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23 giugno 2014

Reflui agroindustriali, potenzialità della fitodepurazione: incontro Unict

Reflui Agroindustriali

Università degli Studi di Catania – Reflui agroindustriali, tutte le potenzialità della fitodepurazione

Reflui Agroindustriali

Reflui Agroindustriali

Esperti riuniti a Noto nel workshop del progetto Vigna Energetica – Inaugurato un impianto dimostrativo per il trattamento delle acque reflue enologiche e dei reflui agroindustrial

La fitodepurazione naturale può costituire una soluzione efficiente e sostenibile per il trattamento delle acque reflue dei piccoli e medi insediamenti agro-industriali (cantine, oleifici, caseifici, ecc.), e degli insediamenti agro-rurali (allevamenti zootecnici, agriturismi, ecc.).

Reflui agroindustriali e potenzialità fitodepurazione: convegno Unict

E’ quanto sostengono gli studiosi che hanno preso parte al workshop che si è tenuto nei giorni scorsi a Noto, nell’azienda agricola Marabino, dove è stato anche inaugurato un impianto dimostrativo di fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue enologiche.

L’incontro operativo, organizzato dal CSEI Catania (Centro studi per l’economia applicata all’ingegneria) in collaborazione con il dipartimento di Gestione dei Sistemi agroalimentari e ambientali dell’Università di Catania nell’ambito del progetto VIGNA ENERGETICA – ViENERGY – finanziato con il programma Italia-Malta 2007-2013, ha visto confrontarsi alcuni tra i maggiori esperti a livello mondiale che hanno tracciato un quadro sulle attuali tecnologie impiegati per il trattamento ed il riuso delle acque reflue.

Nel bacino del Mediterraneo, ed in particolare in Sicilia, molte aziende del settore agro-industriale non dispongono di idonei sistemi per il trattamento e smaltimento delle acque reflue, nonostante le normative nazionali e regionali in materia siano già assai restrittive. Gli impianti attualmente esistenti sul mercato possono risultare, infatti, estremamente onerosi in relazione alla tipologia di acque da trattare e alla notevole fluttuazione stagionale dei volumi di acque reflue, connessa ai cicli di produzione di talune attività.

Le aziende che intendano mettersi in regola devono pertanto sobbarcarsi un complesso e costoso adeguamento degli impianti di depurazione, oppure ricorrere ad impianti tecnologici “chiavi in mano”, apparentemente competitivi in termini di investimento iniziale, ma molto costosi nella fase di gestione e con un grande impatto in termini di consumi elettrici e di emissione di CO2.

Gli esperti riuniti a Noto – tra i quali il prof. prof. Miquel Salgot dell’Universitat de Barcelona e il prof. Antonio Lopez dell’Irsa Cnr di Bari – hanno dimostrato che i sistemi naturali quali fitodepurazione e lagunaggio rappresentano una soluzione sostenibile per il trattamento delle acque reflue enologiche e di altre agro-industrie, così come per le acque reflue di origine civile.


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