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25 settembre 2014

Fondazioni Universitarie riunite a Unive Cà Foscari

Università “Cà Foscari” di Venezia – Dodici fondazioni universitarie italiane a raccolta

Fondazioni universitarie

Fondazioni universitarie

Oggi Cà Foscari ospita il V Convegno Nazionale delle Fondazioni Universitarie Italiane con ospiti di prestigio fra cui Alberto Baban, presidente della Pmi di Confindustria, il presidente della Crui Stefano Paleari, e Luciano Balbo, il più importante venture capitalist italiano

Sono dodici in tutta Italia, da Milano a L’Aquila passando per la Fondazione Alma Mater di Bologna che detiene il primato della prima fondazione universitaria italiana nata nel 1996.

Dal 2007 le fondazioni italiane si sono riunite in un Coordinamento (partecipato anche da rappresentanti del Miur e della Crui) che ha scelto Venezia come sede del V Convegno Nazionale in programma in aula Baratto a Ca’ Foscari mercoledì 24 settembre fino alle 17.00.

Titolo del Convegno 2014 è “Atenei e Fondazioni Universitarie – Una sinergia per la ripresa del Paese”.

Convegno delle Fondazioni Universitarie Italiane Sono presenti

Fondazione dell’Università degli Studi dell’Aquila\Fondazione “Marco Biagi” – Modena\Fondazione Università di Salerno\Fondazione Università G. D’Annunzio – Pescara\Fondazione Università di Teramo\Fondazione Universitaria Tecnomed di Milano “Bicocca”\Fondazione Universitaria “Inuit – Tor Vergata”\Fondazione Universitaria Cà Foscari – Venezia\Fondazione Alma Mater – Bologna\Fondazione Politecnico – Milano\Fondazione Università IULM – Milano\Fondazione Università IUAV – Venezia\

Accomunate dalle stesse finalità di sostegno all’attività dei rispettivi atenei, con un particolare focus sull’interazione tra il Sistema Universitario ed il mondo imprenditoriale e della Pubblica Amministrazione, ogni fondazione presenta caratteristiche diverse. Nel caso della Fondazione del Politencico di Milano, era presente il prof Bracchi, suo presidente, la Fondazione avvia progetti di ricerca con le imprese, che poi possono divenire a loro volta nuove imprese, sulla base dei brevetti sviluppati al Politecnico. In altri casi, come Ca’ Foscari, la Fondazione e’ un incubatore di nuove inziative, non solo nuove imprese, soprattutto nel campo delle produzioni culturali e delle digital humanities.

“E’ con grande piacere che ospitiamo a Ca’ Foscari il convegno annuale dell’Associazione che riunisce le fondazioni universitarie italiane – ha detto in apertura dei lavori il Rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro – numerose ed eterogenee sono le attività, soprattutto nell’ambito della produzione culturale, che Ca’ Foscari realizza attraverso il supporto di Fondazione, una sorta di ‘incubatore’ da cui escono nuove iniziative di successo, cito, fra le altre, il Centro Competenze trasversali, l’Associazione Alumni, il Distretto Veneziano della Ricerca, il Laboratorio di economia sperimentale finanziato – in questo caso in un procedimento di spin off inverso – per tre anni da Swiss & Global in seno a Fondazione e ora rientrato pienamente all’interno delle strutture d’ateneo dopo essersi consolidato”.

Il Rettore Carraro ha ripercorso le numerose attività soffermandosi in particolare sulla valorizzazione degli spazi di Ca’ Foscari, sull’housing office che aiuta studenti e docenti nel trovare alloggio a Venezia, sui tanti progetti di ricerca finanziati da privati. Infine, spiegando il futuristico progetto di Digital Humanities in collaborazione con il Politecnico di Losanna, il Rettore Carraro ha anticipato la futura collaborazione per applicare il sistema di scansioni e software hi tech anche al Fondaco dei Tedeschi, per uno spazio in cui il glorioso passato del complesso recentemente acquistato da un colosso della moda possa rivivere grazie alle più moderne tecnologie.

Fra i partecipanti al convegno anche Stefano Paleari, presidente della CRUI, conferenza dei rettori delle università italiane: “Oggi le fondazioni universitarie – ha detto il prof. Paleari – rappresentano un pilastro per il nuovo sistema universitario. E questo implica che sia evidentemente necessario un nuovo sistema universitario. Oggi questo sistema ha sempre meno a che fare con la pubblica amministrazione. L’università deve ormai confrontarsi necessariamente con il panorama internazionale ma anche con la realtà non accademica, si tratta di un cambiamento importante e qualche piccola resistenza è inevitabile ma senza citare per forza i paesi anglosassoni è sufficiente guardare all’Austria che ha appena stretto un accordo per superare, introducendo un regime speciale, il classico inquadramento di chi lavora all’università come ‘pubblico’. Lo stesso sta accadendo in Giappone”.

Ferdinando di Orio, Presidente del Coordinamento delle Fondazioni Universitarie Italiane ha sottolineato: “La via segnata, per tutti, è l’apertura ai privati, alle banche, all’editoria, a Confindustria e a breve stipuleremo un accordo anche con la Lega delle Cooperative”.


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