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13 giugno 2014

Giannini a Unisa: le richieste dei ricercatori al Ministro Giannini

Università degli Studi di Salerno – Richieste al ministro Giannini: un impegno concreto per l’Università. E’ questa la provocazione che lanciano i ricercatori dell’Unisa al ministro Giannini

Stefania Giannini

Stefania Giannini

Lunedì 16 giugno il Ministro dell’Università Stefania Giannini sarà in visita all’Università di Salerno per partecipare alla cerimonia di conferimento della laurea ad honorem a Raffaele Bonanni.

Il Rettore Aurelio Tommasetti ha sottolineato in questi giorni l’importanza della presenza del Ministro Giannini quale occasione per chiederle un impegno concreto per lo sviluppo dell’Università di Salerno.

In particolare, ha citato l’urgenza di avviare le Scuole di Specializzazione di Medicina.

“Tuttavia, i problemi dell’Università di Salerno e di tutta l’Università pubblica italiana sono ben più grandi.”  – fa sapere Diego Barletta, rappresentante dei ricercatori nel Senato Accademico dell’Università di Salerno –

Un bilancio completo è stato presentato nel 2013 nel documento sulle emergenze del sistema universitario pubblicato dal CUN (Consiglio Universitario Nazionale).

Diego Barletta: crisi sistema Università presentata al Ministro Giannini

 

Il numero dei giovani che si iscrivono all’Università è diminuito del 17% negli ultimi 10 anni. Ciò è dovuto alla concomitanza della crisi economica che investe le famiglie e il taglio dei fondi ministeriali, già insufficienti in passato, per assicurare il diritto allo studio.

Il finanziamento dell’Università pubblica è diminuito del 5% all’anno dal 2009.

Il numero dei docenti universitari è diminuito del 22% dal 2006 al 2012 a causa del mancato ricambio generazionale dovuto alla effetto combinato dei numerosi pensionamenti, del ritardo pluriennale dei concorsi universitari e delle severe limitazioni al turn-over.

Riguardo ai concorsi, la disastrosa esperienza delle abilitazioni nazionali a professore universitario ha evidenziato la follia dell’approccio ragioneristico dell’ANVUR alla valutazione.

L’Italia è l’unico tra i paesi avanzati ad aver azzerato il finanziamento ministeriale alle università per la ricerca.  Il programma principale di finanziamento dei progetti di ricerca universitari, il PRIN, è stato completamente abolito.

I progetti che continuano ad essere portati avanti brillantemente dai gruppi di ricerca universitari sono finanziati quasi esclusivamente da fondi della Unione Europea. Il 50% dei laureati segue i corsi di dottorato senza borsa di studio.

La selva di adempimenti burocratici richiesti dal Ministero alle università rallenta tutte le attività di programmazione e svolgimento della didattica e della ricerca. La lista di problemi aperti potrebbe continuare ancora a lungo.

Diego Barletta: le richieste al Ministro Stefania Giannini

Di fronte a questa drammatica emergenza per l’Università italiana, – dice Barletta – confidiamo che il Rettore Tommasetti chieda al Ministro Giannini e al Governo un ampio piano programmatico per rilanciare l’alta formazione e la ricerca degli atenei. In concreto si potrebbe partire da alcuni provvedimenti:”

  • L’incremento del finanziamento borse di studio per gli studenti e il rilancio di un piano nazionale per il diritto allo studio.
  • L’incremento del Fondo di Finanziamento Ordinario degli Atenei.
  • Il ripristino del turn-over al 100%. E’ necessario riassegnare alle università le risorse che si liberano dai pensionamenti per permettere assunzioni di ricercatori e avanzamenti di carriera per ricercatori e professori associati.
  • L’abolizione del meccanismo dei punti organico (che sopravvaluta l’incremento dei costi stipendiali dovuto agli avanzamenti di carriera) che permetterebbe di promuovere il doppio dei ricercatori e dei professori associati abilitati.
  • Il rifinanziamento per il triennio 2014-2016 del fondo straordinario per consentire di completare il passaggio di tutti i ricercatori a tempo indeterminato (ruolo messo ad esaurimento dalla riforma Gelmini) che conseguono l’abilitazione nazionale al ruolo di professore associato.
  • La riforma sostanziale e procedurale delle procedure di abilitazione nazionale, già promessa dal Ministro Giannini.
  • La reintroduzione del finanziamento del PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale), di altri programmi di finanziamento ministeriale della ricerca e l’incremento dei fondi per il dottorato di ricerca.
  • La semplificazione burocratica degli adempimenti richiesti agli Atenei come richiesto dagli appelli “Semplifica Università” del CUN.

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