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21 agosto 2014

Economista cortese, Mario Centorrino riceve l’ultimo saluto dell’Unime

Università degli Studi di Messina – Stamane l’ultimo saluto dell’Ateneo all’Economista Prof. Mario Centorrino

L'economista Mario Centorrino

L’economista Mario Centorrino

La Comunità Accademica si è stretta oggi per l’ultima volta attorno a Mario Centorrino, economista di grande spessore e Professore Emerito dell’Unime scomparso improvvisamente la sera dello scorso martedì.

Stamane, dalle ore 9.00 alle ore 11.30, presso l’Aula Magna dell’Università è stata allestita la camera ardente alla quale hanno presenziato commossi in centinaia, tra esponenti del mondo accademico, allievi, autorità, giornalisti e molti amici. Al termine, all’ingresso del Rettorato di Piazza Pugliatti, le Autorità Accademiche hanno tributato l’ultimo saluto allo studioso messinese.

L’ultimo saluto all’Economista Centorrino, morto martedì 19 agosto 2014

Il Prorettore Vicario dell’Ateneo, prof. Emanuele Scribano, in rappresentanza del Rettore assente per motivi istituzionali, ha aperto la cerimonia di commiato leggendo il messaggio che il prof. Pietro Navarra ha voluto indirizzare alla famiglia e alla Comunità accademica: “La prematura scomparsa del professore Mario Centorrino e’ stata per me come un fulmine a ciel sereno. Una triste notizia, inaspettata nei tempi e nei modi, a cui stento ancora oggi a credere. La figura del professore ed economista Centorrino ha accompagnato la mia vita accademica sin dai suoi inizi, prima come insigne economista e poi come caro e stimato amico. Mario e’ stato uno studioso che ha saputo combinare, in modo sapiente ed efficace, la ricerca pura alla consulenza pubblica e privata e all’attivita’ pubblicistica di divulgazione. E’ stato un accademico spinto da una forte passione civile. Le sue doti culturali e professionali sono state costantemente proiettate a tradurre i risultati dei suoi studi e le tesi sostenute nei circuiti scientifici nazionali ed internazionali in scelte di politica economica.

Le sue qualita’ umane di ascolto e attenzione verso le opinioni altrui, la sua innata abilita’ di tessere rapporti, di creare sinergie, di mettere e tenere insieme idee confliggenti e persone dai caratteri diversi quando non contrapposti, hanno costituito solide fondamenta nello svolgimento dei suoi numerosi e prestigiosi incarichi pubblici e gli hanno permesso di guidare, con tratto saldo e sicuro, la Facolta’ di Scienze Politiche da Preside amato e rispettato da tutti: studenti, colleghi e personale tecnico amministrativo. Qualita’ queste che hano contraddistinto anche la sua azione da Pro-Rettore e da Presidente del Nucleo di Valutazione dell’Unievsrita’ di Messina.

Persona paziente, sagace e cortese, non strillava mai i suoi argomenti e le sue convinzioni, ma conversava e, conversando, convinceva e si faceva convincere, spesso smussando i risvolti piu’ inutilmente ruvidi nelle questioni all’ordine del giorno. Non faceva mancare mai la sua raffinata e arguta ironia anche in momenti particolarmete complessi e delicati. Un’ironia sapiente e mai fuori posto che, applicandola anche e soprattutto a se stesso, aumentava l’autorevolezza della sua personalita’.

E’ stato un maestro amato e stimato, cordiale e disponibile, capace di stimolare l’interesse e la curiosita’ intellettuale di generazioni di studenti che hanno frequentato le sue lezioni e di allievi che ha sostenuto e voluto bene con imparegiabili doti di maestro di scienza e di vita.

Caro Mario, la tua umanita’ prudente, discreta e misurata, ma sempre calda e illuminata da profondo rispetto manchera’ a tutti coloro che, come me, hanno avuto l’onore e il privilegio di conoscerti a fondo, apprezzando un uomo che nella sua vita ha saputo sempre trasformare l’incontro delle menti in incontro di persone e di sentimenti.”.

Anche i suoi allievi più anziani hanno voluto ricordare la figura del loro maestro.

“Per Mario Centorrino l’economia non era una disciplina autoreferenziale – ha sottolineato commosso il Prof. Guido Signorino – che si appaga per l’eleganza formale dei suoi ragionamenti (non di rado astratti e per nulla collegati con la realtà). Era invece uno strumento per comprendere la società in cui viviamo e, possibilmente, per migliorarla2.

“In una Università pluricentenaria, Mario è stato fondatore. Fondatore delle Facoltà di Scienze Politiche (di cui è stato Preside in una delle stagioni più fulgide, pioniere dei rapporti con l’Europa e della sperimentazione degli scambi Erasmus, aperto all’apporto di studiosi esterni, ma attento seminatore di allievi locali). Fondatore dell’Istituto di Economia, Statistica e Analisi del Territorio. Fondatore di un gruppo di studio che immodestamente vorrei definire “scuola”, avendo lui avviato alla carriera universitaria un numero altissimo di allievi, avendoli inviati ad importantissimi contatti con sedi universitarie estere.”

Tu proponevi (testimoniavi con il tuo impegno a tutti i livelli di responsabilità, come Preside di Facoltà e poi come Prorettore) un modello di Università aperta al territorio e alla comunità – ha proseguito poi il Prof. Michele Limosani -. L’Università, spesso ripetevi, è del territorio ed è per il territorio. Abbiamo la responsabilità di contribuire all’elaborazione di un modello sociale culturale ed economico di sviluppo per la nostra comunità. Un messaggio che a molti di noi, oggi impegnati a vari livelli e con diverse responsabilità nel Governo di questa prestigiosa Università, suona come un invito e un motivo ispiratore della nostra azione”.

“Lungimiranza, visione strategica, capacità di guardare oltre le posizioni personali, sia pur legittime, alla ricerca di soluzioni finalizzate ad interesse di natura generale, in tutto questo tu eri maestro. Hai contribuito così a far nascere quell’humus istituzionale indispensabile per la crescita dei giovani ricercatori.”

Infine, il Prof. Giovanni Cupaiolo, Coordinatore del Collegio dei Prorettori, ha letto un messaggio della famiglia: “Desideriamo ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali hanno permesso e si sono adoperati per la realizzazione di questo momento di ricordo e saluto, consentendo così di soddisfare quelle che erano le volontà espresse da Mario. Lui che di questa Università ha sempre fatto la propria bandiera. Un ringraziamento che ovviamente estendiamo a quanti sono qui presenti o, anche se lontani, hanno fatto pervenire la loro testimonianza. Messaggi, telefonate, e-mail, post sui social network, articoli, necrologi, il vostro essere qui oggi: sono stati per tutti noi – e, credeteci, non si tratta di parole di circostanza – un grande conforto in questo triste momento. Non possiamo, quindi, che ribadire il nostro più sentito ringraziamento a tutti.”

“Un ultimo grazie, senza volere scivolare nella retorica, vogliamo rivolgerlo a Mario a nome nostro e di quanti ne hanno apprezzato le doti umane e professionali: grazie per esserci stato.”


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