• Google+
  • Commenta
11 giugno 2014

BlaBlaCar Ride Sharing: come funziona BlaBlaCar per Sant’Anna di Pisa

BlaBlaCar

Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento S.Anna di Pisa – Tutti i vantaggi dello spostarsi “social” nelle anticipazioni dei risultati del primo sondaggio condotto su una community di “ride sharing” in Italia dalla Scuola Superiore Sant’Anna

BlaBlaCar Ride Sharing

BlaBlaCar Ride Sharing

Quanto piace il viaggio condiviso agli Italiani: spendono meno, rispettano l’ambiente e allargano la rete delle amicizie

Hanno di solito un’occupazione, stanno attenti al risparmio, si chiedono come contribuire a rispettare di più l’ambiente e considerano lo spostamento non soltanto come una necessità o un’opportunità ma come una situazione in cui riscoprire la socialità: è l’identikit che emerge dall’analisi dei primi risultati dell’indagine sugli utenti del “ride sharing”, il “viaggio condiviso”, promossa da BlaBlaCar, piattaforma leader in Europa che raccoglie offerta e domanda di passaggi, e condotta in maniera congiunta con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

BlaBlaCar Ride Sharing:la ricerca della Sssup

Condividere l’auto e viaggiare risparmiando, organizzandosi online, è una pratica sempre più diffusa, con ritmi di crescita annui – secondo i dati di BlaBlaCar – di oltre il 200%. Ma come nascono e si diffondono innovazioni di questo tipo? Qual è il ruolo degli utenti nella definizione del servizio? Qual è il profilo di chi decide di mettere a disposizione i posti disponibili sulla propria autovettura a “perfetti sconosciuti” che devono percorrere la stessa tratta? Chi sono i passeggeri e quali sono le motivazioni che li spingono a cercare un’alternativa al treno o all’utilizzo della propria auto? Il quadro preciso – che sarà diffuso dopo l’estate 2014 – deriva dall’analisi dettagliata delle indicazioni fornite con il questionario online sviluppato dai ricercatori del Sant’Anna.

Già in questa fase, i ricercatori stanno ottenendo informazioni molto interessanti. I risultati mostrano che gli utenti più attivi di BlaBlaCar hanno un’età media di 34 anni e sono dipendenti di azienda con contratto a tempo indeterminato. Non è soltanto il risparmio a spingere gli utenti a viaggiare in “maniera condivisa” – BlaBlaCar permette infatti al conducente di recuperare tutte le spese di viaggio e ai passeggeri di ridurre della metà il costo del viaggio – ma gli aspetti positivi legati alla socialità, al divertimento e al rispetto dell’ambiente costituiscono una leva fondamentale per innescare un passaparola positivo che, rivela lo studio, porta il 99% di chi ha risposto al questionario online a parlare di BlaBlaCar a parenti e amici in maniera positiva. La diffidenza iniziale nel salire in macchina con uno sconosciuto, stando ai primi risultati del questionario, viene superata grazie ai meccanismi di verifica dell’identità e di accumulo dei feedback positivi dati per conducenti e per passeggeri, grazie alle funzionalità del sito BlaBlaCar.it. Viaggiare con il ride sharing è infatti sicuro, ed è possibile conoscere l’identità, lo stile di guida e tanti altri dettagli sul conto dei propri compagni di viaggio prima di salire in auto: un’esperienza molto diversa da quella dell’autostop. Sei intervistati su dieci dichiarano infatti di non aver mai fatto autostop.

“Siamo entusiasti di questo progetto” dichiara Olivier Bremer, country manager BlaBlaCar Italia “e siamo convinti che ci permetterà di capire meglio le esigenze e migliorare l’esperienza del viaggio condiviso per i nostri utenti, il cui numero è in costante crescita. BlaBlaCar.it è infatti sempre più popolare nel nostro paese, e i motivi di questo successo sono tanti: il risparmio, naturalmente, ma soprattutto il fatto di essere un’ottima risposta alle nuove esigenze di mobilità, spesso last minute, della popolazione. Muoversi in maniera agile, smart, abbattendo le emissioni di CO2 e socializzando è una formula che sempre più persone scelgono per ogni viaggio”

“Il gran numero di adesioni fornisce una solida base su cui innestare la nostra ricerca: la percentuale di utenti che ha risposto al sondaggio è stata notevole, ben al di sopra delle più rosee aspettative“ commentano Andrea Paraboschi, dottorando in Innovation Management nonché conducente su BlaBlaCar e promotore dell’iniziativa congiunta; Elena Casprini, dottoranda in prestito alla prestigiosa ‘Cass Business School’ di Londra; Alberto di Minin, ricercatore e coordinatore scientifico dell’iniziativa. “Sei utenti su dieci dichiarano di non aver mai fatto autostop questo dato apre interessanti piste di ricerca per capire quali siano i modelli abilitanti per trasformare gli utenti in ‘ridesharer’. Capire in quale misura l’integrazione tra piattaforme sociali e tecnologie dell’informazione possa stimolare una domanda di servizio latente e cambiare i modelli di business tradizionali è uno degli obiettivi del nostro gruppo di ricerca“.

BlaBlaCar cos’è e quando nasce

BlaBlaCar Fondata nel 2006 e con sede a Parigi, BlaBlaCar (Comuto SA) opera tramite siti web in dieci lingue (tra cui BlaBlaCar.it in italiano) in Italia, Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Polonia, Russia e Ucraina.

BlaBlaCar è network che mette in contatto automobilisti con posti liberi a bordo con persone in cerca di un passaggio. La community BlaBlaCar è formata da più di 6 milioni di iscritti e conta decine di migliaia di destinazioni in tutta Europa. BlaBlaCar sta creando un modo nuovo, economico e sostenibile di viaggiare per oltre un milione di persone ogni mese. Per garantire la qualità del matching tra i conducenti e passeggeri, il sito mostra le loro preferenze: fumatori o non fumatori, animali accettati in macchina o meno, ecc. Gli utenti specificano, inoltre, il loro grado di “loquacità” scegliendo tra “Bla”, “BlaBla” e “BlaBlaBla”: da qui il nome BlaBlaCar.

Scuola Superiore Sant’Anna Istituto universitario pubblico a statuto speciale, opera nel campo delle Scienze Sociali (Scienze Economiche e manageriali, Scienze Giuridiche, Scienze Politiche) e Scienze Sperimentali (Scienze Agrarie e biotecnologie, Scienze Mediche e Ingegneria Industriale e dell’Informazione). Per la formazione universitaria integrativa, gli allievi sono ammessi dopo aver superato un concorso pubblico nazionale, sono iscritti ai corsi di laurea dell’Università di Pisa a cui affiancano un percorso di formazione integrativo. La Scuola Superiore Sant’Anna, che ha consolidato il ruolo di “research university”, offre corsi di perfezionamento, dottorato e master di I e II livello e integra la formazione con attività di ricerca condotta nei sei Istituti, dove docenti e ricercatori interagiscono con gli allievi. La valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica è uno dei compiti istituzionali che ha dato luogo a importanti collaborazioni con imprese ed enti pubblici. Dagli Istituti di Biorobotica, Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo), Economia, Management, Scienze della Vita e Tecip (Tecnologie della Comunicazione, dell’lnformazione e della Percezione) sono nate oltre trenta imprese spin-off, che ad oggi impiegano circa 180 addetti. La Scuola Superiore Sant’Anna dispone di un portafogli di circa 80 brevetti, composto da titoli nazionali ed internazionali, alcuni dei quali condivisi con altre istituzioni pubbliche e private o concessi in licenza ad imprese. Il Rettore della Scuola Superiore Sant’Anna è Pierdomenico Perata; il Presidente è Yves Mény.


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy