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30 giugno 2014

Casa delle bestie ferite: i risultati degli scavi dell’Università di Padova

Casa delle bestie ferite

Università degli Studi di Padova – Casa delle bestie ferite – Aquileia – Campagna di scavo del 2014

Casa delle bestie ferite

Casa delle bestie ferite

Martedì 1 luglio dalle ore 9.00 alla presenza di Giovanna Valenzano, Direttore del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, Luigi Fozzati, Soprintendente per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, e al Responsabile scientifico Monica Salvadori, Università di Padova, alla Casa delle bestie ferite, via delle Vigne Vecchie ad Aquileia, verranno presentati i risultati della campagna di scavo del 2014 nell’area condotta dal Dipartimento dei beni culturali dell’Università di Padova.

Gli scavi alla casa delle bestie ferite

Dallo scorso 26 maggio sono riprese le indagini archeologiche nell’area della Casa delle Bestie ferite ad Aquileia. Si tratta della ottava campagna di scavo condotta dal Dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Padova nell’ambito del progetto di valorizzazione dell’area che ha visto il contributo finanziario della Fondazione CRUP, di ARCUS s.p.a. e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. La disponibilità di una nuova porzione di terreno immediatamente ad ovest dell’area demaniale fino ad oggi indagata (p.c. 427/1), acquistata nel corso del 2013 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, ha consentito l’ampliamento delle indagini estensive verso il percorso del cardine massimo, oggi ricalcato dalla strada statale Giulia Augusta. In questo settore, le attività di scavo stratigrafico, condotte dall’équipe diretta dalla prof.ssa Monica Salvadori, sono state precedute da indagini con georadar al fine di orientare la prosecuzione delle ricerche. I dati finora raccolti hanno consentito di accertare la lunga continuità di vita della cd. Casa delle Bestie ferite – e degli altri edifici abitativi limitrofi – estesa per un periodo di oltre quattro secoli e scandita in almeno tre fasi edilizie che si inquadrano tra la primissima età imperiale e la seconda metà del IV secolo.

Le indagini alla casa delle bestie ferite del 2014, che proseguiranno fino al 5 luglio, si concentrano nel settore occidentale, recentemente acquisito dalla Soprintendenza e già iniziato ad essere indagato a partire dalla campagna del 2013. Attualmente gli scavi hanno intercettato una sequenza di ambienti pavimentati da rivestimenti in mosaico, il cui studio stilistico e la sequenza stratigrafica consentono di attribuire alla prima fase di costruzione degli edifici collocabile nella prima età augustea. Notevole è il ritrovamento di un ambiente caratterizzato da un pavimento a mosaico a decoro geometrico con riquadri a motivi vegetali policromi di altissima qualità esecutiva.

L’impegno profuso in età tarda per la ristrutturazione della domus è testimoniato da un ambiente che, con le sue dimensioni di 8 x 10 metri, risulta essere il più ampio rinvenuto all’interno dell’abitazione: esso era rivestito da un lussuoso pavimento in opus sectile di cui si conservano solo alcune lastrine litiche e le tracce in negativo lasciate dalle lastre asportate, sufficienti però a ricostruire lo schema decorativo originario.


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