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18 dicembre 2014

Atti Giudiziari esame avvocato 2014: soluzioni tracce atti giudiziari

Terza prova scritta esame avvocato 2014-2015: sono uscite le tracce degli atti giudiziari relativi all’esame di avvocato 2014: ecco le tracce degli atti giudiziari, le soluzioni gli svolgimenti e i consigli della commissione

Giovedì 18 dicembre 2014, terzo giorno e terza ed ultima prova scritta dell’esame avvocato 2014 iniziata, da pochi minuti sono state aperte le buste e come ogni anno la Redazione Controcampus è presente per aiutarvi nella redazione dei temi: pareri di civile svolti nel primo giorno, nella stesura dei pareri di diritto penale svolti nel secondo giorno e quindi nello svolgimento degli atti giudiziari in materia di diritto civile, penale o amministrativo da svolgere oggi.

Ma quali sono le tracce dell’esame avvocato 2014? Ed in particolare quali sono le tracce degli atti giudiziari dell’esame avvocato 2014 in materia di diritto civile, penale o amministrativo? E come svolgere le tracce degli atti giudiziari? Quali sono gli svolgimenti possibili degli atti giudiziari all’esame di avvocato 2014?

La prima traccia dell’atto giudiziario in materia di diritto civile all’esame avvocato 2014 è relativa al risarcimento dei danni patiti a seguito della morte di Sempronio. La seconda traccia degli atti giudiziari in materia di diritto penale fa riferimento alle

Consigli, tracce ufficiali degli atti giudiziari, svolgimenti e possibili soluzioni per ogni atto giudiziario Ricordiamo che i candidati devono cimentarsi nella stesura degli atti giudiziari ed hanno 7 ore di tempo per svolgere una delle tre tracce afferenti al diritto civile, penale ed amministrativo. Su di loro, dunque, ricade l’onere di assumere le vesti d’avvocato e di arguire, dopo un’attenta lettura della traccia, quale sia l’atto giudiziario più idoneo. Come ben saprete, quest’anno, l’agognato esame si svolge a ridosso del periodo natalizio. Martedì 16 e mercoledì 17, gli aspiranti avvocati italiani si sono confrontati con i pareri motivati in materia di diritto civile e penale. Stamani, invece, dovranno oltrepassare l’ultimo ostacolo, la terza prova scritta che, avrà ad oggetto la redazione di uno dei tre atti giudiziari.

Atti Giudiziari Esame Avvocato 2014: tracce – svolgimenti – soluzioni

Prima Traccia Terza Prova Esame Avvocato 2014: atto giudiziario in materia di diritto civile

“Nella notte del 12/5/2012 caio decideva di partecipare ad 1 gara automobilistica clandestina e prima della partenza di caio chiedeva a sempronio di accompagnarlo nella gara. Semprono accettava l’invito e saliva sull’autovettura condotta da caio e di proprietà del medesimo. Nel corso della competizione caio perdeva il controllo della sua vettura che si ribaltava, ed a causa delle ferite riportate nell’incidente sempronio decedeva. Dal verbale della polizia risultava ke sempronio aveva allacciato la cintura di sicurezza. Mevia e tizio, rispettivamente madre e fratello d sempronio formulavano rituale richiesta di risarcimento danni ai sensi dell art 145 cod delle ass private (dlgs 209/05) ricevuta dalla societa alfa, compagnia assicuratrice dell auto di caio il 30/9/2012. Nn essedo intervenuto alcun risarcimento, con atto d citazione notificato il 13/6/2013 mevia e tizio convenivano in giudizio caio e la società alfa x sentirli condannare in solido tra d loro al risarcimento dei danni patiti a seguito della morte d sempronio. A sostegno della propria domanda tozio e mevia esponevano ke sempronio nn aveva posto in essere alcuna condotta idonea a causare o anche sl ad agevolare il sinistro poiche si era limitato a salire a bordo dell’autovettura d caiox accompagnarlo.senza ingerirsi in alcun modo nella conduzione dell’auto. Evidenziavano inoltre ke sempronio aveva adottato tt le cautele necessarie allacciandosi la cintura d sicurezza. Gli attori chiedevano quindi che i convenuti venissero condannati in solidi tra loro al risarcimento dei danni derivanti dal sinistro, da attribuirsi alla esclusiva resp di caio. Assunte le vesti del legale del convenuto rediga il candidato l atto giudiziario ritenuto più idoneo alla titela dei propri assistiti illustrando gli istituti e le problematiche sottesi alla fattispecie in esame.”

Seconda Traccia Terza Prova Esame Avvocato 2014: atto giudiziario in materia di diritto penale

Terza Traccia Terza Prova Esame Avvocato 2014: atto giudiziario in materia di diritto amministrativo

Prima di far luce sugli atti giudiziari e sui consigli relativi al loro svolgimento, cerchiamo di spiegare, quale sia la struttura dell’esame da avvocato.

Per chi non lo sapesse, l’esame ha carattere teorico-pratico ed è caratterizzato da quattro prove: tre scritte ed una orale.

L’attuale sistema, basato su pareri svolti ed atti giudiziari, affonda le proprie radici nel lontano 1989, ed in particolare, nella legge 20 aprile n. 142, recante modifiche alla disciplina degli esami di procuratore legale e di avvocato. Per potersi fregiare dell’ambìto titolo di libero professionista è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti: laurea in giurisprudenza; frequenza di scuole di formazione professionali istituite dai vari Consigli dell’Ordine (requisito facoltativo); certificato relativo al compimento della pratica (o praticantato); superamento delle quattro prove di cui è costituito l’esame di avvocato, e conseguimento del titolo; iscrizione all’Albo dell’Ordine regionale d’appartenenza.

Atti Giudiziari Esame Avvocato 2014: Schema di Redazione degli Atti

Ma come si redigono gli atti giudiziari? Scopriamolo insieme. Come suindicato, l’aspirante giurista ha a disposizione sette ore per svolgere una delle tre tracce afferenti agli atti giudiziari in materia di diritto civile, penale ed amministrativo.

L’elaborazione degli atti giudiziari simboleggia una vera e propria cartina di tornasole per verificare se il candidato abbia effettivamente svolto la pratica forense. Questa prova richiede adeguate conoscenze giuridiche, sia teoriche, sia pratiche. Per redigere gli atti giudiziari, infatti, è necessario aver svolto, in maniera a dir poco proficua, i 18 mesi di pratica.

Assunte le vesti dell’avvocato, il candidato è tenuto, da un lato, ad arguire dalla traccia quale sia l’atto giudiziario più idoneo e, dall’altro, ad attuare una vera e propria osmosi tra strumenti di diritto processuale (procedura civile, penale, amministrativa) e sostanziale (diritto civile, penale, amministrativo). In sintesi, nel redigere gli atti giudiziari, l’aspirante avvocato deve ottemperare ad alcune, sintomatiche, norme consuetudinarie.

  • Dopo aver letto attentamente la traccia ed individuato l’atto più idoneo, deve elencare, in maniera a dir poco minuziosa, tutte le norme ed i principi ad esso correlati e, in seguito, citare le massime giurisprudenziali di riferimento;
  • Dopo aver redatto la parte introduttiva (fate attenzione alla grafia) è necessario indicare la natura dell’atto giudiziario da adottare, inserendo all’interno dello schema giuridico i dettagli nevralgici relativi al quesito;
  • Infine, dopo aver completato lo schema dell’atto giudiziario, l’aspirante avvocato deve formulare le richieste (da espletare a beneficio, o per conto, del cliente) e redigere, se necessario, le eventuali annotazioni (con riferimenti normativi).

Con l’intento di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito all’essenza degli atti giudiziari e di far luce, nel contempo, sull’importanza nevralgica dell’esame d’avvocato abbiamo deciso d’intervistare l’Avv. Simone Perozziello del foro di Lamezia Terme (Cz).

Oggi 18 dicembre termina la “tre giorni” dedicata alle prove scritte dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato.

Migliaia di aspiranti giuristi dovranno confrontarsi con gli atti giudiziari. Avv. Perozziello potrebbe parlarci dell’importanza di questo esame?

“L’importanza dell’Esame per l’Abilitazione all’esercizio della professione di avvocato è chiara ed è strettamente legata alla natura ed alle caratteristiche del titolo ambito. Sappiamo, infatti, che lo svolgimento della professione d’avvocato è un’attività di particolare complessità e peculiare delicatezza, per i notevoli risvolti di carattere etico e sociale. Si rende, pertanto, fondamentale attuare una ferma selezione, atta a sancire chi, tra coloro che hanno compiuto il percorso del praticantato forense, dimostri di aver raggiunto un livello di preparazione e maturità idonei ad essere dei veri e propri avvocati. Dal lato del candidato, quindi, può affermarsi che superare brillantemente l’esame, per l’esercizio della professione d’avvocato, è il primo vero motivo di orgoglio, che giunge a preludio delle soddisfazioni personali e professionali, che si otterranno attraverso l’esercizio della professione stessa”.

Avv. Simone Perozziello quali sono le principali difficoltà concernenti l’elaborazione degli atti giudiziari? Potrebbe fornirci dei consigli in merito alla redazione degli atti giudiziari?

“E’ un esame importante e molto difficoltoso. Durante il periodo della mia pratica forense, sentivo spesso descrivere l’Esame come prova di difficoltà notevole. In particolare, ricordo che un giovane Avvocato si espresse affermando che, il suo primo pensiero, dopo aver affrontato le tre prove, fu che non avrebbe ripetuto quel percorso nell’eventualità non lo avesse superato al primo tentativo. All’epoca, non diedi tanta importanza a quanto ascoltato, considerando quell’affermazione un moto d’ansia assolutamente ingiustificato. Alla luce della mia esperienza, però, ho meglio compreso quelle parole, pur continuando a pensare che fossero una pittoresca esternazione dello sforzo compiuto, combinato al giusto timore reverenziale rivolto ad un esame tanto difficoltoso quanto significativo. Sicuramente, al di là di affermazioni del momento, nessuno, dopo un primo insuccesso, giungerebbe alla decisione di non affrontare prove tanto importanti, pur essendo esse così impegnative. Effettivamente l’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato è strutturato in modo tale da rendere la vita difficile, anche ai candidati dotati di maggior serenità. Basti pensare che lo svolgimento si spiega in tre giorni consecutivi, nei quali vengono svolte tre prove della durata di sette ore ciascuna (a cui si aggiungono anche i tempi di attesa).

Di conseguenza, il primo consiglio è quello di preventivare lo sforzo perdurante e intenso che incide non solo sulla mente ma anche sul fisico. La perdita di energie si potrà sentire, soprattutto, nell’ultima giornata d’esame, proprio quando si dovrà affrontare l’atto giudiziario; ancor di più, per quei candidati che dovranno raggiungere la sede viaggiando da lontano. Proprio per far fronte ad un tale impegno è bene ricorrere ad un approccio metodologico che non lasci nulla al caso. Suggerisco di fissare mentalmente schemi aventi ad oggetto la struttura degli atti giuridici più ricorrenti. Sarà anche necessaria la memorizzazione di locuzioni o vocaboli tecnici, per arricchire tali schemi in virtù dei casi concretamente trattati. Ciò servirà, infatti, ad avere maggiore padronanza dei costrutti anche in momenti di maggiore stress, durante i quali la concentrazione è avversata dalla mancanza di tempo o dall’eccessiva concitazione.

Ebbene la redazione dell’atto giudiziario è sottesa a comprovare l’accordo tra le conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo. In sede d’esame il primo accorgimento è, quindi, di dedicare del tempo innanzitutto alla selezione ed allo studio della traccia da svolgere. In questa fase bisogna leggere attentamente tutte le tracce scegliendo quella che più attiene alla nostra preparazione e propensione personale. Dopo la scelta del caso da affrontare, esso deve essere analizzato con ponderazione, in modo tale da elaborare un atto tenendo conto di tutti gli elementi a nostra disposizione. Va, però, precisato che, così come per l’elaborazione del parere motivato, anche per la redazione dell’atto giudiziario può escludersi la sussistenza di uno schema preciso e categorico, benché l’utilizzo di un metodo programmato, come detto, sia necessario per agevolare l’attività del candidato.

Per quanto concerne la struttura generale dell’atto, l’esposizione potrebbe opportunamente basarsi sul seguente schema:

  • 1) descrizione del fatto, attentamente estrapolato dalla traccia, composto dalla versione espressa dalla parte tutelata e dalle controdeduzioni della controparte;
  • 2) esposizione dei principi e degli istituti giuridici pertinenti, con l’inserimento della giurisprudenza intervenuta in merito;
  • 3) illustrazione delle valutazioni fondanti l’intento di tutela dell’ipotetico assistito. Ciò avviene attraverso l’applicazione dei principi di diritto al caso di specie, con l’aggiunta degli opportuni riferimenti giurisprudenziali;
  • 4) formulazione delle conclusioni, fase che richiede particolare attenzione in quanto molto delicata.

In via generale, in ogni scritto difensivo le argomentazioni del candidato, che andrebbe a rivestire i panni dell’avvocato, possono svolgersi su un duplice piano: in via preliminare e/o pregiudiziale e nel merito (in via principale, in via subordinata, in ulteriore subordine); Allo schema basilare citato si aggiunga il riferimento alla base istruttoria indicata ad avallo delle nostre ragioni. Del citato schema deve tenersi conto anche in fase d’illustrazione delle conclusioni. Le stesse devono essere, infatti, modulate anteponendo le richieste di carattere preliminare alle richieste consequenziali. Si deve, peraltro, considerare che rispetto alla produzione del parere motivato, nell’atto giuridico non è sufficiente l’illustrazione del fatto con l’analisi degli istituti giuridici necessari ad elaborare una soluzione motivata, bensì si rende necessaria la costruzione di un elaborato che, da un lato, rispetti le regole preposte alla redazione dello specifico atto giuridico e, dall’altro, sia idoneo a riportare nel contesto processualistico il fatto e le consequenziali valutazioni.

Di conseguenza, le difficoltà peculiari comportate dalla redazione dell’atto giudiziario stanno nel fatto che le argomentazioni devono svolgersi secondo le prescrizioni del codice di procedura che disciplinano la materia. Pertanto deve rivolgersi estrema attenzione ai seguenti aspetti:

  • 1 – individuazione dell’Autorità Giudiziaria competente;
  • 2 – la scelta del tipo di atto da redigere (ad es., atto di citazione o appello, etc.);
  • 3 – il controllo sull’osservanza dei termini processuali;
  • 4 – la predisposizione degli elementi richiesti a pena di inammissibilità o di nullità dell’atto;
  • 5 – l’individuazione e l’ illustrazione degli elementi di prova;
  • 6 – la descrizione di un dettagliato ragionamento logico giuridico che possa convincere l’Autorità giudiziaria adita;
  • 7 – il richiamo alla giurisprudenza per rafforzare il suddetto percorso logico-giuridico;
  • 8 – la compiuta articolazione delle domande rivolte all’Autorità giudiziaria.

In proposito deve precisarsi che la Pratica Forense non sempre fornisce adeguate indicazioni riguardo alla redazione dell’atto giuridico. Infatti, di regola l’avvocato redige atti fondati su un’esposizione quanto più succinta nella descrizione dei fatti e delle ulteriori argomentazioni. L’intento, ovviamente, è quello di rendere più difficoltoso il compito della controparte, potendo del resto contare sulla possibilità di approfondimenti in corso di causa (ciò accade soprattutto nel settore civilistico). Sicuramente, rispetto a tale impostazione, il candidato all’esame deve redigere un elaborato più dettagliato nella descrizione del fatto ed approfondito nell’illustrazione di argomentazioni giuridiche. L’obiettivo, in questo caso, è quello di offrire un’opera compiuta in ogni suo punto che ponga il lettore in condizione di comprendere pienamente l’iter logico giuridico sul quale si basano le richieste conclusive.

Per il resto valgono le regole di carattere generale legate alla produzione di qualsivoglia documento di carattere giuridico. E’ opportuno, dunque, utilizzare un linguaggio tecnico, ma bisogna necessariamente essere chiari nell’esposizione. Vanno assolutamente evitati i periodi troppo lunghi e i ragionamenti tortuosi e di scarsa comprensibilità. Meglio ancora evitare di scrivere eccessivamente rendendo l’elaborato pesante. Evitare ripetizioni inutili e strabordanti. In genere, salvo casi particolari, un atto di 4-6 pagine dovrebbe essere sufficiente. Da evitare, inoltre, la pedissequa copiatura degli articoli del codice (preferibile una breve citazione in passaggi salienti) e le abbreviazioni diverse da quelle di utilizzo generale (ad esempio c.c., c.p., ecc … ). E’ necessario prestare molta attenzione alla grammatica ed alla sintassi. In ciò può soccorrere l’utilizzo del vocabolario d’italiano per controlli della grammatica. Deve essere, altresì, riservato l’ultimo intervallo di tempo per rileggere l’elaborato, per la correzione degli errori e per copiare il compito in bella copia (per chi è lento nello scrivere, ciò potrebbe richiedere anche due ore). E’, infine, fondamentale scrivere con una bella grafia che sia chiara e comprensibile. Sono assolutamente non ammessi l’utilizzo di penne colorate e scarabocchi sul foglio che, oltre ad imbruttire l’estetica dell’ elaborato, possano essere considerati, dalla commissione, segni di riconoscimento e che, dunque, possano cagionare l’annullamento del compito stesso”.

Esame Avvocato 2014: suggerimenti inerenti allo svolgimento degli atti giudiziari. In bocca al lupo.

  • 1 – Individuare l’atto più idoneo (ad es., atto di citazione o appello, etc.);
  • 2 – Individuazione dell’Autorità Giudiziaria competente;
  • 3 – Esaminare con attenzione tutte le norme che disciplinano l’atto prescelto;
  • 4 – Individuare gli elementi favorevoli al proprio assistito;
  • 5 – Rielaborare la giurisprudenza favorevole evitando il sistema “taglia e incolla”;
  • 6 – Evitare di utilizzare elementi di fatto non contenuti nella traccia;
  • 7 – Graduare in modo opportuno le domande proposte

Antonio Migliorino


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