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24 novembre 2014

Apprendistato di alta formazione e ricerca: strumento di placement a Units

Università degli Studi di Trieste – Apprendistato di alta formazione e ricerca come strumento di placement: presentazione 28 novembre

L’Università di Trieste pioniera dell’apprendistato di alta formazione e ricerca in somministrazione. Il 28 novembre un convegno per presentare il nuovo tipo di contratto direttamente dalle voci dei protagonisti: docenti, responsabili delle risorse umane, consulenti del lavoro e apprendisti racconteranno le potenzialità di questo strumento di placement come collegamento tra mondo produttivo e mondo accademico. Interverranno, tra gli altri, il Prof. Michele Tiraboschi, la Prof.ssa Loredana Panariti, la dott.ssa Giulia Ottaviani, prima ricercatrice in Italia assunta con la formula della somministrazione.

Apprendistato di alta formazione e ricerca: strumento di placement

Venerdì 28 novembre 2014 dalle 14.00 alle 17.30, presso l’Università degli Studi di TriesteAula Venezian, si svolgerà il Convegno «L’apprendistato di alta formazione e ricerca come strumento di placement» organizzato dallo Sportello del Lavoro dell’Università degli Studi di Trieste, dal Master di Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale e dal Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Trieste.

Verranno presentati i primi cinque contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca stipulati nel 2014 con la collaborazione dell’Ateneo triestino: uno, diretto al conseguimento del titolo di dottore di ricerca, il primo sottoscritto in somministrazione, e quattro per percorsi di ricerca.

Il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca è un contratto speciale con finalità formative per giovani fino a 29 anni e 364 giorni di età in cui convivono un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e un rapporto con finalità formative a tempo determinato. L’apprendista, durante la formazione, viene seguito da un tutor aziendale e da un tutor accademico, creando in tal modo un collegamento tra il mercato del lavoro e la realtà accademica.

Tale contratto, l’unico di lavoro subordinato a finalità formativa del nostro ordinamento giuridico prevede tre possibilità di applicazione.

Una prima possibilità è diretta al conseguimento di un titolo accademico (laurea triennale, laurea magistrale, laurea a ciclo unico, master, dottorato di ricerca): l’apprendista viene assunto dall’azienda, ma contemporaneamente è uno studente dell’Università degli Studi di Trieste. Un’altra possibilità offerta agli apprendisti è quella di essere assunti per svolgere un percorso di ricerca in apprendistato di alta formazione e ricerca da concordare tra azienda e tutor accademico di riferimento. In entrambi i casi azienda e mondo accademico hanno la possibilità di entrare direttamente in comunicazione e di creare nuove sinergie e collaborazioni.

Ultima possibilità offerta è quella di assolvere il periodo di praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche.

La novità di questo istituto contrattuale è quella di creare un collegamento tra mondo produttivo e mondo accademico e diventare un vero e proprio strumento di placement, attraverso cui assumere giovani con un contratto a tempo indeterminato ab origine: alla fine del periodo formativo, che è a tempo determinato, se nessuna delle parti recede dal contratto il rapporto prosegue a tempo indeterminato.

Le aziende sono incentivate ad assumere i giovani con contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca sia attraverso sgravi retributivi e contributivi, sia attraverso contributi erogati da Italia Lavoro, ente strumentale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso il Progetto FIxO, ma anche perché in questo modo possono contare su una collaborazione diretta con il mondo accademico, attraverso l’utilizzo di laboratori, biblioteche e, soprattutto, di docenti altamente qualificati. Per questi motivi, al termine della parte formativa, un’azienda difficilmente lascerà andare un giovane che ha contribuito a formare su specifiche esigenze di ricerca.

Analizzerà le potenzialità del nuovo istituto contrattuale il Prof. Michele Tiraboschi, Direttore del Centro Studi Internazionali e Comparati Marco Biagi dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Coordinatore del comitato scientifico di Adapt (Associazione per gli Studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali fondata nel 2000 da Marco Biagi). Parteciperà inoltre la Prof.ssa Loredana Panariti, Assessore al Lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili e ricerca della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Parteciperanno alla tavola rotonda, in qualità di tutor aziendaliPietro Farina, direttore generale di Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Trieste, Alessandro Turco, Project Manager di Esteco S.p.A. e Francesca Antoniolli, Amministratore delegato di Genefinity S.r.l. Parteciperanno inoltre il presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Trieste, Erika Damiani e il Consulente del Lavoro Mario Costa.

Durante la tavola rotonda Giulia Ottaviani, apprendista e dottoranda in Nanotecnologie, racconterà la sua esperienza come prima ricercatrice assunta con un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca in somministrazione in Italia. La dott.ssa Ottaviani già nel corso del dottorato era entrata in contatto con una piccola e intraprendente azienda veneta che produce apparecchiature biomedicali (K-Laser). Le sue dimensioni, però, rendevano difficile sostenere da sola l’organizzazione delle attività di ricerca, indispensabili per il suo sviluppo. L’impegno dell’Università di Trieste, attraverso lo Sportello del Lavoro, a individuare e a costruire sbocchi lavorativi per i suoi dottori di ricerca, ha consentito di mettere a disposizione dell’azienda e della ricercatrice strutture, laboratori e docenti qualificati. Indispensabile il coinvolgimento della Quanta, Agenzia per il lavoro leader nei servizi dedicati alle Risorse Umane, che ha risolto il problema della complessa gestione dell’apprendistato di alta formazione, agevolando il dialogo tra l’azienda, l’Ateneo e la dottoranda di ricerca alla quale è stato offerto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, aderente a quanto prescritto dalla Legge in termini di retribuzione contrattuale e copertura previdenziale. Assunta dalla Quanta Agenzia per il lavoro S.p.A., la dott.ssa Ottaviani sarà quindi accompagnata nel passaggio dal Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste all’inserimento nel mondo del lavoro da questo nuovo strumento contrattuale.

Dichiara la Prof.ssa Roberta Nunin, docente di Diritto del Lavoro all’Università di Trieste, che ha collaborato insieme allo Sportello del Lavoro alla formulazione giuridica della nuova forma contrattuale: «Si tratta di un contratto molto innovativo, e abbiamo una notevole soddisfazione che sia stato messo a punto proprio nel nostro Ateneo. Il nuovo contratto combina l’apprendistato di alta formazione e per la ricerca con il contratto di somministrazione. Giungere a questo risultato non è stato semplice e si deve dare ampio riconoscimento all’impegno dei colleghi dello Sportello Lavoro dell’Università di Trieste. Si tratta di una tipologia giuridica nuova ma molto seria, idonea a far transitare il giovane lavoratore verso posizioni di lavoro sicure e molto valide, per garantirgli cioè un buon inizio in percorsi professionali di qualità.»

«Essere la prima ricercatrice a disporre di un nuovo modello contrattuale mi rende molto orgogliosa» – ha commentato Giulia Ottaviani – «ho sempre saputo che il mio sarebbe stato un percorso difficile ma, al contrario di altri colleghi, non ho mai pensato di lasciare l’Italia. Appartengo a quella che non è una minoranza che ancora crede nelle potenzialità del Paese e nelle capacità delle sue giovani leve di migliorarlo».

Vincenzo Mattina, vice-Presidente della Quanta, intervistato il 17 novembre scorso sul Bollettino ordinario di pprendidapt, ha dichiarato «Sono consapevole che ci stiamo misurando con una sperimentazione e non mi nascondo le difficoltà. Tutto si basa sulla fiducia tra noi, un’impresa dinamica e innovatrice, un’Università che si pone l’obiettivo di assicurare un futuro ai suoi allievi, una ricercatrice che scommette sulle sue capacità». E poi aggiunge: «Sono a dir poco ammirato dallo sforzo che l’Università di Trieste, attraverso lo Sportello del Lavoro, fa per promuovere i suoi 


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