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20 novembre 2014

Cà Foscari aderisce alla giornata contro la violenza sulle donne

Università “Cà Foscari” di Venezia – Evento tra ricerca e sensibilizzazione, aperto al pubblico Home-Made Violence, studiosi a confronto nel giorno contro la violenza sulle donne

Giornata contro la violenza sulle donne

Giornata contro la violenza sulle donne

Martedì 25 novembre a Ca’ Foscari convegno internazionale sulla violenza sulle donne dopo l’entrata in vigore della convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa

Nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, martedì 25 novembre, l’Università Ca’ Foscari Venezia riunirà studiosi di varie discipline per fare il punto sulla tematica, promuovere le buone pratiche, celebrare la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, entrata in vigore il 1 agosto 2014.

Home-made violence” è il titolo del convegno contro la violenza sulle donne, aperto al pubblico, che si svolgerà martedì 25 novembre, dalle 9 alle 18, nell’Aula Baratto della sede centrale di Ca’ Foscari, a Venezia. Iniziativa del Centro studi sui diritti umani (Cestudir) di Ca’ Foscari, l’evento ha il sostegno dei Dipartimenti di Filosofia e Beni culturali e di Economia, del Comitato unico di garanzia (Cug), del dottorato in Diritto, mercato, persona, e di Consiglio d’Europa, Eiuc, Europe Direct, Dep, oltre alla collaborazione di Lettera Internazionale e Associazione Donne Medico.

La giornata contro la violenza sulle donne si aprirà con i saluti istituzionali, in particolare del Rettore Michele Bugliesi, e del direttore della sede veneziana del Consiglio d’Europa, Alberto D’Alessandro, per poi lasciare spazio alle relazioni di esperti nazionali ed internazionali e a discussioni con il pubblico, i dottorandi e gli ospiti.

«La Convenzione di Istanbul segna un passo decisivo nella lotta contro la violenza sulle donne – afferma Alberto D’Alessandrocreando per la prima volta un vero e proprio vincolo normativo per tutelare giuridicamente le vittime della violenza domestica. Questo testo rivoluzionario va dunque a colmare il gap esistente, tutelando non solo le donne matutti coloro che subiscono una violazione dei diritti fondamentali, compresi i bambini, gli uomini e gli anziani. In questo contesto, il convegno odierno fornisce un ottimo strumento per riflettere sugli aspetti giuridico attuativi di questa importante Convenzione».

La Convenzione di Istanbul conferma e rafforza la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti umani in materia di violenza domestica e contro le donne e crea un comitato che accerterà quanto gli Stati rispettino gli impegni presi.

«Sul piano internazionale, negli ultimi anni, la violenza sulle donne ha superato le barriere “domestiche” per essere considerata una vera e propria violazione dei diritti umaniafferma Sara De Vido, ricercatrice di Diritto internazionale e curatrice del convegno assieme alla post-doc Laura Candiotto e alla professoressa di Pedagogia Ivana Padoan. – Nella stampa emergono solo i casi più gravi, ma perché dimenticare la violenza che tace insinuandosi nella quotidianità? In un recentissimo rapporto dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, si legge che il 33 per cento delle donne intervistate (42.000 nei 28 stati parte della UE), ha subito violenza fisica o sessuale dall’età di 15 anni, il 22 per cento delle quali direttamente dal proprio partner. Il 18 per cento delle donne ha subito stalking. Dall’indagine condotta paese per paese, l’Italia si colloca nella media: la violenza c’è, e come sappiamo sfocia in episodi gravissimi, ma non raggiunge i più alti livelli se comparata ad altri paesi europei».

Laboratorio sulle differenze

Il Cestudir, a seguito delle molte iniziative intraprese in questi anni dall’Università Ca’ Foscari intorno alle problematiche che coinvolgono i generi, intende coinvolgere docenti, studenti e personale tecnico amministrativo proponendo un laboratorio di studi, di ricerche e di formazione su temi correlati alle diverse differenze. L’ipotesi del nome del laboratorio è L’intelligenza delle differenze.


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