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4 novembre 2014

Fecondazione Assistita, al Sant’Anna di Pisa si apre il dialogo

Fecondazione Assistita

Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento S.Anna di Pisa – Fecondazione Assistita, arriva il “dialogo” che incrocia garanzia dei diritti, scienza, bioetica

Fecondazione Assistita

Fecondazione Assistita

Venerdì 7 novembre alle ore 15.00 l’incontro promosso dall’Associazione degli Allievi del Sant’Anna: partecipano il governatore Enrico Rossi, il consulente del ministro della salute Assuntina Morresi, il docente di diritto privato e di biodiritto Erica Palmerini

Un confronto, anzi un dialogo sulla fecondazione eterologa, tema che mette in relazione il piano delle scelte politiche con quello della garanzia dei diritti e che fa incrociare l’ambito scientifico con quello bioetico.

Fecondazione Assistita, garanzia dei diritti, scienza, bioetica

E propria alla fecondazione eterologa è dedicato il “dialogo” promosso dall’Associazione degli Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna per venerdì 7 novembre (ore 15.00, aula magna storica) con la partecipazione di Enrico Rossi, presidente della giunta regionale toscana e primo governatore ad avere inserito il trattamento tra le prestazioni effettuabili negli ospedali pubblici; di Assuntina Morresi, consulente del ministro della Salute Beatrice Lorenzin per le questioni bioetiche; di Erica Palmerini, docente di diritto privato alla Scuola Superiore Sant’Anna e di biodiritto privato all’Università di Pisa.

L’incontro è dedicato a un tema di stretta attualità, a 10 anni dalla legge 40/2004 sulla “procreazione medicalmente assistita tramite la fecondazione artificiale omologa” e soprattutto dopo la sentenza la sentenza della Corte Costituzionale che, nel 2014, ha comportato la nullità delle disposizioni della legge che vietavano il ricorso alla fecondazione eterologa in caso di infertilità assoluta. Anche da qui sono scaturite le diverse posizioni, che troveranno sintesi nel confronto ospitato alla Scuola Superiore Sant’Anna.

Il Ministero della Salute, infatti, intende colmare il vuoto normativo con un provvedimento. Le Regioni, la Toscana per prima, ritengono invece che non ce ne sia bisogno, tanto da aver inserito la fecondazione eterologa fra le prestazioni erogabili nelle strutture pubbliche. La partecipazione è libera e aperta a tutti coloro che sono interessati all’argomento.


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