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17 novembre 2014

Felice Casucci: insegnamento di diritto e letteratura a Unisannio

Felice Casucci

Università degli Studi del Sannio di Benevento – Insegnamento di “diritto e letteratura” Prof. Felice Casucci. Il contributo della prof.ssa Cristina Ciancio suL’esilio dei morti

Felice Casucci

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Lezioni Felice Casucci a Unisannio

Domani martedì 18 novembre, alle ore 14:00, presso il plesso didattico di via Calandra, l’insegnamento di “Diritto e Letteratura”, tenuto dal prof. Felice Casucci, nell’ambito del Corso di Studi in Giurisprudenza dell’Università degli Studi del Sannio, ospita il contributo della prof.ssa Cristina Ciancio, dal titolo: “L’esilio dei morti“.

Da sempre l’arte e la letteratura si sono occupate del rapporto tra l’uomo e la morte, del suo bisogno di riconoscimento, anche oltre la sua vita terrena, della misura in cui sia possibile trattenere tra i vivi la memoria di chi ci ha preceduto.

E da sempre l’arte e la letteratura ci hanno parlato, con le loro innumerevoli lingue, dello sgomento, della riverenza, della paura, della tenerezza che le spoglie dei defunti suscitano negli uomini di ogni tempo e di ogni cultura.

Quando finisce la vita? E cosa di un uomo muore veramente? Temi classici quanto controversi, sui quali l’uomo non riesce a smettere di interrogarsi, e sui quali al tempo stesso non riesce ad assumere un’unica posizione. Storici, antropologi e sociologi sono concordi su un aspetto: il modo in cui una società si comporta nei confronti dei suoi morti è una delle espressioni più significative del valore che essa dà alla vita. E il diritto? Qual è la dimensione giuridica della morte? Michel Vovelle, celebre storico contemporaneo, noto per i suoi studi sulla Rivoluzione del 1789, nel suo libro “La mort et l’Occident de 1300 à nos jours” del 2000, ha parlato dell’esilio dei morti. Si può dire che la morte rappresenti l’estremo esilio dell’uomo dalla vita giuridica?

L’intervento di Cristina Ciancio, partendo dall’analisi della disciplina dei reati di violazione di sepolcro, vilipendio di cadavere, diffamazione nei confronti dei defunti, dalla codificazione napoleonica di inizio Ottocento al codice Rocco, cercherà di affrontare questi temi, analizzando come il legislatore, la dottrina e la giurisprudenza si siano impegnati per dar voce a una esigenza di regolazione in cui i normali e rassicuranti strumenti giuridici risultavano inadeguati nella difficile sfida tra laicità dei nascenti stati di diritto e l’insopprimibile istanza sentimentale e religiosa cui non potevano rifiutarsi di dare risposta, che si legava, in modo strettissimo, per quanto contraddittorio, al sentimento individuale e collettivo di pietà per i defunti.

Cristina Ciancio è ricercatrice di Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università degli Studi del Sannio dove insegna, dal 2007 “Storia dell’esperienza giuridica”. Autrice di saggi e monografie sul periodo napoleonico e sulla giurisdizione commerciale europea nell’Ottocento, è stata Faculty Visitor presso la Law Faculty della Cambridge University (UK), e Visiting Academic presso il Max Planck Institut für Europäische Rechtsgeschichte di Francoforte.


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