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17 settembre 2014

EMaRES, grazie a Unipg i rifiuti possono diventare una miniera di materie prime

EMaRES

Università degli Studi di Perugia – I rifiuti possono diventare una miniera di materie prime grazie a EMaRES. Progetto innovativo messo a punto dai ricercatori di Ingegneria e da TSA

EMaRES

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Il gruppo di ricerca coordinato dal professor Francesco Di Maria (Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia) in collaborazione con il partner tecnologico TSA spa presenterà a Magione (19 – 21 settembre 2014), in occasione della manifestazione Echogreen, i primi risultati del progetto Europeo LIFE+ EMaRES che vede coinvolti la Regione Umbria, il Comune di Magione e la GESENU.

Il progetto EMaRES dell’Unipg

Il progetto EMaRES introduce nuovi approcci tecnologici, metodologici e di processo nella gestione dei rifiuti. Il riciclo della materia contenuta in essi non ha più solo il fine di ridurre il consumo di materie prime a tutto vantaggio dell’ambiente, ma diventa una “miniera” dalla quale poter estrarre materie prime rare, preziose e strategiche per l’industria soprattutto quella ad elevato contenuto tecnologico.

“L’occidente, da una parte, ha una forte dipendenza dall’estero di materiali quali terre rare e metalli preziosi molto utilizzati nella produzione di apparati elettrici ed elettronici, dall’altra detiene gran parte del mercato dei rifiuti di questi beni – spiega il professor Di Maria -. Questi rifiuti rappresentano la miniera dalla quale estrarre la materie prime necessarie alle industrie. Per questo scopo EMaRES con TSA ha messo in campo la RICIMOBILE, una ricicleria mobile che consentirà di incrementarne la raccolta andando incontro ai cittadini che sono e rimangono fra gli attori principali del sistema di gestione integrata dei rifiuti. Per quanto riguarda le raccolte degli altri rifiuti si intende passare dal concetto di ‘differenziata’ a quello di ‘selezionata’ per incrementare ulteriormente le già elevate percentuali raggiunte da TSA di rifiuti effettivamente riciclati rispetto a quelli raccolti come nel caso del vetro, della carta e della plastica”.

In quest’ottica si colloca l’iniziativa “tracciamoli” ovvero l’introduzione di un sistema tecnologico/informatico di tracciabilità messo a punto da TSA in grado di identificare la provenienza dei diversi flussi che potrebbe rappresentare anche un utile strumento per eventuali misure incentivanti i cittadini più virtuosi.

Anche i rifiuti indifferenziati e la frazione organica rappresentano una fonte di materie prime e di energia che verranno estratte mediante l’ottimizzazione di apposite tecnologie e processi innovativi già in possesso del partner GESENU.

Solo ciò che rimane al termine di questo ciclo di gestione verrà inviato a smaltimento finale in discariche gestite secondo un approccio innovativo contribuendo così al raggiungimento di un più elevato livello di sostenibilità economica ed ambientale di tutto il ciclo di gestione dei rifiuti.


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