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30 agosto 2014

Precari Scuola: Riforma Renzi Giannini, addio alle supplenze e precari

Ddl Scuola

Riforma scuola, precari e supplenze: se ne sta parlando molto nelle ultime ore ma nulla di fatto per il momento. Vediamo insieme in cosa consiste la riforma e cosa accadrà ai precari nella scuola

Riforma Scuola e Precari

Riforma Scuola e Precari

Secondo quanto trapela dal Miur in merito ai precari nella scuola,  da una parte verranno presentate le nuove misure sul fronte contrattuale e sindacale di professori e personale Ata, mentre, dall’altra, si concentreranno le modifiche alle prove finali di scuole di primo e secondo grado, ossia i nuovi esami della scuole medie o superiori.

Cerchiamo di capire quali sono all’oggi le news in merito alla riforma in atto al governo e su cui starebbe lavorando il ministro Giannini.

News Miur Riforma Scuola

In merito alle assunzioni previste dalla riforma scuola si parla di 100mila professori da inserire, una cifra, per quanto apparentemente esagerata, che non si scosta molto dalle stime che, già nei mesi scorsi, il Miur ha messo in conto di dover apportare nei ranghi dei docenti, entro i prossimi tre anni. L’obiettivo del Governo è arrivare all’inserimento di più insegnanti possibile entro il primo settembre 2015.

Il Ministro Giannini ha come obbiettivo per la sua riforma scuola quello di abolire le graduatorie, confermando un concorso all’anno con metà dei posti riservati ai precari, lo stop definitivo alle supplenze e una selezione in base all’anzianità. A cozzare con queste proposte, però, le liste di attesa ministeriali in cui sono presenti circa 600mila docenti.

Scuola e Precari nella riforma Renzi Giannini

Scuola e Precari nella riforma Renzi Giannini

Ad oggi le graduatorie a esaurimento contano più di 150mila iscritti; ad essere coinvolti per primi i vincitori senza cattedra, coloro cioè che hanno superato il passato concorso 2012 senza però ottenere il riconoscimento del posto fisso. Si tratta di novemila immissioni. 

A seguire nella riforma scuola le graduatorie di istituto con circa 470mila membri in attesa di una cattedra che, secondo la riforma scuola di Renzi Giannini, non verranno accontentati prima di tre o quattro anni.

Aperta la possibilità per coloro che appartengono alla terza fascia, di svolgere un anno di abilitazione alla professione, mentre, per tutti gli altri l’ingresso a scuola andrebbe completato entro il 2017. Tutto per ora è in sospeso, si tratta solo di ipotesi in quanto, senza un adeguato contrappeso di pensionamenti, sarà impossibile assicurare a tutti gli aspiranti docenti un posto in aula.

Sulla questione precari a scuola, la parola ai politici

Come era noto a tutti, nella giornata di venerdì 29 Agosto era stato convocato il Consiglio dei Ministri, cruciale per dare il via alla riforma scuola. La discussione della riforma scuola e della sorte dei precari, però, è stata rimandata al prossimo Consiglio e per tale ragione i politici preferiscono attendere l’importante appuntamento per potersi pronunciare.

Non sono della stessa opinione i precari, i quali non sono affatto d’accordo in merito a quanto previsto dalla riforma scuola. Per questo abbiamo intervistato la prof.ssa Leone, precaria da due anni che vede nella nuova riforma scuola in merito ai precari un ulteriore ostacolo per il proseguimento della sua carriera professionale nella scuola.

I docenti precari sulla riforma

I docenti precari sulla riforma

Professoressa, il Ministro Giannini rispetto ai precari ha parlato delle supplenze brevi sostenendo quando segue: “sono dannose sia per chi le fa che per chi le riceve”; crede anche lei sia così?

“La trovo un’affermazione del tutto errata. In primo luogo non penso affatto che gli studenti possano subire danni dalle supplenze brevi: in un periodo limitato in cui un docente presta servizio presso una classe non è detto il programma non possa proseguire. È erroneo credere che le brevi supplenze siano dei semplici tappabuchi durante i quali gli studenti non combinano nulla.”

“In secondo luogo non trovo affatto siano un danno per chi le fa, anzi! Si sa che molti docenti che ora sono di ruolo hanno accumulato punteggio che ha permesso loro di proseguire in graduatoria grazie alle supplenze brevi. Eliminandole il Ministro Giannini impedisce a molti aspiranti docenti di vedere sempre più lontano l’obbiettivo tanto ambito: contratto a tempo indeterminato presso la scuola pubblica.”

Abilitazione: oggi l’unico metodo per i precari è il Tfa e nella riforma scuola non è minimamente menzionata.

Nonostante ciò in passato si è parlato di altri cicli per permettere ai precari di potersi abilitare e di passare, alla riapertura della graduatoria, in seconda fascia. Qui scatta la contraddizione: il Ministro vuole abolire le graduatorie e fare concorsi a cattedra annualmente.

Cosa ne pensa di questa panoramica?

“È decisamente confusa. Trovo che il metodo di abilitazione in atto oggi sia discriminatorio e poco efficace in quanto non garantisce ai più validi candidati di proseguire nel percorso dell’insegnamento. In merito ai concorsi annui direi che sono d’accordo: è un’ottima opportunità e permetterebbe a molti di noi di poter avere maggiori speranze di raggiungere l’obbiettivo. Ci auguriamo tutti noi che queste contraddizioni siano solo temporanee e che con la riforma scuola si esauriscano”.

Alla luce di quanto sta accadendo con la riforma scuola, cosa vorrebbe dire al Ministro Giannini?

“Di capire le nostre intenzioni. Sappiamo che la scuola non può soddisfare tutti i docenti che cercano di fare dell’istruzione la propria professione definitiva (siamo in tantissimi) ma di capire che l’istruzione è la colonna portante di un paese e richiede attenzione. I tagli alla scuola non sono altro che tagli al futuro del nostro paese, aiuti noi aspiranti docenti e gli studenti a sentirsi in un luogo dove l’istruzione e la meritocrazia non sono solo parole da vocabolario ma fatti, realtà.”


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