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9 dicembre 2014

Fondazione Teatro Mercato San Severino: l’Opera da tre soldi

Fondazione Teatro Mercato San Severino

Stagione Teatrale 2014-2015: “L’Opera da tre soldi” di Alfano e Scardino in scena con la Fondazione Teatro Mercato San Severino. Un’inebriante pièce corale sublimata dai geniali “dipinti” di Esposito e dal linguaggio mordace di Tarantino

Fondazione Teatro Mercato San Severino

Fondazione Teatro Mercato San Severino

Grande successo, giovedì sera, al Teatro Mercato San Severino, per “L’opera da tre soldi”, secondo appuntamento della Rassegna ideata dal Dott. Giovanni Basile, Presidente dalla Fondazione Teatro Mercato San Severino.

La poliedrica rivisitazione della commedia di Brecht (una sorta di romanzo criminale ambientato nell’irto sottobosco londinese dell’epoca vittoriana) è un lavoro di scavo che ammalia, conquista e stupisce. Dal trancio della quarta parete (straniamento), alla dialettica dei contrari. Fino a scalfire la quintessenza della piece: l’allegoria dello sfruttamento capitalistico e l’abiura al malcostume, alla corruzione e alla connivenza tra i maliziosi personaggi, echeggiate, con stile ed onestà, da una recitazione mimetica, docile, tollerante. Il tutto, ovviamente, mitigato da consueti costumi vintage, ironia grottesca, melodie simboliche e danzerecce.

Fondazione Teatro Mercato San Severino: cos’è  l’Opera da tre soldi

Pur mantenendo un fedele contatto col drammaturgo tedesco, la rilettura di Alfano e Scardino è infarcita d’afflati cultural popolari che la rendono glamour e naif. Gli occhi dello spettatore strabuzzano, increduli, dinanzi all’estemporaneo e riuscito orpello scenografico. I due registi, infatti, rielaborano la tagliente e sarcastica ideologia letteraria, con allusive e roventi trasposizioni in chiave moderna, rimpinguandone i dardi con omaggi a Tarantino ed alla Sand Painting.

A far da sfondo, infatti, non sono le scarne scenografie del fondatore del Berliner Ensemble, ma dei veri e propri disegni realizzati, dal vivo, con la sabbia, su lavagna luminosa, da Licio Esposito. I cartelli di legno, destinati ad annunciare le variazioni sceniche, sono dunque sostituiti e corroborati da avveniristici dipinti su rena.

Amabile l’ossequio al “Cinema Pulp” di Quentin Tarantino. I protagonisti del Lab – Laboratorio – Teatro degli attori, rievocano, con trasporto, alcune scene cult del regista statunitense: dal mitico mister pink de Le Iene, all’elogio del massaggio ai piedi ed all’immarcescibile monologo in salsa veterotestamentaria di Pulp Fiction (Jules Winnfield, Ezechiele 25 – 17), passando per i cavalieri incappucciati di Django Unchained. L’opera è una firma d’autore, uno show (nello show) meraviglioso, poetico, magico, ideato per romantici sognatori. Il pubblico gradisce e partecipa, ammirando, con interesse, entrambi gli spettacoli.

Applausi meritati per il cast composto da Francesca Rondinella, Ciro Girardi, Adriana Fiorillo, Carla Avarista, Roberto Lombardi, Cristina Recupito, Igor Canto, Ascanio Ferrara, Marco Villani, Luigi Vernieri, Rosaria Vitolo, Tanino Consiglio, Piergiorgio Iannone e Gino Del Bagno. Applausi anche per la Fondazione Teatro Mercato San Severino. Suggestiva, la locandina dello spettacolo, curata dal fumettista salernitano Bruno Brindisi (celeberrimo disegnatore di Dylan Dog).

Pochi minuti prima dell’apertura del sipario, nei camerini del Teatro Mercato San Severino abbiamo intervistato alcuni protagonisti del secondo appuntamento della Rassegna organizzata dalla Fondazione Teatro: il Regista Franco Alfano, il Maestro Roberto Marino e gli attori Ciro Girardi e Adriana Fiorillo.

Franco Alfano: Lei è un navigato ed affermato regista campano. Questa sera, insieme alla collega Elena Scardino, dirigerà “L’opera da tre soldi”, rilettura in chiave moderna della sublime pièce del maestro Brecht. Quali sono i parallelismi e le differenze tra la vostra rivisitazione e l’opera dell’autore tedesco?

“Abbiamo soltanto intrecciato Brecht con il cinema e, in particolare, con alcuni celebri film di Quentin Tarantino. Il parallelismo proviene dalla natura dell’argomento e riguarda il legame tra gli ultimi, la parte sbandata della società, e il malaffare. Abbiamo inserito alcuni riferimenti alle opere del regista statunitense sia per la similitudine tra gli argomenti trattati, sia perché i suoi film sono corredati da rapidi passaggi linguistici dal tragico al comico che, in certo senso, riecheggiano la pièce di Brecht. Le citazioni letterarie riguardano, in particolare, Pulp Fiction, Le Iene e Django”.

Lei è uno degli ideatori del Lab – Laboratorio Teatro degli attori. Potrebbe parlarci di quest’interessantissima iniziativa?

“Stiamo lavorando ormai da un anno e mezzo. Nel corso delle ultime due estati abbiamo organizzato alcune rassegne teatrali. Poi, dal 25 aprile al primo maggio scorso, abbiamo dato vita ad una sorta di Festival dell’etica, del comportamento, del modo di essere. L’esistenza, infatti, era intesa anche in senso morale. Comunque sia, stiamo cercando di edificare delle relazioni crescenti tra le varie arti, in particolare tra recitazione, pittura, poesia e grafica. Quest’anno organizzeremo anche dei corsi di teatro. Tra qualche giorno, inizieremo a diffondere il nostro programma”.

Maestro Marino: Lei, invece, rallegrerà l’atmosfera con i suoi arrangiamenti musicali. Ci parli dell’opera e, in particolare, del suo sfondo melodico.

“E’ un bel ritratto sociale. E’ un testo che è stato scritto in un’epoca molto parallela a quella odierna. Il legame con l’opera di Bertolt Brecht è piuttosto diretto. E’ come se rivivessimo il nostro mondo attuale. La delinquenza connivente con le forze dell’ordine o con la politica ad esempio. L’opera è una sorta di musical, sebbene abbia radici un po’ più antiche e differenti. La musica quindi è importantissima. Ho cercato di restituire una sorta di rusticità a questa partitura, inserendo qualche mio piccolo intermezzo, senza tuttavia alterare l’essenza del lavoro di Kurt Weill. Per ragioni di spazio, però, abbiamo ridotto il tutto a quattro strumentisti.”.

Ciro Girardi, esperto attore di teatro (l’anno prossimo festeggerà 30 anni di carriera), vestirà i panni di Macheath, l’oscuro protagonista dell’Opera da Tre Soldi. Qual è la sua opinione in merito allo spettacolo? Che cosa simboleggia per Lei il teatro?

“Si tratta di un’opera completa, una delle prime del panorama mondiale teatrale. Un’opera completa anche nelle forme attraverso le quali viene espressa. Dalla musica al canto ed alla recitazione, fino a scalfire le citazioni di alcune scene di Quentin Tarantino, rapportandole all’epoca e trasformando i personaggi. Poi abbiamo delle bellissime immagini sulla sabbia di Licio Esposito che vanno ad arricchire e modernizzare l’opera di Brecht. L’autore tedesco, infatti, presentava le scene con dei cartelli. Noi, invece, utilizziamo dei disegni realizzati in diretta sulla sabbia”.

Adriana Fiorillo, bellissima e talentuosa attrice salernitana, interpreterà Lucy Brown, la figlia di Jackie “Tiger”, corrotto capo della polizia della Londra vittoriana. Qual è la sua opinione in merito all’essenza di questo spettacolo? Che cosa rappresenta per lei il teatro?

“L’idea registica di questo spettacolo è quella di far comprendere che esiste davvero poca differenza tra ciò che accadeva negli anni ’20 e ciò che, invece, accade oggi. La storia dei mendicanti e della malavita di quasi un secolo fa, si ripete tuttora. Del resto, l’inserimento degli intermezzi di Tarantino, rende edotto lo spettatore sulla chiara volontà di paragonare le due epoche differenti, mettendone in risalto le similitudini. Il Teatro è vivere tre, quattro, cinque, sei volte. Il teatro è vivere più vite. Lo consiglierei a chiunque, non soltanto a chi volesse far l’attore nella vita. E’ una sorta di terapia, una magnifica esperienza di vita”.

L’Opera di Brecht. Die Dreigroschenoper (è questo il titolo in lingua tedesca) è un capolavoro teatrale con musica, costituito da un prologo e otto quadri. E’ un intrinseco omaggio al genere della “ballad opera”, corredato da laute alternanze di canto e recitazione. Una “zeitoper” (così Kurt Weill soleva descriverla), cioè una spigliata e sottile visione drammaturgico-musicale, dagli afflati contemporanei, incentrata su indagini sociali a dir poco pungenti. Tratta da “L’opera del mendicante” (Beggar’s Opera) di John Gay, melodramma d’impronta satirica scritto in collaborazione con il musicista Pepusch nel lontano 1728, la piece brechtiana andò in scena per la prima volta nel 1928, duecento anni dopo il debutto assoluto del celeberrimo successo del poeta britannico. L’Opera da tre soldi, rallegrata dalle musiche di Kurt Weill, è una sorta di romanzo criminale, ambientato nell’irto sottobosco londinese dell’epoca vittoriana, che offre molti spunti di riflessione. Dal declino crescente della moralità al surreale trionfo del male. Alla fine, infatti, Macheath, il protagonista, riesce a farla franca.

Calendario stagione 2014/15 Fondazione Teatro Mercato San Severino

  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 22 gennaio, Sergio Assisi e Bianca Guaccero in “Oggi sto da Dio”, regia di Mauro Mandolini.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 29 gennaio, Orchestra Teatro Città di Mercato S. Severino in “Movie Fantasy”, diretta dal maestro Gennaro Cappabianca.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 5 febbraio, Peppe Barra e Fabrizio Bancale in “Sogno di una notte incantata”, regia di Fabrizio Bancale.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 26 febbraio, Benedetto Casillo in “Miseria e Nobiltà”, 3 atti di Eduardo Scarpetta.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 5 marzo, Carmine Faraco in “Pecchè”.
  • Fondazione Teatro Stagione Teatrale 2014/2015: 24 marzo, Milena Miconi e Diego Ruiz in “La stranissima coppia”.

Antonio Migliorino


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