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27 maggio 2014

Università di Udine: Alpi e Carso tra Italia e Slovenia

Università di Udine – Alpi e carso tra italia e slovenia: turismo culturale, tradizione orale, collezioni etnologiche. In collaborazione con il Centro di ricerca scientifica dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti

Università di Udine: Alpi e Carso tra Italia e Slovenia

Università di Udine

Si parlerà di “Collezioni etnologiche, tradizione orale e turismo culturale fra le Alpi e il Carso” nel convegno internazionale che si terrà all’Università di Udine giovedì 29 maggio, dalle 9 alle 18, a palazzo Antonini a Udine (via Petracco 8).

L’incontro all’Universita di Udine servirà a fare il punto sulla conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale nell’area tra Italia e Slovenia, dalle Alpi al Carso. Ampio spazio verrà dato alle riflessioni sul turismo culturale e ai risultati di alcune ricerche nell’ambito linguistico, della tradizione orale e di specifiche realtà geografiche e museali, intese anche come collezioni private. «Un patrimonio culturale, quest’ultimo – sottolinea il coordinatore scientifico dell’evento, Roberto Dapit –, finora sconosciuto e la cui fruizione sarà favorita dal progetto transfrontaliero “L’eredità culturale nelle collezioni fra Alpi e Carso” (Zborzbirk)».

Convegno all’Università di Udine: Alpi e Carso tra Italia e Slovenia

Il convegno è organizzato dal Dipartimento di lingue e letterature straniere dell’Ateneo in collaborazione con il Centro di ricerca scientifica dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti di Lubiana (Crs-Assa) nell’ambito del progetto “L’eredità culturale nelle collezioni fra Alpi e Carso” (Zborzbirk). Il progetto è finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali nell’ambito del programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013.

Il programma prevede, al mattino, una decina di interventi: Mojca Ravnik (Crs-Assa), “Tradizione vivente e memoria storica fra Alpi e Carso – presupposto del progetto Zborzbirk”; Gian Paolo Gri (Università di Udine), “Patrimonio etnoantropologico e turismo: opportunità e tranelli”; Sandro Quaglia e Pamela Pielich (Museo della gente della Val Resia), “Turismo culturale in Val Resia: l’esperienza del laboratorio Spoznati Rezijo/Conoscere Resia”; Saša Poljak Istenič (Crs-Assa), “Il turismo culturale e i progetti transfrontalieri”; Inga Miklavčič-Brezigar (Museo regionale del goriziano) e Tanja Rijavec (Comune di Canale d’Isonzo), “Interpretare l’eredità culturale come canale comunicativo tra i raccoglitori e la disciplina”; Barbara Ivančič Kutin (Crs-Assa), “Materiali di ricerca sul campo nella documentazione di storie delle collezioni e degli oggetti”; Monika Kropej (Crs-Assa), “Tradizione orale lungo il confine sloveno-italiano settentrionale”; Roberto Dapit (Università di Udine), “Collezioni di tradizione orale nella provincia di Udine: ricerca e valorizzazione”; Danila Zuljan Kumar (Crs-Assa), “I dialetti dello spazio sloveno occidentale”; Nataša Gliha Komac (Crs-Assa), “Sguardo sull’eredità culturale della Val Canale: religiosità popolare degli abitanti come elemento importante della realtà quotidiana”.

Nel pomeriggio parleranno: Špela Ledinek Lozej (Crs-Assa), “I focolari nelle collezioni tra le Alpi e il Carso”; Igor Jelen, Alen Carli (Università di Trieste), “Depositi etnografici spontanei e la questione della classificazione: il caso della collezione “V Vidrijah” a Fusine Laghi (Piana di Fusine)”; Zdenka Torkar Tahir (Museo dell’Alta valle della Sava – Jesenice), “Gli abitanti e l’eredità culturale di Rateče, nel punto d’incontro di tre paesi”; Stefano Morandini (Università di Udine), “Collezioni, expografie e patrimoni immateriali: poetiche e politiche dell’ostensione nelle Valli del Torre”; Karla Kafol (Museo di Tolmino), “Le collezioni private dell’Alto Isonzo e la collaborazione con i musei autorizzati e le istituzioni competenti”; Tanja Gomiršek (Museo regionale del Goriziano), “Modifiche nella composizione della dote delle spose dalla prima metà del XIX secolo al periodo dopo la prima guerra mondiale: questioni relative all’interpretazione dei manufatti tessili conservati nella collezione etnologica della famiglia Sirk”.


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