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1 agosto 2014

Guida Censis 2014-2015: classifica università di grande guida Censis

Conferma primato Unicam in classifiche Censis tra le migliori università

Ecco la Guida Censis 2014–2015. la grande guida firmata Censis-Repubblica: la classifica delle università italiane e le discrepanze all’italiana degli atenei

Guida Censis 2014-2015

Guida Censis 2014-2015

Anche quest’anno, come di consueto, è stata pubblicata la Grande Guida Censis Università relativa all’anno accademico 2014-2015.

In testa svettano, con candore trionfale, gli atenei di Bologna (97.8), Perugia (95.2), Siena (103.2), Camerino (95,8) e Milano (Politecnico – 97.0). Tra le private, invece, appaiono degne di nota la Bocconi (91.6), la Luiss (86.4) e l’università di Bolzano (104.2).

A salire sulla graticola, purtroppo, sono, ancora una volta, le università del meridione. La sinfonia numero nove in re minore di Beethoven, è assurta, “coralmente” e salvo labili eccezioni, al rango di inno (alla gioia) degli atenei del nord e del centro.

Nel panorama accademico italiano, dunque, continuano a serpeggiare ataviche e laute idiosincrasie. E’ questa, probabilmente, la macabra realtà. Dall’analisi stilata dagli esperti di Repubblica e Censis (in edicola dallo scorso 22 luglio) emerge, per l’ennesima volta, un abissale divario tra atenei del nord e del sud. Sono pochi, anzi pochissimi, infatti, gli spiragli di luce in grado di irradiare il sistema universitario meridionale. Ma la speranza, ovviamente, è l’ultima a morire.

Guida Censis 2014-2015: cos’è la Grande Guida de La Repubblica e a cosa serve

Classifica Università completa per ogni ateneo secondo Censis 2014-2015 <<< clicca e scarica

Classifica Universitaria

Classifica Universitaria

Patrocinata dal gruppo editoriale “L’Espresso spa”, la Guida Censis 2014-2015  ha il pregio di render edotte le future matricole universitarie sulle migliori strutture e sui principali corsi di studio italiani, attraverso indagini metodiche, statistiche e raggruppamenti espletati con l’ausilio di elaborazioni d’impronta scientifica. Da quindici anni, infatti, la grande Guida Censis 2014 di Repubblica simboleggia una vera e propria bussola in grado di orientare e corroborare le scelte delle aspiranti matricole. La giungla universitaria, del resto, è spesso nemica del tempo e delle reali ambizioni studentesche. In un’epoca buia ed inquieta come quella odierna, pertanto, l’eradicazione dei rami superflui diventa a dir poco essenziale. La Guida Censis, infatti, offre una panoramica completa ed approfondita sull’universo accademico italiano, fotografando, con onestà e precisione epesegetica, l’oscura ed obliante selva universitaria italiana. L’istantanea è per altro resa sublime da interessantissime inchieste che mirano ad evidenziare ed approfondire alcune tematiche di prim’ordine. Dal riscatto della laurea all’avveniristica università 2.0, descritta dalla sagace penna del Dott. Roberto Ciampicacigli, passando per il numero chiuso, l’internazionalizzazione ed i mestieri del futuro.

I nuovi parametri valutativi della Guida Censis 2014-2015

Anche quest’anno, il Centro Studi Investimenti Sociali (Censis) ha introdotto qualche modifica sostanziale in merito alla valutazione degli atenei del Bel Paese. Il fulcro nevralgico del cambiamento alberga in due emblematici fattori:

  • da un lato, la fonte dei dati scientifici non è più simboleggiata dall’atavico database del Ministero trasteverino, ma dall’anagrafe degli studenti;
  • dall’altro, le classifiche delle università non statali sono state ricavate, per la prima volta, ottemperando agli stessi indicatori relativi alle statali.

La transizione epocale, quindi, continua a plasmare a sua immagine i criteri di valutazione esperiti. In virtù del principio di causa ed effetto, all’irrefrenabile metamorfosi universitaria, corrisponde, dunque, il mutamento delle vegliarde metodologie di valutazione dell’offerta formativa, che, da quest’anno, appaiono dotate di un livello di precisione a dir poco elevato, in quanto imperniate sui percorsi di studio di ogni singolo studente.

Sulla scorta di tali catartiche innovazioni metodologiche, gli esperti dell’Istituto di ricerca socio-economica hanno stilato le consuete classifiche con l’ausilio di ragguardevoli indicatori scientifici.

  • Per i quindici raggruppamenti didattici, ad esempio, sono stati impiegati i dati afferenti alla progressione di carriera degli studenti (tasso di persistenza tra il primo ed il secondo anno, indice di regolarità dei crediti, tasso di regolarità dei laureati e tasso di iscritti regolari) ed ai rapporti internazionali (numero di iscritti stranieri, mobilità degli studenti in uscita, atenei ospitanti).
  • La valutazione degli atenei, invece, è stata ricavata in base ai seguenti indicatori: strutture (numero di posti nelle aule, nelle biblioteche e nei laboratori), web, internazionalizzazione (numero di iscritti stranieri ecc), servizi (numero di pasti erogati, di posti e contributi per gli alloggi riservati ai fuori sede) e borse di studio.
  • Gli indicatori impiegati per la valutazione della ricerca (le cui 14 aree disciplinari sono classificate dal Consiglio Universitario Nazionale) sono, infine, i progetti di ricerca e la produttività scientifica.
Marcello Clarich

Marcello Clarich

Al fin di approfondire aspetti afferenti alle classifiche stilate dagli esperti della Grande Guida Censis 2014, abbiamo contattato il Prof. Marcello Clarich, avvocato di fama internazionale e docente di diritto amministrativo alla Luiss G. Carli.

La Luiss ha conquistato il primo posto nella classifica relativa agli atenei non statali di medie dimensioni, ed il quarto in quella complessiva, totalizzando un punteggio medio pari all’86,4%. Prof. Clarich qual è la Sua opinione in merito alle classifiche Grande Guida Censis e come giudica il punteggio ottenuto dal Suo ateneo?

“Queste classifiche, di norma, dipendono dai tipi di parametri che vengono utilizzati, e pertanto spesso sono un po’ opinabili, non vanno cioè prese per verità assolute. Tra l’altro, la comparazione tra atenei è davvero complicata. Detto questo, penso che la Luiss abbia una buona offerta formativa. Il sistema del numero chiuso, del resto, assicura un minimo di selezione all’ingresso e garantisce quindi un corpo di studenti che parte con buone basi culturali. Ovviamente è un’università medio – piccola. Non ci sono aule sovraffollate, perché gli studenti sono divisi in gruppi, o canali come li chiamiamo noi tecnicamente, quindi gli studenti che frequentano più assiduamente hanno anche la possibilità di interagire in modo proficuo con i docenti. Certamente, tutto è migliorabile. Valuto positivamente gli scambi Erasmus ed i rapporti con le altre università. Poi, dal punto di vista dei risultati del post laurea, gli studenti della Luiss tendono a collocarsi molto bene. Il mio, dunque, è un giudizio tendenzialmente positivo, anche se, ovviamente, ci sono sempre margini di miglioramento”.

Antonio Migliorino


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