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29 agosto 2014

Ice Bucket Challenge Univr: il sindaco nomina il rettore alla secchiata di acqua gelata

Ice Bucket Challenge a Unime

Università degli Studi di Verona – “La ricerca sulla Sla è da sempre al centro dell’attenzione dell’università di Verona”. Il sindaco nomina il rettore all’Ice Bucket Challenge

Ice Bucket Challenge

Ice Bucket Challenge

L’intervento del rettore Sartor nominato all’Ice Bucket Challenge dal sindaco di Padova

Il 25 agosto, il sindaco di Padova Massimo Bitonci ha nominato i rettori degli Atenei del Veneto a sottoporsi all’Ice Bucket Challenge per la rito della secchiata di acqua gelata contro la Sla, sclerosi laterale amiotrofica

All’l’Ice Bucket Challenge si è sottoposto egli stesso lo stesso sindaco come altri numerosi personaggi pubblici in questo periodo.

Ice Bucket Challenge per il rettore dell’Univr, Nicola Sartor

Il rettore dell’università di Verona, Nicola Sartor, risponde alla sfida lanciata dal sindaco di Padova all’Ice Bucket Challenge dichiarando che “l’università di Verona è da anni impegnata in una ricerca capillare, proficua e costante sulla Sla, il cui valore è largamente riconosciuto.Ritengo che la modalità intensa e continuativa di questo tipo di ricerca sia più efficace, per affrontare il problema e per la salute dei malati di Sla, che non il breve ed effimero effetto mediatico della secchiata. Lo stile della ricerca universitaria, tanto più in campo medico investe a lungo termine risorse finanziarie e competenze scientifiche che puntano alla conoscenza e, soprattutto, alla cura della malattia, e non certo all’impatto del gesto mediatico momentaneo”.

Numerosi i progetti di ricerca sperimentale, clinica, genetica e l’impegno assistenziale dell’università di Verona e in particolare del dipartimento di Scienze Neurologiche e del Movimento.

Non è un caso che uno dei progetti che vanno in questa direzione sia stato finanziato proprio dall’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica.

Si tratta dello “Studio preclinico finalizzato all’identificazione di trattamenti farmacologici combinati in grado di rallentare la progressione di malattia nei pazienti con Sla” progetto multicentrico coordinato per Verona dalla neuroscienziata Marina Bentivoglio a cui ha collaborato Raffaella Mariotti, ricercatrice impegnata da anni in ricerche sperimentali sulla Sla.


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