità per Stati terzi di intervenire nel processo. Il suo status di principale organo giudiziario dell’ONU la porta a perseguire gli scopi generali dell’organizzazione, in particolare la salvaguardia della pace e della sicurezza internazionale. La ricerca, che ha portato alla redazione di una monografia dal titolo ‘The International Court of Justice – An Arbitral Tribunal or a Judicial Body?’, esamina se ed in che termini queste caratteristiche strutturali abbiano influenzato l’approccio della Corte alla propria funzione giudiziaria e la abbiano portata a distaccarsi dai principi tipici dell’arbitrato fra Stati. Come l’arbitro, la Corte è chiamata a risolvere singole controversie assicurando il corretto svolgimento del processo ed applicando il diritto internazionale; intende però la propria funzione giudiziaria comprendendovi una serie di elementi ‘di sistema’, che la portano talvolta a svolgere funzioni non strettamente giudiziarie o ad esprimere posizioni su profili di una controversia rispetto ai quali non ha giurisdizione. Questo approccio influenza anche gli aspetti del processo per i quali i parallelismi con l’arbitrato sono più evidenti e si esprime con particolare chiarezza nella libertà con la quale la Corte influisce sulla determinazione dell’oggetto della controversia. Alla matrice consensuale della giurisdizione è dovuta la sostanziale assimilazione dell’istituto dell’intervento ad una forma di amicus curiae; l’ulteriore sviluppo della funzione propriamente giudiziaria della Corte e del suo ruolo nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionali passa anche per una diversa costruzione di questo istituto”.


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