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4 febbraio 2015

Festa di San Valentino: storia-origini-leggenda festa del 14 Febbraio

Prof. Silvio D’Antonio

Chi era San Valentino? Perché si festeggia il 14 febbraio la festa degli innamorati? Quali sono le origini della Festa di San Valentino?

Dall’arcaico culto di Luperco alla cristianizzazione dell’inno all’amore.

Festa di San Valentino: romanticismo o consumismo?

Intervista esclusiva allo storico dell’arte ed artista Prof. Silvio D’Antonio

Sabato 14 febbraio si celebra la Festa di San Valentino, la festa degli innamorati, un evento atteso, ogni anno, da milioni di coppie.

Rose rosse, cioccolatini, poesie, lettere d’amore, peluche, cenette a lume di candela, effusioni e carezze al chiaror dell’ultimo quarto di luna. L’Italia si tingerà d’amore. I cuori si riscalderanno.

La Festa del San Valentino è celebrata in tantissime nazioni. Dal Bel Paese, all’Australia, dagli U.S.A. al continente asiatico: sabato 14 febbraio, i romantici di quasi tutto il Pianeta officeranno, con puro candore, il sublime rito dell’amore, regalando attimi di gioia ai propri partner.

Saranno 24ore di pura passione. Momenti indimenticabili da vivere intensamente e con pingue trasporto emotivo.

Origini e storia della Festa di San Valentino: perché si festeggia il 14 febbraio

Quali sono le origini della Festa di San Valentino? Scopriamole insieme. Dal culto di San Valentino, alla festa degli innamorati. San Valentino, protettore di Terni, visse tra il II e il III secolo dopo Cristo, e secondo il “Martirologio Geronimiano” fu convertito al Cristianesimo nell’anno 197.

Le fonti agiografiche narrano che nel 270, giunto a Roma, il patrizio Valentino iniziò la sua opera d’evangelizzazione e conversione dei pagani. Fu, così, arrestato dapprima per ordine dell’Imperatore Claudio II, poi per volontà di Aureliano. In quegli anni, infatti, il fascino della religione cristiana e dei suoi solenni principi non era visto di buon occhio dai maggiorenti italiani e dai seguaci del paganesimo. Per tale motivo, il 14 febbraio del 273, il fervente San Valentino fu sottoposto alla pena della decapitazione. Nel corso della sua lunga esistenza, compì molteplici miracoli. In particolare, narrano alcuni testi sacri, avrebbe salvato dalle persecuzioni pagane molti giovani innamorati, e si sarebbe a lungo prodigato affinché il vero sentimento dell’amore sincero potesse troneggiare, imperituro, al di là di ogni ostacolo.

Secondo alcune leggende, il retaggio folcloristico e devozionale di San Valentino da Interamna affonderebbe le proprie radici in un simpatico aneddoto. Sembra che il Vescovo di Terni fosse solito donare dei fiori ai giovani innamorati che attraversavano il suo giardino, placandone, eventualmente, litigi ed incomprensioni.

Ma, stando alla storiografia ufficiale, fu, dopo aver celebrato il matrimonio tra una donzella cristiana ed un pagano che assurse al rango di patrono degli innamorati. Da quel momento in poi, un abnorme numero di coppie si recarono presso la sua chiesa per ottenere le benedizioni nuziali.

All’inizio si stabilì che queste avvenissero il 14 di ogni mese. Ma, col passare degli anni, e dopo la morte del Santo, la ricorrenza si restrinse al solo 14 febbraio. Ad ogni modo, la Festa cominciò a varcare i confini geografici italiani, nel 1400, grazie al poema di Geoffrey Chaucer “Parlamento degli uccelli” ed alle lettere, corredate dal vezzeggiativo “mia dolcissima Valentina”, che Carlo d’Orleans scrisse alla moglie, durante la prigionia orditagli dagli inglesi.

Secondo altre scuole di pensiero, invece, le fonti storiografiche relative alle origini della festa del Santo dell’amore andrebbero, in qualche modo, correlate all’antichissimo culto del Dio Luperco, venerato da romani, greci e italici il 15 febbraio di ogni anno. Sembra che fino al IV secolo a. c., infatti, i pagani rendessero omaggio, con un insolito rito annuale, alla divinità pastorale, al fin di ottenere purificazioni dei campi e fecondità. Per i discendenti di Romolo e Remo, il secondo mese dell’anno simboleggiava il preludio alla stagione della rinascita. Un periodo in cui i lupi andavano tenuti alla larga dai campi coltivati, attraverso riti sacrificali propiziatori. Successivamente, però, nel 496, Papa Gelasio soppresse i desueti lupercalia, e, di lì a poco, la Chiesa Cattolica li cristianizzò, anticipando, così, l’inno alla fertilità al giorno 14 di febbraio, conferendo a San Valentino il rango di protettore degli innamorati e dei prossimi al matrimonio.

Desiderosi d’ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alla Festa di San Valentino abbiamo intervistato il Prof. Silvio D’Antonio, Storico dell’arte e artista di fama nazionale. Professore, potrebbe renderci edotti in merito alla a San Valentino?

“Iniziai ad avvicinarmi alla Festa di San Valentino da giovane, all’età di quattordici anni, durante i primi innamoramenti. Poi, ovviamente, gli studi artistici, a cui ho dedicato tutta la vita, mi hanno portato, dagli anni ‘60 a seguire, ad analizzare il San Valentino, ed in generale tutta l’iconografia cristiana, da un punto di vista storiografico ed artistico”.

“E, attraverso lo studio e la percezione delle immagini pittoriche e delle sculture, mi sono reso conto, in quanto studioso della materia, che, forse, come è giusto che fosse, la Chiesa, al pari di tutte le famiglie nobiliari e reali dell’epoca, ha utilizzato l’arte per far conoscere un pensiero, per dettare delle dritte, per educare le popolazioni. In quegli anni, millecento-milleduecento, infatti, non c’erano giornali, telefoni e televisori, e le masse erano rese edotte in merito agli afflati culturali, invitandole a visitare i palazzi nobiliari e principeschi, e soprattutto le chiese, per osservare i dipinti e le sculture che parlavano di storie bibliche, evangeliche e cristiane. Le iconografie aiutavano a capire cosa fosse accaduto. Illustravano agli uomini comuni le storie dei martiri, delle flagellazioni dei Santi eccetera. Si pensi, ad esempio, all’iconografia di San Sebastiano, che mi accompagna da sempre, sin dalla fanciullezza, raffigurato in maniera esteticamente convincente, come uomo superiore, secondo la classicità antica, ma flagellato, però, da frecce che lo avevano scalfito e addirittura portato alla morte. Per quel che concerne San Valentino, invece, devo ammettere che non ho un’idea chiara della sua effigie, anche se so che a lui sono state dedicate diverse opere pittoriche e scultoree. Tuttavia, se mi permetti, vorrei aprire una parentesi: porre l’accento sul legame esistente tra paganesimo e cristianesimo ed, in particolare, sull’iconografia relativa all’epoca pagana. Le immagini di alcune divinità come Nettuno e Diana eccetera, ad esempio, simboleggiavano qualcosa: Il Dio delle acque, la Dea della caccia e così via. Nel Cristianesimo, in effetti, si è verificato un fenomeno parallelo. Ogni Santo è protettore di qualcosa. Mi viene in mente , ad esempio, che il 13 e 14 dicembre si festeggiano Sant’Aniello e a Santa Lucia, e a tale proposito, la superstizione popolare consiglia ai mariti delle donne incinte di astenersi dal lavoro manuale e quant’altro, per evitare la nascita di bambini deturpati negli arti”. Ovviamente il retaggio culturale è pieno zeppo di simili aneddoti. In realtà, va detto che la forza culturale del cristianesimo si è sviluppata, specialmente nell’occidente, attraverso costruzioni architettoniche (chiese, cattedrali, battisteri, eccetera) che come numero superano di gran lunga gli edifici laici. Ritornando a San Valentino, come dicevo, i miei ricordi sono lontani, e legati, indubbiamente, alla festa degli innamorati. Devo ammettere, però, che, nel corso degli anni, intorno alla festa di San Valentino si è sviluppato un vero e proprio mercato, che, in un certo senso, ha obnubilato la vera essenza religiosa dell’amore: amore materno, paterno ecc. Un tempo, dunque, era l’amore il reale leitmotiv del 14 febbraio. Adesso, invece, il culto di San Valentino è simboleggiato da cene, regali e altre frivolezze. Del resto, anche da un punto di vista pubblicitario e massmediologico, la festa di San Valentino non viene mai ricordata come una ricorrenza religiosa”.

Quali consigli darebbe ad un ragazzo (o ad una ragazza) che volesse regalare qualcosa di originale alla propria amata (o al proprio amato) in occasione di San Valentino?

“Gli consiglierei di regalare se stessi. Nel corso della mia vita mi è capitato spesso di donare delle mie foto accompagnate da uno scritto, per raccontare di me, una parte della mia vita. Quindi, consiglierei un breve scritto ed una foto. Ma non una foto qualsiasi, che identifichi soltanto l’immagine esteriore, bensì una foto che sia in grado di mettere in risalto la nostra parte migliore, un’introspezione di noi stessi. Regalare un momento magico, attraverso uno sguardo, il segno delle labbra, l’impostazione e l’inclinazione della testa ecc. Però consiglio sempre una foto in bianco e nero: perché è quella che maggiormente ci racconta”.

Regali di San Valentino culturali: libri per lui e per lei

Libri da leggere e da regalare a San Valentino. Per tutti coloro i quali desiderassero avventurarsi nei meandri dell’amore e volessero, dunque, approfondirne l’essenza, anche, da un punto vista gnoseologico, ecco, di seguito, una breve lista di libri dedicati all’argomento:

  • Libri Festa di San Valentino – Dalai Lama, Il Nostro Bisogno d’Amore, Oscar Mondadori;
  • Libri Festa di San Valentino – Krishnamurti, Sull’Amore e la Solitudine, Astrolabio Editori;
  • Libri Festa di San Valentino – Osho, Amore e Libertà, Bompiani;
  • Libri Festa di San Valentino – Paolo Crepet, Sull’Amore, Einaudi;
  • Libri Festa di San Valentino – Ruediger Schache, Il Segreto del Cuore, Macro Edizioni;
  • Libri Festa di San Valentino – Giuseppe Cassio, San Valentino, Velar-Elledici, Gorle;
  • Libri Festa di San Valentino – Brenda Shoshanna, Lo Zen e l’Arte di Innamorarsi, Punto d’Incontro;
  • Libri Festa di San Valentino – Sara Cattò, Imparare a Innamorarsi, Xenia Edizioni;
  • Libri Festa di San Valentino – Pietro Archiati, Il Mistero dell’Amore, Edizioni Archiati;
  • Libri Festa di San Valentino – Michel Reynaud, L’Amore è una Droga Leggera, Tea Libri;

Antonio Migliorino


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