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15 gennaio 2015

Roberto Lagalla fà un bilancio Unipa per l’A.A. 2014

Roberto Lagalla annuncia la sua candidatura nelle liste del PDL


Università degli Studi di Palermo – Bilancio 2014 Unipa del Rettore Roberto Lagalla: In aumento le iscrizioni e rientrano a Palermo gli universitari emigrati

Roberto Lagalla

Roberto Lagalla

“Un Bilancio complessivo confortante, da bicchiere mezzo pieno e non più bucato”. 

A delinearlo è stato ieri in aula Carapezza il rettore, Roberto Lagalla, il quale alla presenza del pro rettore vicario Vito Ferro, del direttore Generale Antonio Valenti, dei suoi delegati Giacomo De Leo, Ettore Barone, Mario Enea, Laura Auteri, Marcella Aprile, Fabio Mazzola, Luigi Dusonchet, ha spiegato che il Fondo di Finanziamento ordinario per l’Ateneo palermitano si è attestato a 204,9 milioni di euro subendo decurtazioni “più limitate” rispetto agli anni precedenti in cui erano stati registrati tagli di risorse prima del 5 per cento, poi del 3,5 per cento e infine del 2,5 per cento.

I dati del Rettore Roberto Lagalla sul bilancio Unipa

Parlando di tagli, il rettore Roberto Lagalla tiene a precisare che la gran parte sono stati determinati dai risultati nel campo della ricerca, su cui si promette un maggiore impegno in termini di competitività insieme ad un’attenzione verso l’applicazione del costo standard per studente che incide sul fondo erogato a livello nazionale.

Sul fronte iscrizioni, dati “positivi”, dal momento che si registra un +1,2 per cento rispetto all’anno precedente a fronte di una perdita a livello nazionale del 7 per cento, con un totale tra l’anno appena trascorso e l’attuale di 12 mila iscritti. Molti studenti che avevano deciso di lasciare gli studi sono, inoltre, rientrati.

Il 2014 si chiuderà dunque a maggio con un avanzo di amministrazione, mentre il Bilancio di previsione per l’anno in corso è in pareggio tra entrate ed uscite ed ha una sostenibilità che non va a toccare quell’avanzo che abbiamo di 11 milioni.

“Il 50 per cento dei nostri laureati – dice Roberto Lagalla – trova facilmente lavoro in Italia o all’estero, un dato sconvolgente, che comunque conferma il fatto che questi giovani sono competitivi ma che qui non si creano le condizioni perché il lavoro si determini. La Regione – aggiunge Roberto Lagalla – dovrebbe fare di più e non confondere la dimensione del welfare con quella del lavoro. Per questo puntiamo molto a stimolare l’autoimprenditorialità e dovrebbe essere sviluppato un meccanismo di scambio tra imprese e università, insomma tra domanda e offerta”.

Ma non è tutto. Tra gli obiettivi quello di migliorare la qualità dell’offerta formativa in termini di rinnovamento dei modelli didattici ma puntando anche su l’internazionalizzazione e l’ampliamento del numero dei corsi riconosciuti all’estero (attualmente 20). Tra gli altri obiettivi anche una maggiore trasparenza sul lavoro dei docenti, con il via libera da parte del Senato Accademico della pubblicazione sul sito dell’Ateneo delle opinioni degli studenti sul lavoro dei docenti ed una programmazione dei docenti fino al 2017 nell’ottica di un turn over non più bloccato al 20 per cento ma al 30 per cento. Scongiurato qualsiasi aumento delle tasse universitarie: “Non ce lo possiamo permettere – dice Roberto Lagalla – considerando le condizioni del nostro territorio”.

Il rettore Roberto Lagalla conclude la sua analisi guardando anche al Policlinico Universitario e ai lavori di ristrutturazione ed ampliamento che “saranno conclusi per la maggior parte nel 2016” ed aggiunge: “nei prossimi giorni procederemo ad un riassetto dell’organizzazione delle Unità operative in una logica monoblocco orizzontale per la gestione delle urgenze, in più procederemo ad una redistribuzione dei reparti in base al livello di intensità di cura”.

Poi una frecciata al Governo regionale: “Abbiamo comunque bisogno del sostegno del Governo – sottolinea – che vedo compromesso, visto che stiamo assistendo ad una devoluzione dei risparmi fatti in questi anni in ambito sanitario verso altri settori, che stanno servendo al pagamento del welfare. Ho la drammatica percezione che senza investimenti regionali sugli ospedali universitari la sanità regionale ne può uscire gravemente compromessa determinando il fenomeno dell’emigrazione sanitaria”.


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