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10 luglio 2014

Netkubed: monitoraggio strutturale con una start up Unitn

Università degli Studi di Trento – Netkubed: gli edifici ci diranno come si sentono

Monitoraggio strutturale attraverso nuovi sensori e smart structures: un nuovo start up dell’Università di Trento ha sviluppato un sistema che consente alle costruzioni di comunicare automaticamente informazioni sulla loro condizione strutturale.

Conoscere in tempo reale la gravità dei danni subiti dagli edifici di una città a causa di un terremoto e proporre il tragitto più efficace per i mezzi d’emergenza alla luce della situazione di strade e ponti. Tutto questo sarà possibile grazie a NetKubed, iniziativa sviluppata al Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica (DICAM) dell’Università di Trento nell’area di ricerca dedicata all’innovazione delle infrastrutture.

Progetto Netkubed Università di Trento

Il progetto Netkubed si occupa di sviluppare nuovi sensori e sistemi per il monitoraggio di opere civili – edifici, ponti, strutture storiche, impianti industriali – e per la gestione delle infrastrutture. Nella sua forma più completa, il software unisce all’interno di unica soluzione sensori, sistemi di monitoraggio e algoritmi per aiutare a gestire l’utilizzo delle risorse economiche. Terminata la fase preliminare, la società, denominata I-Kubed, si è costituita recentemente come start up accademico grazie all’iniziativa di Emiliano Debiasi, Davide Trapani, Oreste Salvatore Bursi e Daniele Zonta del DICAM.

«Nel settore dell’edilizia – commentano i promotori – sta velocemente crescendo l’interesse per il monitoraggio strutturale e in particolare per la progettazione e realizzazione di smart structures, cioè di opere civili dotate di sensori, in grado di comunicare automaticamente e in tempo reale al proprietario informazioni sulla propria affidabilità strutturale e segnalare tempestivamente la presenza di danni o di situazioni di pericolo. Il monitoraggio permette di identificare il danno prima che sia visibile, rendendo gli interventi di riparazione più tempestivi ed economici, e soprattutto aumentando la sicurezza degli occupanti».

Uno degli aspetti più innovativi di questo nuovo sistema è la capacità di gestire opere che appartengono a diversi proprietari integrando dati provenienti da sistemi di monitoraggio diversi in un unico database.

«Fino ad oggi – ricorda Emiliano Debiasi – il maggiore ostacolo alla diffusione di queste tecnologie è stato il loro costo. Grazie alla condivisione delle informazioni acquisite dai diversi sistemi, NetKubed permetterà di abbattere il costo del monitoraggio strutturale, rendendolo finalmente accessibile a tutti». Inoltre, grazie alla gestione automatica del monitoraggio e all’utilizzo della realtà aumentata, sarà possibile visualizzare in maniera intuitiva tutte le informazioni relative alla struttura monitorata: «Per esempio, puntando il proprio smartphone verso un edificio, o più semplicemente guardandolo attraverso un paio di smart glasses, sarà possibile vedere immediatamente gli elementi danneggiati, evidenziati con colori diversi in base della gravità del danno».

I destinatari a cui I-Kubed si rivolge sono sia i proprietari di singole strutture si quelli di grandi patrimoni di opere. Inoltre, le imprese di costruzioni potranno semplificare il controllo della qualità durante la costruzione e nell’intero ciclo di vita dell’opera stessa, mentre le assicurazioni potranno ottimizzare i premi e semplificare le procedure di rimborso. Nei prossimi mesi, NetKubed sarà installato su alcune strutture pubbliche, avvalendosi anche del supporto di imprese private e consulenti esterni.

«Il sistema che abbiamo sviluppato punta ad avere un forte impatto sulla comunità, perché può essere utilizzato per la gestione delle emergenze sismiche tanto a livello dei singoli edifici che di un’area più vasta» aggiunge Emiliano Debiasi.

«La possibilità di essere sempre aggiornati sullo stato delle infrastrutture consentirà di minimizzare i rischi, ridurre la necessità di ispezioni e offrire dati oggettivi e completi sulla qualità delle opere civili. Tutto ciò permetterà di investire in maniera ottimale le risorse pubbliche e private, intervenendo solo dove necessario e risparmiando dove possibile».


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