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11 febbraio 2015

Nuovo Test Medicina 2015 News: date test accesso professioni sanitarie

Test Medicina 2015
Nuovo Test Medicina 2015

Nuovo Test Medicina 2015

Dietrofront Giannini: niente quiz ad Ottobre, il nuovo test medicina 2015 si terrà nella prima decade del mese di Settembre.

Ecco le news sulle date del test di accesso alle professioni sanitarie.

Quando si terranno i test medicina 2015? Quando ci saranno le prove di accesso presso le professioni sanitarie? Sono queste le domande che si pongono gli aspiranti capisci bianchi dopo le decisioni del Miur sui test di ammissione a medicina. La novità è che il Miur fa retromarcia sulle date del Nuovo Test Medicina comunicato in prima battuta. Riforma Medicina e Professioni sanitarie a regime nel 2016. Sì ai correttivi, ma senza stravolgimenti. La responsabile dell’Istruzione Giannini: la riforma sarà ultimata entro il 2015 così da esser operativa l’anno successivo, ma il numero chiuso non si tocca.

Riforma “al microscopio” nella lettura di Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato dei Medici Italiani.

Nell’audizione dello scorso 13 Gennaio davanti alle Commissioni riunite Cultura ed Affari Sociali, il Ministro Giannini fissa la road map. Tre le mosse in programma: più orientamento (con corsi di preparazione al test in tutti gli atenei), rivisitazione delle modalità di accesso al corso di studi e una copertura più vasta per le borse di studio per l’accesso alle scuole di specializzazione medica, la cui durata sarà ridotta in media di un anno. Stallo, invece, sulla questione “modello francese”: servono tempi più larghi.

Molti i punti interrogativi sulle annunciate modifiche ai meccanismi di accesso a Medicina e Professioni Sanitarie. Intanto si fa sempre più febbrile l’attesa delle aspiranti matricole.

Quali sono le novità in agenda sul nuovo test medicina 2015?  E quando saranno ufficializzate le nuove regole? In attesa del bando, studiate informati! 

Da Controcampus tutti gli aggiornamenti sull’attesa Riforma del nuovo Test Medicina 2015.

Nuovo Test Medicina: date, modello francese e meccanismo selettivo

Giorni frenetici a Viale Trastevere per il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che, insieme a suoi tecnici, sta lavorando alla proposta di riforma del nuovo Test Medicina 2015 presentata nei mesi scorsi dal Pd. Insomma il cantiere resta aperto, ma le premesse ora appaiono sicuramente meno nebulose che non in principio. A cominiciare dalla data del nuovo Test Medicina 2015, che torna a Settembre. Profumo li avrebbe voluti a luglio, la Carrozza ad aprile, la Giannini li riporta in autunno. Un ripensamento deciso, forse dettato dall’esperienza poco esaltante dello scorso anno, quando il quizzone si tenne ad Aprile seminando indignazione e polemiche tra i candidati. Per quanto la tempistica anticipata fosse un’eredità della gestione precedente, tanto che il ministro si era detta da subito poco entusiasta di quella soluzione. Solo scorso anno, come ricordato dal Ministro, le università italiane hanno “imbarcato” 63mila candidati a fronte di 10.500 posti. Uno sproposito, “un’anomalia tutta italiana” cui si cercherà rimedio attraverso il perfezionamento complessivo della macchina selettiva.

Intanto per Nuovo test Medicina, il modello francese rimandato al 2016. Salvo il numero chiuso. Non sarà, però, l’unica novità di rilievo. Snellire la selezione impegnerà energie e tempi (tra necessità di ricezione delle università e sostenibilità oggettiva della riforma) decisamente più consistenti rispetto a quelli preventivati. Inevitabili allora l’accantonamento (fino a nuovo ordine) dell’ipotesi “modello francese”, e la conferma dell’ineluttabilità, nell’economia dei cambiamenti annunciati, del numero chiuso: “Il mantenimento dell’accesso programmato è un punto fermo del percorso per diventare medici. Cancellarlo sarebbe un salto indietro nel passato, deleterio per il sistema sanitario italiano che è uno dei migliori al mondo”, ha spiegato il Ministro.

Nuovo Test Medicina: ipotesi quiz e preparazione gratuiti al quizzone

Cambia il nuovo test medicina, nei contenuti certo, ma non nella struttura, che rimane quella classica della prova unica in data unica. Accantonata del tutto, quindi, l’ipotesi, lungamente discussa in questi mesi, del doppio quiz: due prove scritte da tenersi a due settimane di distanza l’una dall’altra con  la possibilità per il candidato di far valere, in sede di correzione, la migliore delle due prodotte. Una misura che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto compensare le incognite della prova secca e ridurre al minimo l’impatto dei contenziosi che ogni anno riscrivono l’accesso a son di sentenze e di iscrizioni soprannumerarie. Interessante, ma non se ne farà niente. Non nell’immediato almeno: l’idea delle due prove, infatti, rischierebbe di trovare impreparati studenti ed atenei che ancora aspettano una risposta univoca ai vizi e alle inefficienze del sistema attuale . Tra le proposte del Ministro sul nuovo test medicina  figura anzitutto un rinforzo delle attività di orientamento alla scelta universitaria durante gli anni di scuola: “In realtà puntiamo già dal prossimo anno a introdurre un serio orientamento in tutte le scuole, perché questo è essenziale per una prima scrematura in base all’autoesclusione degli studenti che scopriranno così da soli di non avere l’inclinazione per medicina”.

Intenzione che si tradurrà nella somministrazione agli studenti nei mesi di febbraio di un test psico-attitudinale e orientativo, da aggiungersi al  test di ammissione sulle materie oggetto dei primi anni di studio. Restano, però, ancora da chiarire termini, modalità e risorse da destinare alla misura. Non solo. Nei mesi estivi gli atenei saranno chiamati ad organizzare corsi di preparazione al nuovo Test Medicina 2015. Gratis oppure a prezzi di assoluto vantaggio, vale a dire sensibilmente inferiori rispetto a quelli prospettati dalle società private (i cui listini oscillano mediamente da un minimo di 3-4mila fino ad una massimo di 10 per l’intera preparazione). Una misura che dovrebbe incassare la facile benedizione di quanti, in questi anni, hanno lamentato o ancora lamentano l’esosità di un Test che, così com’è configurato oggi, pare costituire un’opportunità reale solo per chi ha il portafogli dalla sua. In questo senso, per garantire a tutti i candidati condizioni di partenza il più possibile paritarie, al Miur si starebbe pensando anche all’eventualità di fornire in anticipo alle aspiranti matricole di Medicina e Professioni Sanitarie una bibliografia di testi consigliati su cui strutturare la preparazione.

Domande Nuovo Test Medicina: No cultura generale e logica, SI inglese

Entrando nel merito dei contenuti del nuovo Test Medicina 2015, le note più liete potrebbero arrivare dalle materie oggetto delle domande. Si è appena detto della dotazione standard di manuali e test consigliati fornita urbi et orbi dal Miur. Ebbene, con tutta probabilità, le domande del nuovo Test Medicina 2015 dovrebbero appunto ruotare intorno agli argomenti contenuti nella suddetta bibliografia. Sicura la “permanenza” di Fisica, Matematica, Biologia e Chimica. Più incerto, invece, il destino per “cultura generale” e logica, che sembrano avviate verso una sorprendente esclusione (probabilmente definitiva). In compenso il nuovo test medicina 2015 potrebbe parlare inglese: nel prossimo quiz insomma potrebbero figurare alcune domande di Inglese. Tutti da scoprire, però. numerosità e peso dei quesiti in lingua straniera.

La certezza, ad oggi, è che la rivoluzione ci sarà. E presto anche. Difficile esprimere giudizi. Buono o cattiva, lo scopriremo solo “quizzando”. Intanto, però, è lecito (ed  umano) porsi alcune domande. Il nuovo test medicina 2015  riuscirà ad evitare che un test a crocette, somministrato a 18, anni possa discriminare (forse irreversibilmente) tra un cattivo medico e un futuro Dr. House? Le nuove regole riusciranno a garantire un test finalmente sgombro da ombre, capace di un’attendibilità, di un’equità e di un’attenzione al merito pienamente effettive? Cosa devono aspettarsi gli aspiranti camici dal nuovo test medicina? Lo abbiamo chiesto a Pina OnotriSegretario Generale del Sindacato dei Medici Italiani.

Segretario Onotri, anno nuovo, vecchie diatribe: parliamo dell’annunciata riforma del Test Medicina. Gli studenti puntano i piedi chiedendo risposte definitive, ma i chiarimenti circa il nuovo test medicina 2015 continuano ad apparire quantomeno “timidi”. L’unico dato certo è che non si tratterà di un’eliminazione del numero chiuso, quanto piuttosto di una rivisitazione del meccanismo selettivo. Qual è la Sua opinione in merito al test medicina tricolore (per molti un terno al lotto che non seleziona i migliori)? E cosa si aspetta da questa chiacchierata riforma?

“È giusto che ci sia  una corretta programmazione degli ingressi alla facoltà di medicina, almeno fintantoché  avremo l’attuale discrepanza tra il numero di laureati ogni anno in medicina, circa 9000, ed il numero delle borse di studio messe  a disposizione per la formazione e la specializzazione, 3500 . Quindi il numero chiuso serve ad evitare frotte di disoccupati e a consentire  una buona formazione, considerate le ridotte risorse delle Facoltà di Medicina. Ovviamente il test va rivisto per premiare effettivamente il merito. Si accetta una esclusione se basata su canoni validi e oggettivi, se si sa che studiando con disciplina l’anno seguente si entra. Qualunque meccanismo deve garantire equità di trattamento e la bibliografia su cui studiare deve essere nota. Altrimenti rimane un terno al lotto comunque.”

Il Ministro Giannini ha promesso un test medicina fondato su una valutazione più meritocratica effettuata durante il primo anno e non attraverso sterili test a crocette. Oltre alle soluzioni prospettate, ce ne sono altre che secondo Lei sarebbe bene considerare (ad. es. il voto di diploma)? In più  per i test attuali non esiste una valutazione a livello nazionale, per cui i test sono unici ma nelle diverse università si accede con punteggi differenti. Insomma una selezione non solo più dura, ma profondamente eterogenea e penalizzante in molti casi. Come ovviare a questa difficoltà? Come intende muoversi lo SMI?

“Il questionario a risposta multipla, benché sia limitativo e sicuramente perfettibile come strumento di valutazione della preparazione dei candidati, rimane allo stato dell’arte la più oggettiva delle modalità di selezione. Come detto in precedenza è opportuno, però, che la  bibliografia da studiare sia nota, al fine di consentire una adeguata e finalizzata  preparazione del candidato. Il miglioramento e la perfettibilità del concorso deve andare nella direzione di una sempre più oggettiva valutazione dei titoli e della preparazione del candidato, a tale esigenza non risponde senza dubbio la valutazione  dei curricula dei candidati, espressione spesso degli orientamenti e delle politiche didattiche dei vari istituti. È assolutamente necessario adottare delle griglie uniformi di punteggio su tutto il territorio nazionale. Lo SMI seguirà, con il suo settore giovani Formazione e Prospettive, molto da vicino l’evolversi della riforma.”

Si parla di nuovo Test Medicina già a Settembre. Una tempistica che non convince gli studenti e neppure i rettori stessi, che pur dicendosi disponibili a convergere, difendono l’impossibilità di allinearsi a questo cambiamento in tempi brevi. Servono, insomma, tempistiche più larghe. Come giudica questa posizione? Crede servirà ancora del tempo prima che la riforma possa dirsi operativa?

“ Effettivamente i tempi sono brevi. Servirà a questo punto uno sforzo maggiore da parte delle istituzioni , se vogliamo davvero definirci  un Paese  moderno. Il tempo per le riforme è sufficiente. Importante è non fare da freno al processo di riforma  e che la stessa sia operativa nel più breve tempo possibile.”

A fare rumore sono soprattutto due ipotesi allo studio del MIUR: l’’attivazione da quest’anno delle prime forme di orientamento che servano agli studenti delle scuole superiori (anche attraverso la somministrazione di test auto valutativi) come strumento di auto-misurazione dell’attitudine e, soprattutto, la possibilità di frequentare dei corsi di preparazione all’interno dei singoli atenei (molti dei quali a titolo gratuito). Su questo punto il MIUR si rimetterà alle decisioni delle singole università, che si sono già dette informalmente disponibili e che, per via dell’autonomia, possono gestire la questione liberamente. Come valuta queste novità?

“Positivamente, ma anche qui bisogna adottare dei percorsi uniformi su tutto il territorio nazionale. L’offerta formativa deve dare a tutti gli studenti, da nord al sud, le stesse opportunità; l’orientamento alla formazione non può essere gestito discrezionalmente dai singoli dai singoli atenei.”

Ma le note più liete potrebbero arrivare dal fronte “domande” del nuovo test medicina. Al MIUR si sta pensando, infatti, all’eventualità di fornire in anticipo agli aspiranti medici una bibliografia di testi consigliati su cui improntare la propria preparazione. Cambieranno probabilmente le domande: sicura la “permanenza” di Fisica, Matematica, Biologia e Chimica. Più incerto, invece, il destino per “cultura generale” e logica, che sembrano avviate verso l’esclusione definitiva. Per la gioia delle tante aspiranti matricole sempre preoccupatissime di scivolare su domande poco attinenti al percorso da intraprendere e spesso, pertanto, motivo di polemica. In compenso il nuovo test medicina 2015 potrebbe parlare inglese: il quiz insomma dovrebbe contenere domande di Inglese, delle quali tuttavia restano ancora da definire numerosità e peso. Un commento.

“Per quanto concerne gli argomenti che sono stati negli anni pesantemente criticati è giusto che finalmente vi sia una svolta. Personalmente aggiungerei anche domande di psicologia in quanto un futuro medico dovrebbe esser selezionato non solo per  la preparazione scientifica, ma anche per la capacità di assolvere i difficili compiti che connotano le cosiddette professioni di “aiuto”. Giustissimo che in tema di globalizzazione i medici in Italia siano messi in grado di lavorare anche in Europa, e  questo presuppone un’ottima conoscenza dell’inglese. Ma su questo tocca chiamare a rapporto non solo gli atenei, ma anche gli istituti di istruzione superiore.”


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