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2 dicembre 2014

Progetto Mives a Unitn: minori, quale passaggio di informazioni tra servizi?



Università degli Studi di Trento – Progetto Mives: minori, quale passaggio di informazioni tra servizi? Se ne parlerà in un convegno giovedì prossimo, 4 dicembre, al Dipartimento di Lettere e Filosofia.

Progetto Mives

Progetto Mives

Comunicazione, benessere lavorativo e supporto ai minori in situazione di disagio.

Educatori, coordinatori di struttura, pedagogisti, insegnanti, dirigenti scolastici e assistenti sociali a confronto sui primi spunti emersi dal Progetto Mives

Una giornata di confronto e dibattito sul “Passaggio di informazioni tra servizi scolastici, socio-educativi e socio-sanitari per minori”.

Progetto Mivesb a tutela dei minori

È l’iniziativa promossa nell’ambito del Progetto Mives (Modelli di Innovazione e Valutazione di Esito nei Servizi scolastici, socioeducativi e socio-sanitari per minori) in carico al Servizio attività sociali, Area minori e famiglia delle Comunità di Valle e del Territorio della Val d’Adige. Un’opportunità per tutti i professionisti di esporre le proprie riflessioni rispetto alle pratiche di documentazione e di comunicazione attuate quotidianamente nei servizi coinvolti nel progetto avviato lo scorso febbraio.

Il convegno, nel quale si farà il punto sullo stato di salute delle relazioni dei servizi tra di loro e nei confronti dei minori e dei genitori, si terrà giovedì 4 dicembre al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento (via Tommaso Gar, 14) dalle 9 e per l’intera giornata. La mattina è previsto un fitto programma di relazioni, mentre nel pomeriggio lavori di gruppo con spazio a riflessioni, approfondimenti e suggerimenti sui risultati della ricerca e identificazione di possibili aree di intervento per sostenere iniziative volte alla prevenzione.

Tanti i professionisti coinvolti nella discussione: oltre a educatori, coordinatori di struttura, coordinatori pedagogici, pedagogisti, insegnanti, dirigenti scolastici e assistenti sociali, al dibattito parteciperanno anche i rappresentanti del Servizio Politiche Sociali e del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento, del Consiglio delle Autonomie Locali, dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, del Tribunale e della Procura.

«Il compito di chi opera in questo campo è molto delicato», spiega Olga Bombardelli, responsabile scientifica del Progetto Mives. «I ragazzi di oggi sono gli adulti di domani e il loro equilibrio futuro dipende anche dalle esperienze in età giovanile. L’obiettivo fondamentale del progetto, della raccolta di dati e di proposte relativamente al passaggio di informazioni fra le figure professionali è proprio la ricerca di sinergie, un buon gioco di squadra e l’attuazione di misure proficue. Le modalità innovative di documentazione e di comunicazione, che emergono dal progetto, permetteranno di migliorare non solo il passaggio di informazioni, ma anche il benessere lavorativo e il supporto stesso ai minori in situazione di disagio, un servizio prezioso per le persone coinvolte e per tutta la società».

Tutti gli operatori coinvolti saranno chiamati ad un confronto su alcuni dei primi spunti rilevati nella prima fase del progetto di ricerca. Dallo studio emerge, ad esempio, come i professionisti che comunicano più agevolmente tra loro siano gli educatori e/o coordinatori e gli assistenti sociali. Tutti i professionisti attribuiscono alla collaborazione un valore molto importante per il proprio ruolo, ma non si sentono in egual misura parte effettiva di esso. Se gli operatori concordano sul fatto che sia fondamentale riuscire a instaurare una buona relazione con i genitori dei minori e a valutare bene gli interventi (non solo per rispondere ad un adempimento burocratico), tutti vivono però con preoccupazione l’eventuale ritardo di intervento sul minore. A pesare sull’efficacia del loro lavoro sarebbe la possibilità di avere a disposizione degli strumenti adeguati per documentare e comunicare il proprio lavoro quotidiano sia con i colleghi sia con i genitori dei minori.

Realizzato con il contributo della Fondazione Caritro e con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento, il Progetto Mives vede il coordinamento scientifico di Olga Bombardelli, Monica Pedrazza e Sabrina Berlanda.


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