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19 agosto 2014

Univaq al concorso “Utopia and/or Happiness in your own otherwhere”



Università degli Studi de L’Aquila – Un team, tutto italiano, tra i vincitori del concorso internazionale di idee “Utopia and/or Happiness in your own otherwhere”

Il team composto da Daniel Screpanti Architetto, Dottorando di Ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale dell’Univaq, ricercatore presso il Centro de Estudos de Arquitectura e Urbanismo della Facoltà di Architettura dell’Università di Porto (CEAU-FAUP) in Portogallo e Piernicola Carlesi Architetto, Ph.D. in Progettazione urbanistica e pianificazione territoriale, si è imposto al Concorso internazionale di idee “Utopia and/or Happiness in your own otherwhere“, organizzato dalla Regione I e II dell’Unione  Internazionale degli Architetti (UIA) in vista del suo XXV Congresso a Durban, in Sudafrica, che si è tenuto dal 3 al 7 agosto 2014.

Il team dell’Univaq a Utopia and/or Happiness in your own otherwhere

La proposta del team Univaq ha gareggiato con altri 33 concorrenti nel mondo, e si è classificata prima ad ex aequo, presentando un progetto volto a riattivare il lavoro delle piccole città italiane.

La premiazione ha avuto luogo durante il congresso mondiale degli architetti nella Repubblica Sudafricana, alla presenza dei giurati del concorso, tra cui il Vice Presidente mondiale dell’UIA, nonché Presidente della Regione I – Europa Occidentale, Arch. Antonio Riverso, e la Prof.ssa Deniz Incedayı, Vice Presidentessa della Regione II – Europa Orientale.

La competizione aveva l’obiettivo di sviluppare nuovi scenari per la “felicità” in un luogo a scelta dei candidati.

Il progetto dal titolo Verso una Securitas moderna disegnato da Daniel Screpanti e Piernicola Carlesi, ripercorre l’evoluzione del lavoro nella geografia dei paesaggi preindustriali, fino alla loro perdita di prospettiva economica in epoca moderna.

La nuova prossimità relazionale di questi spazi alle recenti aree artigianali e di servizio dell’economia postindustriale, connesse a filiere economiche globali, ha suggerito di immaginare nuove sovrapposizioni di flussi per il futuro dei piccoli centri (persone, informazioni, beni ed energie).

Il progetto ha evidenziato come la costruzione di reti tra vecchi e nuovi lavori, non solamente legate al turismo, rappresenterebbe per questi luoghi una moderna securitas: una nuova felicità, fondata su una nuova libertà di azione dell’individuo nello spazio e nel tempo.


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