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18 agosto 2014

Michele Sarno: un programma a Sindaco tra Città di Salerno e Unisa

Michele Sarno e Mara Carfagna
Michele Sarno e Mara Carfagna

Michele Sarno e Mara Carfagna

Intervista esclusiva all’Avv. Michele Sarno, candidato a sindaco di Salerno. Il punto di Michele Sarno, avvocato dal cuore nobile, su elezioni primaverili del 2015, università e giovani italiani.

“Le persone devono essere coinvolte. Vorrei che tutti i quartieri della mia città partecipassero attivamente alla ricerca di soluzioni condivise. Sono stato fortunato perché nonostante non provenissi da una famiglia importante, ho avuto la possibilità di studiare”. – Dichiara l’Avvocato Michele Sarno –

Elezioni comunali Salerno: dal ripristino del connubio tra politica e cittadini, all’elogio della democrazia partecipativa. Un passato da studente modello, un presente da oratore di successo ed un futuro da paladino del popolo salernitano: il principe del foro campano è il primo candidato alle prossime elezioni comunali di Salerno.

Chi è l’avvocato Michele Sarno di Salerno:

Michele Sarno è un uomo perbene, un professionista esemplare che, nel corso della sua fortunata carriera, ha collezionato innumerevoli trionfi giudiziari, assurgendo, al rango di principale penalista del mezzogiorno italiano. E’ un uomo schietto, sincero, pragmatico, dotato di nobiltà d’animo e saggezza assai laute. Lo si arguisce ascoltando il timbro maieutico delle sue parole, l’onestà intellettuale e la passione con le quali si racconta, senza censure e voli pindarici, con grande, grandissima dignità. Michele Sarno non dimentica le sue umili origini. Descrive, con sagacia ed emozione, i primi anni di carriera, le difficoltà e i timori di un giovane avvocato alle prime armi. Onora il padre, appuntato della guardia di finanza, perché è grazie ai suoi sacrifici che ha potuto suggellare le proprie ambizioni. Il candidato sindaco della città di Salerno, infatti, è partito da zero, iniziando, con coraggio e dignità, l’insidioso cursus honorum. E oggi, a 49 anni, continua a sentirsi un ragazzo, perché “essere giovani – dice – significa avere passioni, sentimenti e sogni”.

L’Avvocato Michele Sarno ha da poco inaugurato l’Associazione “Per Salerno”, un ambizioso progetto destinato ad esaudire i desideri della comunità salernitana ed a dar vita ad un’area alternativa di centrodestra. Michele Sarno è, infatti, un ex militante di An e del Pdl; un uomo di destra che ha scelto, tuttavia, di candidarsi, prendendo le distanze dalle logiche dei partiti e dalle ataviche liturgie politiche.

Di recente, ha ufficializzato la sua intenzione di scendere in campo per tutelare gli interessi di Salerno, la culla della prima Scuola Medica d’Europa.

Con un programma a dir poco rivoluzionario, il talentuoso giurista salernitano Michele Sarno ha in mente di attuare un vero e proprio iperbato concettuale, una nevralgica inversione degli interessi in gioco che sia in grado di instaurare un solido legame con la cittadinanza.

Per il popolo salernitano, dunque, il 2015 sarà l’anno della svolta. Al di là dell’epilogo dell’ormai nota vicenda relativa all’incompatibilità del Sindaco De Luca, le prossime competizioni elettorali sobilleranno l’inizio di una nuova e sublime avventura. Di una rinascita sociale e culturale, corredata dal vegliardo vessillo della democrazia partecipativa. Gli abitanti della ridente cittadina campana, infatti, saranno coinvolti in prima persona, caldeggiando e proponendo le proprie idee, contribuendo, quindi, alla stesura ed alla selezione delle future scelte politiche. E’ necessario ripristinare il connubio tra politica e cittadini, anche a costo di superare gli steccati ideologici. E’ questo il leitmotiv della campagna elettorale di Michele Sarno.

Intervista al candidato sindaco della Città di Salerno, Michele Sarno

Michele Sarno

Michele Sarno

Avv. Michele Sarno: Lei è uno dei più importanti penalisti del meridione italiano. Ci parli della Sua candidatura.

“Ho deciso di scendere in campo dando vita alla lista civica Per Salerno, prendendo le distanze dai partiti politici, che con la vecchia liturgia della politica ingessano le possibilità d’intervento all’interno delle comunità. C’è bisogno di rappresentanti che siano disposti a tutelare gli interessi dei cittadini. Ritengo nevralgico, dunque, instaurare un patto, un legame con i miei concittadini senza passare per le segreterie dei partiti.” – Dichiara l’Avv Michele Sarno –

“Purtroppo, nel corso degli anni, siamo stati resi edotti sui meccanismi farraginosi della politica italiana. Se i partiti nazionali sono in crisi, le cause vanno, probabilmente, ricercate nel distacco totale con il corpo sociale. Nelle segreterie dei partiti, infatti, i candidati vengono scelti non sulla base di qualità aderenti alle esigenze del territorio, ma in virtù di amicizie ed appartenenze a cordate gradite ai leader. Il criterio della meritocrazia è stato sostituito con quello dell’amicizia”. – Dice l’Avvocato Michele Sarno –

“Credo non si possa continuare in questa direzione. – Continua Michele Sarno –  Dobbiamo ripristinare il connubio tra politica e cittadini, anche a costo di superare gli steccati ideologici. Non rinnego la mia storia, i miei valori e le mie ideologie, ma credo che una comunità importante come Salerno, necessiti di esperienze variegate cha vadano al di là dei colori politici. Credo che su alcune tematiche essenziali non vi siano più posizioni geometriche da rispettare, siano esse di centro, di destra o di sinistra. Su alcuni temi, infatti, si può trovare un accordo unanime. Penso all’ambiente, al lavoro o alla salute, e ad altri argomenti che necessitano di un progetto serio che venga articolato insieme ai cittadini. Sono favorevole alla democrazia partecipativa e diretta. Le persone devono essere coinvolte. Vorrei che tutti i quartieri della mia città partecipassero attivamente alla ricerca di soluzioni condivise. Credo che questa sia la rivoluzione politica che vogliamo mettere in atto”. – Dice Michele Sarno – 

Lei è un professionista di successo abituato al contatto con la gente. Ha da poco inaugurato l’Associazione “Per Salerno”, un ambizioso progetto destinato ad esaudire i desideri del popolo salernitano. Qual è la Sua opinione in merito all’importanza della cultura?

“La cultura è fondamentale. L’Italia è un Paese pingue di intelligenze, ma privo di materie prime il quale, per eccellere, necessita di investire sulla formazione. Il vero investimento, quindi, viene effettuato attraverso una formazione adeguata. Se creassimo dei giovani capaci ed attrezzati, consentiremmo loro di giocare un ruolo da protagonista nel mercato aperto. Siccome l’Italia non ha le materie prime, ma possiede ingenti risorse intellettive, credo che queste ultime vadano coltivate ed accompagnate per dar vita ad un terreno fertile sul quale edificare il nostro futuro. La cultura è dunque fondamentale. Salerno ha in tal senso un grande deficit. Non esistono punti di aggregazione, laboratori culturali e poli scientifici. Dunque, dobbiamo crescere anche dal punto di vista culturale. Il problema del lavoro potrebbe essere risolto attraverso la predisposizione di un apparato culturale che crei formazione adeguata nei nostri territori”. – Dichiara l’Avvocato Michele Sarno –

Che cosa ne pensa dei giovani italiani?

“Credo che la grandezza di una persona sia direttamente proporzionale alla sua capacità, nel caso in cui raggiunga obiettivi importanti, di non dimenticare mai il punto da cui è partito. Noi abbiamo un grande compito, una grande responsabilità. Sono innamorato dei giovani, perché mi sento come loro, nonostante abbia 49 anni. Essere giovane significa avere passioni, sentimenti e sogni. Credo che il più grande delitto che la mia generazione abbia mai compiuto nei confronti dei ragazzi sia stato quello di distruggere i loro sogni. La nostra è una realtà ormai agnostica ai valori, priva di alternative. Una realtà nella quale un uomo viene qualificato non per ciò che è ma per ciò che possiede. I giovani devono comprendere di poter perseguire i propri talenti, perché è grazie ad essi, e non ai soldi che realizzeranno, che le loro vite sono straordinarie. Ai giovani, dunque, bisogna dire di vivere con speranza, di tentare di realizzare i propri sogni. Quel che conta nella vita è non avere il sapore amaro di una sconfitta senza aver giocato una partita. Io sono stato un atleta. Le partite vanno giocate. Si possono perdere e vincere, ma l’importante è dare tutto. Perché alla fine quando hai dato tutto non hai nulla da recriminare, sei sereno”.

Secondo la classifica del Sole 24 ore relativa alla qualità delle Università, l’ateneo salernitano godrebbe di ottima salute. Il Campus campano d’impronta statunitense, infatti, è assurto al rango di primo ateneo del mezzogiorno, agguantando la ventitreesima posizione nella graduatoria nazionale. Di recente, nel corso di un’intervista rilasciata al TG 3, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Prof. Aurelio Tommasetti, si è detto molto soddisfatto della proficua performance, ed ha evocato l’inizio di una vera e propria scalata trionfale che possa ridonare a Salerno, ed al Meridione italiano, lo smalto ed il vigore necessari a ridurre il gap con gli atenei del Nord. Avv. Michele Sarno, che cosa ne pensa dell’Ateneo salernitano, crede sia competitivo?

“Credo che i progressi e i risultati raggiunti dall’Università di Salerno siano di dominio pubblico. Nel corso degli anni, l’ateneo è diventato un vero e proprio campus universitario, facendo notevoli passi in avanti. Ovviamente, l’opinione espressa dal Rettore Tommasetti, massima istituzione universitaria, è di estrema importanza. Credo, tuttavia, che tali classifiche dipendano molto anche dai giudizi degli studenti. Pertanto, sarebbe interessante ribaltare la domanda, e chiedere ai giovani studenti cosa ne pensino della loro università. Comunque sia, poiché non voglio eludere la domanda, ma evaderla, cioè darle comunque una risposta, credo che, al di là dei successi maturati, a Salerno, così come negli altri atenei, si debba studiare qualcosa che sia in grado di rivoluzionare il sistema universitario. Credo, cioè, che le nostre università, e ovviamente mi riferisco alle facoltà ed ai percorsi di studio da me conosciuti, cioè giurisprudenza e scienze politiche, difettino di praticità. Ritengo che tali corsi, pur essendo in grado di fornire preparazioni teoriche adeguate, siano sostanzialmente privi di approfondimenti pratici dei temi oggetto di studio. Sarebbe interessantissimo, invece, dar vita a dei corsi di preparazione e specializzazione che consentano, ad esempio, ad uno studente di giurisprudenza, di iniziare, durante il percorso universitario didattico, una vera e propria pratica. Molti docenti a contratto, del resto, sono di norma avvocati di lungo corso, i quali potrebbero mettere a disposizione degli studenti la propria esperienza. Potrebbero organizzare giornate tematiche in tribunale o, ad esempio, responsabilizzare gli studenti, conferendo loro il compito di seguire, sin dai tempi dei banchi universitari, dei veri e propri fascicoli processuali.”

“Le riporto la mia esperienza. – Racconta l’Avv Michele Sarno –  Mi laureai con il massimo dei voti in Giurisprudenza. Quando uscii dall’Università ed iniziai a fare la pratica, iniziai ad avere delle titubanze. Mi sentii completamente a digiuno della pratica, e mi resi conto di come le nozioni teoriche acquisite assumessero, nella pratica, un significato completamente diverso. Quindi, nonostante pensassi di aver raggiunto un risultato importante, come la laurea, fui costretto rimboccarmi le maniche ed a ricominciare d’accapo. Credo che questo sia un dramma. In una società che va a duemila all’ora, in cui non si può perder tempo, dovrebbero essere elise le situazioni di svantaggio che impediscono ad un giovane di realizzare le proprie ambizioni professionali e lavorative. Esistono, ad ogni modo, delle università scientifiche di nicchia, dotate di particolari rapporti con il mondo delle imprese, che organizzano stage ed altre attività in grado di inserire i propri studenti nel mercato del lavoro. Io credo, invece, che questa tendenza debba diventare una norma consuetudinaria favorevole per tutti gli studenti. Una prassi che assurga al rango di costume, ottemperato con puntualità dagli atenei, secondo il quale vi sia una fase pratica da affiancare al percorso teorico”.

Qual è la Sua opinione in merito al sistema universitario italiano ed al precariato giovanile?

“Il sistema universitario italiano paga purtroppo il fatto di non essere adeguato alla realtà in cui viviamo. E’ questo il problema principale. Appartengo alla corrente di pensiero di coloro i quali sono contrari al numero chiuso. Credo che tutti i giovani debbano avere la chance di studiare e raggiungere un risultato. Chi è favorevole alle gabbie d’accesso desidera edificare una classe elitaria. Ciò va a detrimento del concetto di democrazia in cui credo. Veda, sono figlio di persone umili. Se fossi vissuto in una società di classi e di numeri chiusi, forse non avrei potuto suggellare le mie ambizioni professionali. Voglio, ovviamente, una società in cui si dia il giusto merito a chi eccelle, ma desidero che sia data a tutti la stessa chance. Non credo che le attuali regole relative al numero chiuso possano contribuire a selezionare, in modo adeguato, i futuri medici”.

E’ vero che sta scrivendo un libro?

“Sì. Sto scrivendo un libro sull’importanza e sulla dignità dei praticanti, cioè di quelle persone che frequentano per un certo periodo gli studi legali. Si tratta di una sorta di testimonianza d’affetto nei confronti delle persone di cui ci si dimentica sempre. Spesso accade che il giovane praticante venga relegato a mansioni marginali. Alcuni raccontano di essere costretti a fare fotocopie, a pagare bollette o ad effettuare telegrammi. Nel mio studio questo non è mai capitato, anche perché, considerandoli futuri avvocati, cerco sempre di riconoscere loro la massima dignità. In sostanza, il libro tende a riecheggiare l’opera omnia del giurista e costituzionalista Piero Calamandrei “Elogio dei giudici scritto da un avvocato”, dando vita, in tal caso, ad un vero e proprio elogio della figura del praticante fatto da un avvocato.”

“Desidero lanciare un messaggio positivo a chi un giorno diventerà avvocato. – Continua l’Avv Michele Sarno –  Ho scelto questa professione per amore, non per convenienza. Sono stato fortunato perché spesso si è costretti a rinunciare alle proprie ambizioni. Io, invece, ho avuto la possibilità di realizzare quel sogno che feci da bambino: a quattro anni, infatti, immaginai di diventare avvocato penalista. Quindi, sono stato fortunato perché, nonostante non provenissi da una famiglia importante, ho avuto la possibilità di studiare. Mio padre è una persona semplicissima: un appuntato della guardia di finanza che ha servito lo Stato per oltre quarant’anni. Grazie a lui, ed al suo stipendio statale, siamo riusciti ad andare avanti con grande dignità e serietà. Io ho avuto, dunque, la fortuna di studiare. Tante persone, invece, anche più brave ed intelligenti del sottoscritto, non hanno avuto la stessa possibilità. Desidero, pertanto, lanciare un messaggio positivo a chi un giorno diventerà avvocato”.

Michele Sarno è anche un grandissimo appassionato di calcio. Potrebbe rendere edotti i nostri lettori in merito all’importanza di una sana e costante attività motoria?

“Credo che lo sport sia fondamentale. Ho giocato a calcio ed ho avuto la fortuna, quindi, di praticare uno sport che mi ha portato ad avere rapporti con tantissime persone. La vita di spogliatoio, in particolare, ti consente di entrare in contatto con persone diverse da te, e di diventare più forte e completo come uomo. ‘Mens sana in corpore sano’, recita il vecchio adagio. Ma invito i giovani a non impazzire per la fisicità, a stare bene con il proprio corpo senza eccedere, e a praticare attività sportiva con moderazione, perché un uomo può vivere di spirito, ma deve vivere anche della propria fisicità”. – Conclude l’Avv Michele Sarno –

Antonio Migliorino


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