• Google+
  • Commenta
4 giugno 2014

Da Unitn Sheref Mansy con il traduttore artificiale fa dialogare le cellule

Sheref Mnasy

Università degli Studi di Trento – Il “traduttore” artificiale che fa dialogare le cellule Sheref Mansy, ricercatore Armenise-Harvard al CIBIO di Trento, realizza un metodo di comunicazione chimica intercellulare a comando che sfrutta cellule artificiali create ad hoc.

Sheref Mnasy

Sheref Mnasy

Nuove possibilità terapeutiche per le infezioni batteriche grazie alla ricerca di Sheref Mansy

La notizia pubblicata su Nature Boston-Trento, giugno 2014.

Una nuova tecnica che impiega cellule artificiali potrebbe aprire presto nuove frontiere per la cura delle infezioni batteriche, per esempio le infezioni polmonari di pazienti affetti da fibrosi cistica.

A lavorare in questa direzione è Sheref Mansy, giovane scienziato statunitense arrivato in Italia nel 2009 al Centro di Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento grazie al sostegno della Fondazione Armenise-Harvard.

La ricerca Unitn e di Sheref Mansy

Insieme al suo gruppo di ricerca, Sheref Mansy sta lavorando ad un progetto che permetterà di controllare il comportamento delle cellule naturali senza modificarle geneticamente, utilizzando le cellule artificiali per dire a quelle naturali cosa devono fare. Il problema è che spesso le cellule non sono in grado di rispondere naturalmente ai segnali scelti per impartire loro delle istruzioni. Per ovviare a questo limite ci si affida all’ingegneria genetica: modificandole geneticamente possono acquisire nuove capacità. Ma nel momento in cui il contenuto genetico di una cellula vivente viene modificato, anche il suo comportamento cambia.

La nuova strada del team di Sheref Mansy prevede invece l’uso di cellule artificiali, create per favorire la comunicazione chimica tra cellule e batteri.

Con importanti vantaggi: «Con l’utilizzo delle tecniche di ingegneria genetica – spiega Sheref Mansy – c’è la paura che le cellule possano evolversi fuori dal nostro controllo e anche alterare gli ecosistemi. Al contrario, avvalendoci di cellule artificiali, possiamo condizionarle a vivere per un periodo definito di tempo. Le cellule artificiali non hanno la capacità di riprodursi o di evolversi. Servono al loro scopo solo per un paio d’ore e poi smettono di funzionare. Non hanno altre possibilità».

Questa metodologia, messa a punto da Roberta Lentini (coautrice dello studio e dottoranda dell’Università di Trento), può aprire nuove opportunità nell’ingegnerizzare dei comportamenti cellulari senza utilizzare organismi geneticamente modificati.

Ma come funziona questo scambio? «Le cellule artificiali espandono la percezione di Escherichia coli utilizzando un segnale chimico che questo batterio non può comprendere da solo e trasformandolo in un nuovo segnale che invece il batterio è in grado di recepire. Funziona come una sorta di traduttore, che si attiva solo quando serve. Pensiamo che questa tecnologia cambi il modo di vedere la biologia sintetica. Esistono più modi per fare la stessa cosa. Il nostro metodo sfrutta la comunicazione chimica attraverso le cellule artificiali ed è un’alternativa più sicura. Utilizzando cellule artificiali possiamo utilizzare la parte della vita che ci serve e rimuovere le parti della vita che non vogliamo».

La notizia di questa scoperta ha già attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Proprio nel fine settimana appena trascorso, infatti, il progetto è stato ospitato sulla prestigiosa rivista Nature.


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy