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25 luglio 2014

Ricorso test medicina 2014 illegittimo: come fare ricorso per Bonetti

Ricorso Test Medicina

Dal Ricorso al Tar alla Riforma d’Oltralpe: la metamorfosi kafkiana del Test di Medicina. Ecco come fare ricorso al test medicina illegittimo per l’avv. MIchele Bonetti

“Ritengo non insensato un provvedimento di sanatoria per i nostri ragazzi, accompagnato da una riforma provvisoria, modellata sul sistema francese e che funga da volano per l’accesso libero”.

Violazione dell’anonimato e manomissione dei plichi.

Il Tar Lazio ammette oltre 2000 aspiranti camici bianchi, sferrando un duro colpo all’atavico principio del “The King can do no wrong”. Per il Miur e per gli Atenei coinvolti, infatti, si tratta di uno smacco deleterio, inatteso, surreale e, per certi versi, epocale.

Test medicina 2014 illegittimo, Tar Roma accoglie il ricorso

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Roma accoglie il ricorso ed ammette “provvisoriamente” 2mila studenti in seguito ai sospetti di irregolarità. Le vernissage del contenzioso amministrativo affonda le proprie radici in una serie di presunte inottemperanze manifestatesi, in alcune sedi universitarie (Bari, Tor Vergata, Napoli, Salerno ecc.), durante i test di accesso primaverili. Gli Artefici del maxi ricorso collettivo sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ormai assurti, a furor di popolo, al rango di paladini della lotta al numero chiuso.

Stando all’essenza delle ordinanze cautelari, alla base delle riammissioni in sovrannumero a titolo di risarcimento in forma specifica del danno patito dagli studenti, vi sarebbe l’accertamento di alcuni vizi procedurali (mancanza di garanzia dell’anonimato, violazione della segretezza concorsuale e manomissione dei plichi) che, tutto sommato, non dovrebbe comportare l’annullamento dell’intero test.

A poco più di novanta giorni dall’epilogo dell’odiata procedura selettiva, il Tar del Lazio ha così accolto il ricorso (o meglio l’istanza cautelare) presentato da alcuni aspiranti camici bianchi esclusi dalla selezione dell’8 aprile scorso. Gli Atenei coinvolti, dunque, dovranno far posto a circa 2000 studenti ammessi in sovrannumero all’esito della prima fase di un processo kafkiano ed epocale. I giudici, infatti, hanno emesso delle ordinanze cautelari, disponendo l’immatricolazione “con riserva” e in sovrannumero delle parti ricorrenti al fin di garantirne la tempestiva frequenza delle lezioni ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria presso gli atenei implicati. I 2mila aspiranti medici, quindi, potranno frequentare regolarmente i corsi in attesa della seconda ed ultima udienza, fissata per il prossimo 7 Maggio.

Ammessi con ricorsi studenti bocciati al test medicina di aprile 2014

Esultano gli studenti bocciati ad aprile. Al di là della provvisorietà delle ordinanze cautelari, in molti sostengono che, a breve, altri studenti potrebbero salire sul carro dei vincitori. Intanto, travolti dall’onda emotiva e dal sublime profumo d’alloro, gli esponenti dell’Udu, Unione nazionale degli Universitari, consci dell’ennesima debacle del numero chiuso, invocano un cambiamento di rotta, l’avvento dell’annunciata riforma.

Nel frattempo, il Ministero dell’Istruzione potrebbe, a sua volta, impugnare le ordinanze cautelari innanzi al Consiglio di Stato, in difesa dei propri interessi.

Ciò malgrado, la torma dei riammessi potrebbe persino rimpinguarsi.

Infatti, sebbene i termini relativi alla presentazione del ricorso al Tar siano ormai scaduti, gli studenti bocciati ai Test di aprile potrebbero esperire le vie del Ricorso Straordinario al Capo dello Stato, rimedio giustiziale alternativo all’impugnazione giurisdizionale.

Il Trionfo dell’Udu. Dopo aver appreso l’incredibile risultato, gli esponenti dell’Unione nazionale degli Universitari, consci dell’ennesima debacle del numero chiuso, hanno immediatamente invocato un cambiamento di rotta, l’avvento dell’annunciata riforma. Per l’Udu, infatti, “si è chiusa un’epoca, caratterizzata dal numero chiuso, ed è necessario aprire una nuova fase dell’università italiana”.

Stop Numero Chiuso, abolizione test medicina, modello alla Francese

Dal Ricorso al Tar alla Riforma d’Oltralpe. Sebbene diverse correnti di pensiero studentesche, in queste ore, stiano immaginando che le recenti pronunce giudiziarie possano dar vita a scenari e prospettive a dir poco rosei, la definitiva abiura al numero chiuso continua a rappresentare un’incognita di non poco conto.

Di recente, il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, pur ribadendo le sue idee riformiste e la necessità di una rivisitazione del meccanismo selettivo, ha fatto capire, a scanso d’equivoci, che difficilmente assisteremo all’eradicazione del numero chiuso.

Ma cosa succederà? Le ipotesi di riforma sono due: prendere a modello il sistema francese o adattare lo stesso al contesto italiano. Il leitmotiv, invece, è unitario: lasciare libera l’iscrizione al primo anno per poi avere una dura selezione per l’accesso al secondo. In tal modo, secondo Giannini “s’iscriverebbero soltanto gli studenti motivati”.

Il Modello d’oltralpe e lo Sbarramento: Se la riforma andasse in porto, e l’abiura ai test d’ingresso relativi ai dipartimenti di medicina 2014 fosse dunque confermata, si verificherebbe, in realtà, uno scenario non del tutto rasserenante. Il modello francese, infatti, è strutturato su due concorsi, uno relativo al primo semestre, e l’altro al secondo, corredati da quiz a risposta multipla inerenti a temi specifici studiati durante l’anno, e corretti con l’ausilio di appositi sistemi informatici.

Il primo anno accademico è incentrato sul principio della libertà di accesso, ed è diviso in due semestri. Al termine del primo, comune a tutti i vari indirizzi, gli studenti devono sostenere una prima prova destinata a vagliare le competenze acquisite. Quelli che non riescono a raggiungere il punteggio minimo possono essere indirizzati verso altre facoltà. Il secondo semestre è, invece, caratterizzato da un percorso di gran lunga più specifico, destinato a terminare con un vero e proprio esame di sbarramento, una prova irta d’insidie che deciderà le sorti degli aspiranti camici bianchi.

Chao ab ordo: e se l’abolizione dei test d’ingresso generasse il caos? Al di là delle perplessità relative alla struttura del modello d’oltralpe, desta scalpore e, in un certo senso, sconcerto, anche un altro aspetto della riforma: le iscrizioni di massa e i relativi disagi strutturali. Sembra, infatti, che non tutti i Rettori abbiano accolto di buon grado l’ambizioso annuncio trasteverino. C’è chi pensa che gli atenei, ed in particolare i dipartimenti di medicina, non sarebbero in grado di reggere l’onda d’urto di circa 70mila studenti.

Ricorso test medicina illegittimo: il punto dell’Avv. Bonetti

Al fin di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alle irregolarità afferenti ai test primaverili di medicina ed, in particolare, all’accoglimento del ricorso collettivo, Controcampus ha deciso d’intervistare l’Avv. Michele Bonetti, da anni al fianco dell’Udu.

Avv. Bonetti, Lei è uno dei principali artefici del maxi ricorso test medicina illegittimo, come giudica la decisione del Tar?

“Onestamente la decisione del Tar Lazio non mi sorprende e le spiego il perché. Ho avuto l’onore di vivere in prima persona l’evolversi dell’orientamento giurisprudenziale sul punto. Mi riferisco principalmente alla violazione dell’anonimato, per la quale, come avvocato dell’UDU, mi batto da anni, sin dal 2007. Nel 2007, infatti, con il caso di Tor Vergata, noto ai più anche grazie all’attenzione mediatica riservata sul caso da parte della tv nazionale fu accertata l’alterazione dei compiti di determinati candidati e da qui i nostri ricorrenti entrarono in sovrannumero. Poi nel 2008, scoppiò il caso dell’anonimato a Messina, seguito con il mio collega Santi Delia, con cui si dimostrò l’abbinamento tra il nome e il codice e quindi la possibilità di identificare i candidati all’ingresso delle aule. Da Tor Vergata e Messina, partì dunque la nostra campagna in difesa del principio dell’anonimato, sul quale si è pronunciato su un nostro caso e una volta per tutte anche il Consiglio di Stato che con un’adunanza plenaria ha blindato la questione, rilevando l’illegittimità del test. Poi vincemmo al Tar Campobasso, al Tar Cagliari, al Tar Palermo e lo stesso Tar Lazio, differentemente da quanto riportato in modo errato altrove, già prima del 17 luglio si è pronunciato in via definitiva con importanti sentenze emesse proprio sui nostri ricorsi”.

Potrebbe spiegare ai nostri lettori cosa significa riconoscere l’immatricolazione con riserva e in sovrannumero ai ricorrenti?

“L’immatricolazione con riserva è l’immatricolazione alla quale si procede in forza di un provvedimento ottenuto in fase cautelare, che non è definitivo, contrariamente alla sentenza passata in giudicato. Questi procedimenti per l’ammissione sovrannumeraria si chiudono normalmente in fase cautelare, in cui si chiede l’immatricolazione per l’anno accademico in corso, quello da cui si è rimasti fuori per le numerose irregolarità e violazioni subite in sede concorsuale”.

E’ vero che, dopo la seconda udienza, le ambizioni dei riammessi con riserva potrebbero affievolirsi dinanzi ad un’eventuale e definitiva pronuncia negativa? E’ vero che l’intero Test potrebbe essere annullato?

“A seguito dell’immatricolazione con riserva, lo studente ammesso in forza del provvedimento cautelare è di fatto uno studente come tutti gli altri: frequenta i corsi, sostiene gli esami e quindi consolida la propria posizione di studente. Consideri che statisticamente i miei ricorrenti una volta entrati sono i primi del corso. In tal senso, la sentenza definitiva tendenzialmente dovrebbe confermare tale situazione di fatto. Tuttavia, i coraggiosi provvedimenti del Tar Lazio sono ancora provvedimenti provvisori e sono appellabili da parte del MIUR e da parte delle Università. Il problema quindi non è tanto la fase successiva di merito che porterà alla sentenza definitiva, quanto resistere all’eventuale appello. Per questa ragione siamo partiti dai gruppi più fondati, quelli che chiamo ricorsi “pilota”, come ad esempio quello su Bari dell’aula 3, in cui l’assenza del plico e dei tre questionari, unita all’identificabilità del codice “segreto”. I gruppi più fondati cercheranno di resistere nell’interesse di tutti e del collettivo nazionale.

Per ora il Tar si è pronunciato sul sovrannumero e non su un eventuale annullamento delle prove concorsuali, ovvero lo studente e la sua ammissione non incide sulle posizioni di coloro che si sono collocati in posizione utile e nel numero programmato; sulla scia del Consiglio di stato e delle teorie dell’Udu il Tar ha riconosciuto per la posizione di questi studenti un risarcimento in forma specifica ai ricorrenti, consistente nell’ammissione al corso di laurea. Questa è l’ultima posizione espressa dal Tar ma non è escluso che, se metteranno fuori i nostri ricorrenti, si cambi linea d’azione.

L’UDU e il sottoscritto combattano giorno per giorno per un’università pubblica, libera, gratuita e aperta a tutti. Ormai sono passati quasi 4 mesi dall’8 aprile e il Governo di fatto tace. Noi andiamo avanti con i ricorsi, finché non ci sarà una riforma e una sanatoria. Nessuno può fermarci”.

Avv. Bonetti, secondo Lei, alla luce delle recenti pronunce, sarebbe verosimile ipotizzare che, ad oggi, chiunque presentasse ricorso al test medicina avrebbe delle ottime chance di vittoria?

“Quello che posso dirle, come esperto del diritto allo studio, è che in punto di diritto questi test sono illegittimi e che non ci sentiremo vittoriosi sino a quando non verranno completamente aboliti dal nostro sistema universitario”.

Crede che il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica possa rappresentare una valida soluzione?

“Per chi non ha fatto ricorso vi è ancora la possibilità di impugnare gli atti con un ricorso straordinario esperibile nei 120 giorni successivi alla pubblicazione della graduatoria. Tuttavia invito tutti alla chiarezza: si tratta infatti di un percorso molto lungo che normalmente si conclude in circa 18 mesi. Già in passato abbiamo vinto questa tipologia di ricorso, per cui tra l’altro non è previsto alcun appello. In ogni caso escludo categoricamente la possibilità di fare ricorso straordinario da parte di tutti coloro che hanno già aderito ad un ricorso collettivo con me o con altri colleghi”.

Pensa che il Ministro Giannini non farà l’appello e farà la riforma?

“Come Lei giustamente ha centrato, l’UDU in questi giorni sta cercando di attivarsi politicamente per risolvere la questione per tutti gli studenti. I nostri provvedimenti devono rappresentare lo spunto per risolvere la problematica dei nostri ricorrenti da un lato, e di tutti gli studenti italiani per il futuro dall’altro.
A titolo personale ritengo non insensato un provvedimento di sanatoria per i nostri ragazzi, accompagnato da una riforma provvisoria, modellata sul sistema francese e che funga da volano per l’accesso libero. A mio avviso, sin da ora, gli Atenei più virtuosi, che accoglieranno gli studenti sovrannumerari e non solo, dovrebbero essere premiati in modo non proporzionale nel meccanismo dei finanziamenti pubblici all’università. Insomma l’Ateneo che maggiormente “apre la porta” agli studenti, riceve maggiori fondi ma solo se contemporaneamente rispetti i parametri di eccellenza. Si può aprire la strada ad un nuovo concetto di merito, solo se unito all’ampliamento degli ingressi e alla diffusione della cultura, mantenendo i migliori standard qualitativi per gli atenei”.

Antonio Migliorino


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