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25 agosto 2014

Empatia: ricerca dell’Università di Pisa sull’empatia dell’uomo

Empatia

Università degli Studi di Pisa – Empatia dell’uomo: i risultati dello studio del team di ricercatori del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo pubblicati sulla rivista PeerJ

Empatia dell'uomo

Empatia dell’uomo

Chi non è mai stato contagiato almeno una volta dallo sbadiglio di un’altra persona?

L’uomo e il bonobo sono ad oggi le uniche due specie nelle quali è stato dimostrato che il contagio di sbadiglio segue un gradiente di empatia ed è più frequente tra gli individui che condividono uno stretto legame emotivo, come amici e parenti.

Ma un nuovo elemento di discussione è dato dallo studio di un team di ricercatori del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa – Elisabetta Palagi, Ivan Norscia ed Elisa Demuru – che ha paragonato le due specie.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica PeerJ  ha messo in luce che una stretta relazione tra gli individui è il fattore più importante nel determinare la risposta sull’empatia e che l’uomo “vince” sul bonobo solo quando sono implicati legami forti, ma questa differenza si annulla quando sono coinvolte relazioni deboli.

I ricercatori hanno osservato entrambe le specie nelle loro attività quotidiane e in particolare hanno confrontato due caratteristiche del contagio, ovvero la frequenza e la velocità di trasmissione degli sbadigli da un individuo all’altro.

Risultati di ricerca Unipi sull’empatia dell’uomo

Il risultato della ricerca sull’empatia è che l’uomo risponde più frequentemente e più velocemente del bonobo solo quando sono coinvolti amici e parenti, probabilmente perché le forti relazioni umane sono caratterizzate da un sofisticato sistema emotivo in cui si intrecciano processi cognitivi, memoria e ricordi. In questo caso, il circuito positivo che si instaura tra l’affinità emotiva e il meccanismo percezione-azione sembra essere più forte negli uomini che nei bonobo.

In sintesi, questo studio sull’empatia suggerisce che i differenti livelli di contagio emotivo tra uomo e bonobo sono attribuibili alla qualità delle relazioni tra gli individui.

Ma quando la complessità dei legami sociali, tipica degli uomini, non è in gioco – spiega Elisabetta Palagi – l’uomo scende dal “podio empatico” per ritornare sul gradino che condividiamo con i nostri cugini più prossimi: le grandi scimmie antropomorfe”.


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