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18 febbraio 2015

Parte dal Laboratorio MAPPA Unipi il progetto di Data-Volumes

Laboratorio MAPPA

Università degli Studi di Pisa – Parte dal Laboratorio MAPPA il progetto di Data-Volumes su tematiche archeologiche

Laboratorio MAPPA

Laboratorio MAPPA

Unione tra sintesi interpretativa tradizionale e pubblicazione innovativa dei dati di scavo, il primo numero sarà dedicato alla scoperta del sottosuolo delle nostre città

Parte dal Laboratorio MAPPA dell’Università di Pisa, che si occupa di metodologie digitali applicate all’archeologia, il primo progetto italiano di Data-Volumes, con una serie di pubblicazioni tematiche aperte ai contributi di tutti coloro che lavorano nel campo archeologico.

Laboratorio MAPPA: progetto di Data-Volumes sull’archeologia

Un Data-Volume, che riprende i più avanzati progetti internazionali di condivisione dei dati della ricerca archeologica, è un tipo di pubblicazione che unisce un livello più tradizionale di sintesi interpretativa, in cui l’archeologo illustra i dati raccolti all’interno di un quadro di ricostruzione storica, a un livello più innovativo, in cui pubblica i dati di scavo (i cosiddetti “dati grezzi”), che sono alla base delle interpretazioni e delle ricostruzioni proposte.

“Il nostro Laboratorio MAPPA – spiega la professoressa Maria Letizia Gualandi, responsabile di MAPPA – lancia una nuova sfida al mondo archeologico italiano, quella di raccontare le proprie scoperte, condividendone liberamente i dati affinché chiunque – funzionari del MIBACT, ricercatori, studiosi, professionisti, appassionati e curiosi – possa usufruirne per contribuire ad ampliare e rilanciare il valore del patrimonio archeologico nazionale. Del resto MAPPA è, fin dalle origini, all’avanguardia nell’opera di diffusione della cultura open data dei beni archeologici e ha creato il primo e unico repository italiano di dati archeologici aperti: il MOD (Mappa Open Data archaeological archive)”.

I volumi, provvisti di codice ISBN come qualunque pubblicazione a stampa, saranno rilasciati gratuitamente in formato digitale open access o potranno essere acquistati in formato cartaceo con modalità print on demand. I dati di scavo, parte integrante di ogni contributo, saranno pubblicati come open data nell’archivio MOD e vedranno riconosciuta la piena paternità intellettuale di ciascun autore attraverso l’uso di licenze CC-BY e CC-BY-SA e mediante l’attribuzione permanente di codici DOI.

Il primo Data-Volume, intitolato MAPPA DATA Note 1, sarà dedicato alla scoperta del sottosuolo delle città italiane: i contributi dovranno arrivare entro il 6 aprile e l’uscita è programmata per giugno, in occasione dell’annuale convegno pisano “Opening the Past”.


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