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10 luglio 2014

Piano Triennale Strategico Università di Modena e Reggio Emilia

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Piano Triennale Strategico 2014-2016

Piano Triennale Strategico Università di Modena e Reggio Emilia

Piano Triennale Strategico Università di Modena e Reggio Emilia

Più internazionalizzazione e più stretti legami con il territorio anche attraverso nuove iniziative da perseguire nel campo della didattica e, soprattutto, della ricerca sono i cardini sui cui l’UNIMORE del Rettore prof. Angelo O.

Piano Triennale Strategico Unimore

Andrisano vuole costruire il suo futuro. Approvato dagli organi dell’Ateneo nei giorni scorsi il Piano Triennale Strategico 2014- 2016, che fissa gli obiettivi anche riguardo a servizi agli studenti e fabbisogno del personale.    

Coerentemente alle indicazioni formulate dal MIUR, la politica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che è stata disegnata per il prossimo triennio 2014-2016 dal Consiglio di Amministrazione, guarda a cinque linee fondamentali, ovvero “aree di attività” se si adotta la definizione impiegata dal ministero.

Didattica, ricerca, internazionalizzazione, servizi agli studenti e fabbisogno del personale sono le direttrici strategiche su cui l’Ateneo finalizzerà i suoi sforzi ed i suoi investimenti umani e materiali per farlo crescere e consolidare come istituzione che, alla sua tradizionale “mission” di istituzione cui è demandata la formazione dei giovani e la diffusione delle conoscenze scientifiche, tecnologiche e culturali, vuole candidarsi per una più marcata attenzione ai territori, rendendo sempre più complementare la sua azione con i processi di innovazione necessari alla crescita ed allo sviluppo delle realtà economiche e sociali modenesi e reggiane.

Per quanto riguarda la didattica si punta, prima che alla istituzione di nuovi corsi, a qualificare l’attuale offerta accreditando i corsi di studio presenti, nella previsione di poter attivare fin dall’anno accademico 2015-2016 quattro corsi di laurea magistrale completamente in lingua inglese e di ampliare il numero di corsi “blended”, che si avvalgono della modalità FAD (Formazione a distanza). Accanto alla costituzione di un Osservatorio per l’analisi della didattica erogata, si punterà ad incrementare la quantità e qualità delle attività formative cosiddette “post lauream” attraverso master e corsi di dottorato anche internazionali. Con l’obiettivo di ridurre il fenomeno degli abbandoni a partire dall’anno accademico 2015-2016 sarà introdotto obbligatoriamente per tutte le lauree triennali il test d’orientamento che, tuttavia, non avrà carattere selettivo, eccetto che per i corsi proposti a numero chiuso.

Attraverso l’istituzione, anche in questo caso, di un Osservatorio che tenga monitorata la produttività dei docenti l’UNIMORE si propone di elevare la competitività della ricerca dei suoi 14 dipartimenti. Obiettivo prioritario sarà quello di favorire l’inserimento di giovani ricercatori e incrementare il numero dei dottorati di ricerca, in particolare quelli a valenza industriale. Inoltre, si favorirà il rafforzamento della partecipazione ai cluster regionali e delle fondazioni locali, dando altresì impulso alla brevettazione dei prodotti della ricerca ed alla nascita di spin off accademici. Per aiutare la crescita della ricerca è ribadito l’impegno a reperire spazi idonei ad ospitare attrezzature per strumentazioni tecnologiche avanzate che pongano i ricercatori UNIMORE nelle migliori condizioni di portare avanti i loro progetti.

Sul piano dell’internazionalizzazione si darà vita ad un International Welcome Desk per gli studenti stranieri, per la cui accoglienza si favorirà la realizzazione di un sito web in lingua inglese, che ne faciliti l’accesso alle informazioni che riguardano la realtà UNIMORE. Contestualmente si cercherà di favorire l’arrivo e la permanenza di Visiting Professor e di accordi di scambio con Università straniere, privilegiando intese con istituzioni accademiche che possano consolidare la presenza imprenditoriale italiana e risultino di interesse anche per il sistema economico territoriale.

Un capitolo fondamentale del Piano Triennale Strategico 2014-2016 è rappresentato dalle iniziative che si intendono prendere per migliorare ulteriormente i servizi agli studenti, puntando decisamente ad affinare sempre meglio le attività di orientamento all’ingresso attraverso più intensi rapporti col mondo della istruzione scolastica superiore e anche con la partecipazione a fiere e manifestazioni frequentate dai giovani. Il fine dichiarato che ci si prefigge di raggiungere anche tramite l’incremento dei servizi di tutorato in itinere e di riorientamento in favore degli iscritti è di contenere il fenomeno degli abbandoni, un fenomeno che affligge e penalizza tutta l’università italiana e, pure in misura minore, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Allo stesso modo si potenzieranno le iniziative finalizzate al job placement degli studenti in uscita, perché sia agevolata la occupabilità non solo di laureati e dottorati, ma anche dei numerosi diversamente abili iscritti all’Ateneo. Infine, si completerà il processo di informatizzazione delle iscrizioni on line, riducendo il disagio delle file agli sportelli per l’ultimazione delle procedure e la richiesta di documenti e certificati.

Da ultimo, per quanto riguarda il personale si cercherà di raggiugere una più funzionale organizzazione che consenta di valorizzare al meglio le risorse presenti, premiando i meritevoli.

Gli obiettivi che ci siamo posti con questo Piano Triennale Strategico – afferma il Rettore prof. Angelo O. Andrisanopossono apparire ambiziosi, ma sono certamente alla nostra portata, alla portata di un Ateneo che ormai ha raggiunto affermati livelli di eccellenza per quanto riguarda la didattica. I passaggi dei prossimi mesi e anni devono caratterizzarci e posizionarci meglio anche per quello che si riferisce alla ricerca, una ricerca che deve avere una apertura internazionale e traslazionale e che deve concorrere alla crescita dei territori. Compito della nuova università è quello di accompagnare il sistema locale fuori dalla crisi agendo da volano della sua innovazione”.


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