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13 gennaio 2015

Test Medicina 2015: date prove accesso e news Miur Test Medicina 2015

Come andrà per il test medicina 2015? Quali sono le news Miur Test Medicina  e per le facoltà a numero chiuso? Quali sono gli interventi del Miur sul test medicina 2015? Intervista al Movimento 5 Stelle

Riforma ultimata solo nel 2016 e Test Medicina 2015 ad Ottobre 2015 (ancora da stabilire le date degli atenei). Resta il numero chiuso (ce lo impone l’Europa).

Niente abolizione, ma probabile stop per le domande di logica e cultura generale. Il Ministro Giannini: bisogna ripensare la filiera formativa dei futuri medici: dall’accesso al corso di studi all’ingresso in corsia. Tre le mosse in programma:  orientamento (con corsi di preparazione al test in tutti gli atenei), rivisitazione delle modalità di accesso al corso di studi e più copertura per le borse di studio indispensabili per l’accesso alle scuole di specializzazione medica. Marcia indietro sul “modello francese”: si va verso il rinvio.

Dopo il “caos specializzazioni mediche” e l’immancabile pioggia di ricorsi post test di ingresso, comincia a prendere forma l’attesa riforma del Test Medicina.  Cresce intanto il fermento degli studenti. Quali sono le novità in agenda? Come cambia la filiera formativa? E, soprattutto, quando arrivano le relative regole? Dal Miur i primi, importantissimi chiarimenti in merito al nuovo meccanismo selettivo. Deadline ancora da definire. Pronto il rilancio di Viale Trastevere: la riforma sarà pronta entro il 2015 così da esser finalmente operativa l’anno successivo. Riforma “al microscopio” nella lettura dell’On. Francesco D’Uva (M5S).

News Miur Test Medicina: le principali novità, date e abolizione test ingresso

Giorni intensi per il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che, insieme a suoi tecnici, sta lavorando alla proposta di riforma del Test Medicina 2015 avanzata nelle scorse settimane dal Pd. Un restyling globale che promette di cambiare definitivamente pelle al quizzone più chiacchierato e controverso dell’università italiana. Sarà, sempre stando alle parole della titolare di Viale Trastevere, un sistema più aperto, che consentirà di monitorare gli aspiranti medici lungo tutto il primo anno di corso per poi selezionale secondo il fabbisogno dopo 12 mesi, tramite una prova conclusiva nazionale. Accantonata, quindi, l’ipotesi modello francese. Si cambia musica. Un atto doveroso, di responsabilità, ribadisce il Ministro, che va dritto al cuore della questione: “Ogni anno selezioniamo un numero limitato di giovani con una prova circoscritta, li facciamo formare in un percorso lungo, complesso e costoso”. E dopo oltre sei/sette anni diciamo alla metà di questi laureati che per loro non c’è posto.”

E i segnali di questi giorni (per alcuni confusi per altri meno) sembrerebbero confermare questa accelerazione. Molti i punti al centro del dibattito, dei quali alcuni, con tutta probabilità, andranno a comporre la versione definitiva della riforma. Scopriamo quali.

Date e news Miur Test Medicina: ipotesi del doppio quiz

Cambiano, tanto per cominciare, le tempistiche. Non a Settembre né ad Aprile. Il Test medicina 2015 si terrà ad Ottobre. Nel dettaglio, la proposta allo studio del Miur dovrebbe prevedere un doppio quiz,con un intervallo di due settimane tra una prova e l’altra. Per la valutazione si terrebbe conto solo della prova migliore. Una misura pensata per compensare le incognite della prova secca (limitando il fattore “fortuna” per premiare i più meritevoli) e ridurre al minimo l’impatto dei contenziosi che ogni anno riscrivono l’accesso a son di sentenze e di iscrizioni soprannumerarie. Ricordiamo, infatti, che solo quest’’anno il quizzone ha prodotto qualcosa come 6mila immatricolati “con riserva”, vale a dire oltre il 60% dei 10mila posti inizialmente previsti a bando.

Ipotesi, quella delle due prove, che rischia, di trovare impreparati studenti ed atenei e che, probabilmente, farà slittare la decisione a tempi più “propizi”. Per tutte le altre facoltà a numero programmato nazionale  –  Veterinaria, Architettura, Scienze della formazione e Professioni sanitarie) per il momento, nessun cambiamento in vista. Idem per le altre facoltà dell’ambito medico-scientifico: Biologia, Farmacia, Biotecnologie, sebbene in una prima versione sarebbero rientrate nella proposta di riforma alla francese, poi osteggiata dai rettori, e finita (per il momento) in soffitta.

Corsi preparazione quizzone e test medicina 2015 manuali consigliati

Non finisce qui. Per elasticizzare il tutto, infatti, nei mesi estivi (altra novità assoluta) gli atenei saranno probabilmente tenuti ad organizzare corsi di preparazione al Test Medicina 2015. Gratis oppure a prezzi di assoluto vantaggio, vale a dire decisamente inferiori rispetto a quelli prospettati dalle società private (i cui listini oscillano mediamente da un minimo di 3-4mila fino ad una massimo di 10 per l’intera preparazione). Un’ipotesi decisamente percorribile, ai detta dei proponenti, soprattutto se si considera che sono molte le università che, in questi ultimi anni, si sono dotate di strutture ad hoc, destinate appunto ad accogliere gli studenti in ingresso e seguirli nella preparazione ai test di accesso alle facoltà a numero chiuso. Un modo insomma per rispondere all’annosa protesta di quanti lamentano l’esosità di un Test che, così com’è configurato oggi, sembra poter costituire un’opportunità reale solo per chi ha il portafogli dalla sua. In questo senso, per garantire a tutti i candidati condizioni di partenza il più possibile paritarie, al Miur si starebbe pensando anche all’eventualità di è di fornire in anticipo agli aspiranti medici una bibliografia di testi consigliati su cui improntare la propria preparazione.

Domande del test medicina 2015: cultura generale, logica e Inglese

Ma le note più liete potrebbero arrivare dal fronte domande. A fronte di tanti cambiamenti, quali saranno le materie oggetto del Test medicina 2015? Come cambia il quiz?  Abbiamo appena parlato di una dotazione standard di manuali e test forniti urbi et orbi dal Miur. Ebbene, con tutta probabilità, le domande del prossimo Test Medicina 2015 dovrebbero dunque ruotare intorno agli argomenti contenuti nella bibliografia consigliata. Sicura la “permanenza” di Fisica, Matematica, Biologia e Chimica. Più incerto, invece, il destino per “cultura generale” e logica, che sembrano anzi avviate verso un’esclusione definitiva. In compenso il nuovo test medicina 2015 potrebbe parlare inglese: il quiz insomma dovrebbe contenere domande di Inglese, delle quali tuttavia restano ancora da definire numerosità e peso.

Ma, al di là delle indiscrezioni e dei proclami più o meno entusiastici delle ultime ore, la domanda cui tutti attendono risposta è: quali sono, ad oggi, i punti di forza e le debolezze dell’attesa riforma del Test Medicina 2015?

Come evitare che un test a crocette, somministrato a 18, anni possa discriminare (forse irreversibilmente) tra un cattivo medico e un futuro Dr. House? Le nuove regole permetteranno davvero di centrare gli obiettivi dichiarati, vale a dire maggiore attendibilità, merito ed equità? Cosa devono aspettarsi gli aspiranti camici?

Lo abbiamo chiesto all’On. Francesco D’Uva (M5S), componente della  VII Commissione parlamentare Cultura, Scienze ed Istruzione, da sempre attivissimo sulla questione.

On. D’Uva, anno nuovo, vecchie diatribe: parliamo dell’annunciata riforma del Test Medicina 2015. Gli studenti puntano i piedi chiedendo risposte definitive, ma i chiarimenti circa l’attesa riforma della selezione per medici ed odontoiatri continuano ad apparire quantomeno “timidi”. L’unico dato certo è che non si tratterà di un’eliminazione del numero chiuso, quanto piuttosto di una rivisitazione del meccanismo selettivo. Qual è la Sua opinione in merito a questa chiacchierata riforma? Sappiamo, infatti, che proprio in questi giorni Lei si prepara a depositare una proposta di legge in proposito. Può parlarcene brevemente?

“La proposta di legge che abbiamo depositato è stata frutto di discussione sul Portale LEX del MoVimento 5 Stelle già da marzo 2014 al fine di presentare un testo più condiviso possibile, quindi ben prima che il Ministro Giannini si candidasse alle elezioni europee e facesse di questa proposta un suo personale cavallo di battaglia (addirittura sui giornali si parlava di abolizione del test). Nella nostra pdl si chiede:

  • l’introduzione del metodo francese (test d’ingresso alla fine del primo anno accademico);
  • designazione dei posti in base al fabbisogno nazionale (aumento del numero di posti disponibili);
  • numero di borse per le scuole di specializzazione di area sanitaria pari al numero di laureati in medicina nello stesso anno (diritto alla specializzazione).”

Non sarà, insomma, un addio al numero programmato, ma al test medicina così come lo conosciamo. Si andrà, con tutta probabilità, verso l’adozione del cosiddetto “modello francese”, anche se non subito (scadenza rinviata al 2016, pare). Un modello “corretto all’italiana”, che tuttavia non eliminerà il numero chiuso. Immatricolazione aperta a tutti e selezione basata sugli esami sostenuti e sul merito dello studente dopo il primo anno, con le università che probabilmente godranno di un’autonomia maggiore rispetto agli standard di valutazione. È la strada giusta?

Ad oggi non sappiamo cosa voglia fare esattamente il Ministro e soprattutto come voglia adottare il modello francese in Italia. Tale modello credo possa essere davvero la strada giusta per rendere più meritocratico il sistema d’accesso ai corsi di laurea di area sanitaria perché permetterebbe di avere dei test basati sulle nozioni imparate durante l’anno universitario (evitando le celebri domande sulla grattachecca e sui mariti di Liz Taylor), perché riuscirebbe a mettere sullo stesso piano gli studenti provenienti da ogni tipo di istituto superiore e senza causare disparità tra chi si può permettere un corso di preparazione ai test e chi invece non se lo può permettere.”

Rispetto alla proposta attualmente allo studio del Miur, va però registrato lo scetticismo e, in molti casi, la ferma opposizione degli studenti. Allo spostamento in avanti del Test Medicina 2015 si accompagnerà infatti una selezione più dura, lamentano le rappresentanze studentesche, insistendo sull’ineluttabilità di un’abolizione definitiva del test medicina. Il numero chiuso, infatti, non viene eliminato ma solo posticipato, con la selezione che interviene precisamente alla fine del primo anno di corso. Tagliola solo rimandata insomma. Si tratta, secondo Lei, di una protesta fondata? Quali correttivi andrebbero pensati per riformare un test da sempre al centro di contestazioni annosissime e scandali, non ultimo la nota vicenda del mancato annullamento dei Test per le specializzazioni mediche?

“Credo che qualunque protesta possa trasformarsi in proposta se c’è qualcuno pronto ad ascoltare. Per questo noi crediamo che si debba seguire un iter parlamentare, con audizioni del mondo studentesco e accademico in commissione cultura, ed evitare un’imposizione direttamente dal MIUR. Un tema così delicato merita il supporto di tutti. Ideologicamente anch’io vorrei l’abolizione del numero chiuso, poi penso però che non sarebbe comunque possibile garantire a tutti i laureati di specializzarsi quindi risolveremmo un problema per crearne un altro. Ma questa è un’opinione su cui sarei felice di confrontarmi.”

Ma le perplessità in merito al Test Medicina 2015 vengono anche dai rettori stessi, che pur dicendosi aperti all’ascolto del ministro, difendono l’impossibilità di operare questo cambiamento radicale in tempi brevi. Servono, insomma, tempistiche più larghe. E le motivazioni appaiono assolutamente ragionevoli. I criteri di accesso devono rimanere, per il bene degli stessi studenti. Il sistema sanitario nazionale ha certi numeri, non è possibile pensare che, rendendo libero l’accesso, poi tutti riescano a trovare un impiego. Come giudica questa posizione?

“Le perplessità sono fondate perché si deve vedere come affrontare l’elevato numero di iscritti al primo anno e come esaminare l’enorme mole di matricole e allo stesso tempo evitare di dare discrezionalità agli esaminatori. Problemi questi risolvibili (lezioni in streaming o in conferenza per il primo ed esami scritti per il secondo) se c’è la volontà politica e il giusto confronto. Una cosa certa è che il sistema d’accesso così com’è non va bene. Le cose possono essere fatte bene, col confronto e la condivisione, o in fretta. Ci auguriamo che il Ministro Giannini opti per fare tutto in condivisione.”


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