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5 settembre 2014

Riforma Scuola: precari, supplenze e quote 96 della Riforma Giannini

Protesta concorso scuola 2016

In questi giorni non si sente parlare altro che di riforma lavoro e riforma scuola. Vediamo di cosa si tratta e cerchiamo di capire che fine fanno con la riforma i precari, i supplenti e i Quota 96 e news del Miur

Riforma Scuola

Riforma Scuola

Il premier Renzi e il Ministro dell’Istruzione Giannini hanno reso noto quali saranno i punti fondamentali per la riforma scuola elencando gli 11 punti base della riforma.

Il premier Renzi con un video messaggio ha introdotto l’argomento e ha aperto ai cittadini italiani la possibilità di esprimersi, attraverso il sito Passodopopasso Italia, sulla riforma scuola.

Le prime news hanno riguardato la posizione dei precari a scuola e delle supplenze. Ma vediamo nel dettaglio come è strutturata la riforma scuola 2014-2015.

Cos’è la riforma scuola 2014-2015

La nuova riforma scuola ipotizzata dal Governo Renzi prenderà il via dal prossimo anno scolastico 2015/2016. Piena realizzazione dell’autonomia scolastica, valorizzazione della funzione docente sulla base del merito, potenziamento del collegamento tra la scuola ed il mondo del lavoro, questi i cardini della nuova riforma scuola. Vediamo insieme i punti salienti della riforma scuola:

  • definizione di un organico di diritto finalmente più ampio e l’individuazione all’interno dello stesso di un organico in posizione funzionale, organizzato anche per reti di scuole;
  • il superamento del meccanismo delle supplenze brevi e saltuarie;
  • l’ampliamento delle classi di concorso e criteri per la mobilità geografica;
  • l’individuazione di una nuova procedura di abilitazione ai fini del reclutamento del personale docente ed educativo;
  • il ripensamento dello status giuridico del docente con particolare riferimento alla sua progressione di carriera, attraverso il superamento del criterio legato all’anzianità di servizio, e con la la definizione di un meccanismo che premi la valutazione e la valorizzazione delle competenze didattiche e professionali dei docenti e che punti sulla formazione degli stessi (Scatti di competenza”);
  • la destinazione di una parte delle risorse del MOF (Fondo per il Miglioramento dell’offerta Formativa);
  • la maggiore autonomia scolastica mediante il rafforzamento delle funzioni della dirigenza scolastica e il riordino degli organi collegiali della scuola;
  • il rafforzamento delle competenze degli alunni;
  • l’individuazione di nuovi strumenti di finanziamento e di investimento nella scuola;
  • la semplificazione delle procedure di alternanza scuola-lavoro;
  • la revisione delle procedure amministrative e gestionali in uso nelle scuole mediante il potenziamento dell’utilizzazione delle tecnologie informatiche e l’implementazione della digitalizzazione, e l’abrogazione di procedure burocratiche obsolete.

Ultime news Miur sulla scuola: ecco cosa sta cambiando

Idee molto confuse tra studenti e docenti in merito alla riforma scuola. Ad oggi molti sono i precari che ogni anno, nel mese di agosto, iniziano a chiedersi se lavoreranno e in quale istituto verranno chiamati. Secondo la nuova riforma scuola ipotizzata dal Governo Renzi, la situazione cambierà radicalmente: “la scuola è stata sempre considerata come ultima preoccupazione; la scuola è il cuore di tutto”, queste le parole del premier Renzi che ha indetto, per 30 giorni a partire dal 11 settembre, un sondaggio aperto agli studenti e alle loro famiglie per esprimere la loro opinione sulla scuola e conoscere quali sono, secondo gli italiani, i cambiamenti da effettuare la riforma scuola. Questo sarà possibile attraverso il sito passodopopasso.italia.it; inoltre, per conoscere tutti i dettagli della riforma scuola Renzi ha messo a disposizione il documento online “La buona scuola”, attraverso cui è possibile capire i dettagli di ognuno dei cambiamenti previsti dalla riforma.

I precari nella riforma scuola del Governo Renzi

Docenti Precari

Docenti Precari

I precari avevano ben ragione di temere per il lor destino in merito alle graduatorie di istituto.

Secondo la nuova riforma scuola, infatti, sarà necessaria un’unica fascia di insegnanti abilitati da utilizzare nei casi in cui le supplenze non potranno essere coperte con i docenti già di ruolo. Le Graduatorie di istituto verranno mantenute, ma con una sola fascia (la seconda), riservata esclusivamente a tutti gli abilitati.

Le conseguenze saranno, dunque, l’abolizione della I fascia, in quanto tutti assunti, e della III fascia, in quanto la maggior parte degli iscritti ha pochissimi punti e perciò non possono essere considerati precari: sarebbe paradossale, secondo la nuova riforma, dire che chiunque abbia mai svolto anche solo una settimana o un solo giorno di supplenza è un precario della scuola.

Le supplenze nella riforma scuola del Governo Renzi

Secondo la riforma scuola del Governo Renzi si dovrà come primo passo, azzerare le graduatorie ad esaurimento dei precari storici, attraverso l’introduzione degli organici funzionali di rete: un organico aggiuntivo che dovrebbe garantire stabilità alle scuole e maggiore autonomia alle stesse.

Con questo organico funzionale le scuole hanno un quantitativo di docenti in grado di coprire tutte le esigenze, dalle lezioni in classe alle supplenze, passando per la gestione dei progetti al recupero degli alunni in difficoltà e al potenziamento delle eccellenze. Così facendo, entro settembre 2015 si potrebbero assumere a tempo indeterminato 100mila/150mila precari e/o vincitori di concorso. Inoltre, è previsto un nuovo concorso per 40mila abilitati che verranno assunti tra il 2016 e il 2019 per sostituire gli insegnanti che nello stesso periodo andranno in pensione.

Quota 96 nella riforma scuola del Governo Renzi

Con la Riforma Fornero alcune categorie, in primis quella degli insegnati, avevano diritto di accesso alla pensione sulla base della “quota 96”. Tale quota permetteva di accedere al trattamento previdenziale a 61 anni (dopo aver maturato 35 anni di servizio) o a 60 anni (con 36 anni di servizio). L’unica prerogativa richiesta era quella di possedere i requisiti anagrafici e contributivi alla data del 31 dicembre 2011.

Nel 2011 la Riforma Fornero ha modificato, insieme alle altre, anche la Pensione quota 96. La legge dell’ex Ministro del Lavoro cancella le quote per l’accesso alla pensione, ivi compresa la quota 96 tanto cara agli insegnanti. Coloro che, dunque, hanno maturato i requisiti necessari non hanno più diritto di usufruire del precedente trattamento previdenziale. La riforma scuola ipotizzata dal Governo Renzi pare non fare alcun cenno alla Quota 96 ma sembra si stia facendo un passo indietro: la stessa Giannini, in occasione della Festa dell’Unità, ha detto ai Quota 96 della scuola “Abbiate fiducia”. Si resta, dunque, in attesa di novità in merito.

Senatrice Elena Ferrara

Senatrice Elena Ferrara

In merito alla riforma scuola abbiamo intervistato la Senatrice Elena Ferrara, Partito Democratico, la quale ha risposto ad alcune domande chiarendo dei punti relativi alla riforma scuola.

Senatrice Ferrara, tra i punti fondamentali della riforma scuola è previsto l’annullamento della III Fascia e, dunque, l’uscita dalle graduatorie di quei precari che al loro attivo hanno pochi mesi di servizio e pochi punteggi. Questa decisione ha destato il malcontento di molti precari che stanno facendo i primi passi nella scuola. Crede sia giusto si attui un tale provvedimento?

In queste ore in cui si stanno svolgendo le consultazioni è bene che molte riflessioni in merito vengano fatte. Sono in atto diverse teorie e pensieri sulla faccenda ed è giusto che in relazione con essi vengano posti i giusti contrappesi.

Non dimentichiamo, però, che dopo anni di mancata attenzione alla scuola è ora si attui una ripartenza: sostengo questa riforma sia meno dolorosa e offrirà ai docenti più opportunità di lavoro nella scuola pubblica. Ritengo fondamentale per la riuscita di questa ripartenza una collaborazione tra i docenti e il Governo, altrimenti rischiamo un ennesimo fallimento. 

Secondo la riforma scuola, i percorsi abilitanti cambieranno: non più Tfa né concorsi abilitanti come in passato ma un iter universitario con anni di specializzazione, appunto, abilitanti. Molti di coloro che non hanno ancora avuto la loro occasione per accedere a percorsi abilitanti si chiede come potrà farlo ora che la riforma prevede un percorso universitario. I punti esposti dal Governo non chiariscono il dubbio, lei cosa può dirci al riguardo?

Come accade in occasione di ogni riforma, sono certa che il Ministero provvederà alla creazione di una norma transitoria a tutela dei laureati che vogliono abilitarsi all’insegnamento. Non mancheranno spazi di interlocuzione anche su questo.

In merito all’abilitazione, la riforma certamente prevederà per i futuri insegnanti dei percorsi di studio durante i quali acquisiranno nozioni di didattica e pedagogia atti a poter insegnare al meglio la propria disciplina. 

Cosa ne pensa, invece, della Quota 96?

Da parte del Governo c’è l’intenzione genuina e fondata di andare a correggere quello che non può essere considerato altro se non un errore. L’inserimento e la successiva cancellazione della norma, insieme all’innalzamento dei criteri relativi al raggiungimento della pensione, ha alzato i toni e aumentato la tensione tra i docenti interessati alla questione. E’ un errore da correggere: non si deve parlare di privilegi ma di diritti.

Sappiamo che è stata prima firmataria della legge relativa all’insegnamento della musica nelle scuole. A che punto è la situazione?

Ad oggi posso dire di essere molto soddisfatta dei risultati raggiunti. Le discipline musicale sono state finalmente considerate degne di maggiore attenzione dal Ministero. C’è ancora da lavorare, certo, ma possiamo compiacerci di quanto ottenuto sinora. Le discipline musicali hanno attraversato periodi tristi ma oggi le cose stanno cambiando: i primi risultati si sono ottenuti nella scuola primaria ma contiamo di coinvolgere altre scuole nel progetto.


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