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8 settembre 2014

Happy Hour Giovani Soci BCC: l’Happy Hour per il Direttore Manzi

Happy Hour Giovani Soci BCC

Happy Hour BCC: al via il Forum dei giovani soci. Intervista esclusiva al Dott. Giancarlo Manzi, direttore della BCC di Capaccio Paestum

Happy Hour Giovani Soci BCC

Happy Hour Giovani Soci BCC

“Credo che l’Happy Hour l’apertura ai giovani – dichiara Manzi – siano attività di grande importanza. I giovani, in fin dei conti, rappresentano il nostro futuro e, al contempo, le nostre risorse”.

Mercoledì 3 settembre è andato in scena, nell’incantevole cornice della BCC di Capaccio Paestum (Sa), l’Happy Hour dei giovani Soci, un evento improntato alla socializzazione ed alla creatività. Centinaia di ragazzi, affascinati dal candore innovativo e dagli afflati avveniristici del simposio, ne hanno sposata a pieno l’ideologia, dando vita ad un interessante dibattito. Ad impreziosire ed ispirare il nutrito parterre, sono stati lo spirito cooperativo e l’idealtipo di fraternità, echeggiati, con sagacia, dal vegliardo e silente Nodo di Re Salomone.

Happy Hour Bcc: i capisaldi

Dall’articolo 12 della Carta dei Valori del Credito Cooperativo all’articolo 45 della Costituzione, passando per il sublime spirito mutualistico delle prime casse rurali dell’ottocento. Sono davvero tanti i temi scalfiti nel corso del suggestivo Forum giovanile. L’obiettivo nevralgico però è stato etereo ed unanime: “con questo Happy Hour desideriamo riservare ai giovani la giusta attenzione affinché diventino protagonisti all’interno della loro banca di riferimento”.

Celebrato, in via Magna Graecia 345, presso la sede centrale dell’Istituto di credito, ad una manciata di chilometri dal sito archeologico di Poseidonia, le vernissage del Forum, in realtà, ha simboleggiato una nuova alba, una campagna d’ascolto, il preludio di un cambiamento epocale, in cui i giovani soci sono assurti al rango di risorsa imprescindibile. Il lento e costante cammino verso il futuro, in fin dei conti, parte da loro, indiscusse sorgenti di modernità. Il nuovo corso della BCC di Capaccio Paestum, dunque, trarrà origine dalla linfa vitale che sgorga dalle loro proficue arterie.

Il Network delle idee ( Happy Hour ) è nato dopo l’adesione della banca al IV Forum Nazionale dei giovani soci tenutosi, nel 2014, a Trento, ed è stato promosso dai primi membri della neonata associazione cilentana: il Presidente Rosario Pingaro, il Direttore Giancarlo Manzi, la portavoce del progetto Melania Giudice e le colleghe Lidia D’Alessio, Daniela Ronca, Nunzia Saponara e Giuliana Vitrone.

Al fin di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi su Forum, Happy Hour e ruolo nevralgico ricoperto dalle BCC, abbiamo intervistato il Dott. Giancarlo Manzi, Direttore della Banca di Credito Cooperativo di Capaccio Paestum (Sa).

Direttore Manzi, crede sia giusto affermare che l’Happy Hour dei giovani soci simboleggi una nuova alba, l’inizio, il prologo di un rinnovamento di tipo sostanziale?

“Sicuramente sì. Il Credito Cooperativo e le nostre banche esistono da 130 anni. La capacità di essere sul mercato va proprio ricercata in questo continuo rinnovamento di cui siamo stati autori, nel corso della nostra lunga storia, al fin di adeguarci ai tempi. Credo quindi che Happy Hour ed apertura ai giovani siano attività di grande importanza. I giovani, rappresentano il nostro futuro e, al contempo, le nostre risorse”.

L’articolo 1 della Carta dei Valori del Credito Cooperativo (rigorosamente scalfito nel corso dell’Happy Hour), firmata nel 1999, a Riva del Garda, conferisce alla persona un ruolo a dir poco nevralgico. Attraverso principi quali sussidiarietà e solidarietà, le BCC tendono, infatti, a sostenere e promuovere le idee e le azioni dei protagonisti indiscussi dei propri territori. Potrebbe renderci edotti sull’immarcescibile connubio tra Persona e Banca di Credito Cooperativo e, al contempo, sul principio cardine delle assemblee cooperative: “una testa un voto”?

“Lei ha citato il congresso nazionale del 1999, una manifestazione alla quale ho avuto il piacere di partecipare. Ecco, in quell’occasione fu approvato l’articolo 1 della Carta dei Valori che stabilisce il primato e la centralità della persona e fu riaffermato, in particolare,il principio di una testa un voto, che echeggia soprattutto il principio delle porte aperte. Le BCC sono prevalentemente banche dalle porte aperte nelle quali non esistono distinzioni di genere. Tutti possono accedervi. Ogni persona ha il medesimo valore, a prescindere dalla quota societaria sottoscritta. Un’azione vale quanto cinquanta, mille o duemila azioni. Quel che conta dunque è la persona e non la quota posseduta”.

Citando l’omonimo titolo di un’opera edita da Ecra, Edizioni del Credito Cooperativo, Le chiedo: le BCC sono davvero Banche con l’anima?

“E’ vero. Noi siamo Banche con l’anima e col cuore. L’impegno quotidiano di ogni collaboratore e cooperatore è quello di operare, mettendosi a disposizione, dall’altra parte della scrivania, per cercare di affrontare e risolvere i problemi degli operatori economici. Ecco, questo fattore ci ha da sempre contraddistinto. E, non a caso, siamo presenti laddove altre banche, i grandi colossi del credito, non ci sono. Prestiamo i nostri servizi anche in luoghi non appetibili dal punto di vista economico”.

Happy Hour giovani soci. All’evento hanno preso parte moltissimi studenti. Qual è la Sua opinione in merito al sistema universitario italiano, alla disparità tra atenei del nord e del sud ed alla disoccupazione giovanile?

“Partirei dall’ultima domanda. Nel mese di luglio, sono state divulgate le ultime statistiche inerenti alla disoccupazione. Si tratta, purtroppo, di dati a dir poco drammatici: la disoccupazione ha superato il 12% a livello nazionale e quella giovanile addirittura il 40%. I dati regionali, afferenti alla nostra Campania, sono ancora più penalizzanti. L’università può fare sicuramente tanto. Può, in primis, fare qualcosa di più per neutralizzare le differenze territoriali tra atenei del Nord e del Sud investendo sulla ricerca e sulle potenzialità del nostro territorio meridionale. Ritengo tuttavia che le università debbano altresì tentare di aprirsi maggiormente al mondo del lavoro. Noi della BCC di Capaccio Paestum, ad esempio, da circa tre anni, abbiamo avviato un progetto, Fare Economia. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di essere presenti nelle scuole. I nostri collaboratori si recano nelle aule dei principali istituti locali per parlare di economia, cercando di avvicinare i giovani studenti al mondo delle banche e del lavoro. Poi ospitiamo, per una giornata, gli studenti nella nostra Banca per un confronto. Forse anche l’università dovrebbe cercare, da questo punto di vista, di essere più vicina alle istituzioni e soprattutto al mondo del lavoro”.

Crede che lo spirito cooperativo celebrato nel corso dell’Happy Hour è il vessillo della fraternità, simbolo delle BCC, echeggiato dall’etereo Nodo di Re Salomone, possano contribuire alla rinascita del nostro Paese, risollevandolo dalle ceneri della crisi economica?

“Me lo auguro. Però non dobbiamo esagerare. La cooperazione, come è stato ricordato nel 2012, quando è stato celebrato l’Anno Internazionale delle Cooperative indetto dall’ONU, può sicuramente aiutare ad avviare un’economia sociale, un’economia dal volto umano. Possiamo contribuire, ma non possiamo illuderci di essere i risolutori di tutti i problemi. Saremmo troppo ambiziosi se lo pensassimo. Sono convinto, però, che la cooperazione può rappresentare un modello di sviluppo in ogni settore della vita sociale ed economica”.

Antonio Migliorino


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