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25 giugno 2014

YETI dalla Sapienza, la proteina per il funzionamento della cromatina

Centro ricerca sull’Health Technology Assessment a Unipi

Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – YETI, una piccola proteina dalle grandi responsabilità

Ricerca - La Sapienza

Ricerca – La Sapienza

Yeti da uno studio targato Sapienza, individua la molecola che determina la struttura e il funzionamento della cromatina, il materiale genetico della cellula.

La ricerca guadagna la copertina della rivista Journal of Cell Science

Negli ultimi dieci anni, un numero crescente di evidenze sperimentali indica che l’alterazione dei meccanismi che regolano la struttura e la funzione della cromatina (contenente il materiale genetico della cellula) è tra le cause scatenanti di gravi anomalie che possono provocare l’insorgenza del cancro o alterare il differenziamento e lo sviluppo embrionale.

Ricerca La Sapienza: YETI, piccola proteina da grandi responsabilità

L’identificazione di nuovi geni che codificano proteine preposte al controllo dell’organizzazione della cromatina riveste una notevole importanza sulle possibili ricadute positive, sia per la ricerca di base, che per quella applicata in campo bio-medico.

Il laboratorio diretto da Patrizio Dimitri, del dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza, da anni all’avanguardia negli studi di genetica e genomica funzionale degli eucarioti, ha individuato una proteina necessaria per l’organizzazione strutturale e funzionale della cromatina. La ricerca finanziata dalla Fondazione Roma terzo settore e dall’Istituto Pasteur-Fondazione Cenci Bolognetti, ha guadagnato la copertina della rivista Journal of Cell Science (Messina et al, 2014).

La proteina individuata dai ricercatori si chiama YETI ed è stata isolata nella Drosophila melanogaster o moscerino della frutta, uno degli organismi modello nella ricerca biologica.

YETI è una piccola proteina di 241 aminocidi che appartiene a una famiglia evolutivamente conservata detta Bucentaur (BCNT). Il suo analogo nella specie umana, la proteina, CFDP1, svolge un ruolo simile nell’organizzazione strutturale e funzionale della cromatina.

Le proteine BCNT, individuate negli anni ’90 da un gruppo di ricerca giapponese (Nobukuni et al, 1997) nei ruminanti,  sono ancora  poco conosciute, nonostante la loro conservazione evolutiva suggerisca un ruolo biologico importante nelle cellule eucariotiche.

I ricercatori della Sapienza stanno attualmente conducendo una serie di esperimenti proprio per stabilire l’effetto della rimozione della proteina BCNT sullo sviluppo di Danio rerio, un piccolo pesce d’acqua dolce, noto anche come zebrafish, che negli ultimi anni rappresenta un modello molto utilizzato negli studi di genetica dello sviluppo dei vertebrati.

“Si tratta di una ricerca complessa – dichiara il coordinatore dello studio Patrizio Dimitri – che ha utilizzato un approccio multidisciplinare basato su metodiche di genetica classica, biologia molecolare, biochimica e genomica funzionale”.

L’individuazione del ruolo della proteina YETI sarà fondamentale per la comprensione dei meccanismi che regolano l’organizzazione della cromatina in cellule umane e delle relazioni esistenti tra alterazioni cromatiniche ed insorgenza del cancro o di anomalie dello sviluppo nella specie umana.

Giovanni Messina, Elisabetta Damia, Laura Fanti, Maria Teresa Atterrato, Emanuele Celauro, Francesca Romana Mariotti, Maria Carmela Accardo, Matthias Walther, Fiammetta Vernì, Daria Picchioni, Roberta Moschetti, Ruggiero Caizzi, Lucia Piacentini, Giovanni Cenci, Ennio Giordano and Patrizio Dimitri

Yeti, an essential Drosophila melanogaster gene, encodes a protein required for chromatin organization


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