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19 febbraio 2015

Riforma Pensioni 2015 Novità: ultime notizie quota 100 e opzione donna

Governo Renzi ancora a Lavoro sulla Riforma Pensioni 2015. Ecco le novità che il ministro Damiano intende introdurre: le ultime notizie sulle quota 100, pensione anticipata e opzione donna

Ecco le ultime news Riforma Pensioni 2015, cosa cambierà della riforma Fornero con il decreto Milleproroghe e come fare il calcolo pensione.

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Aumenta la tensione al Governo e dopo tre anni dalla riforma Fornero, il Governo Renzi mette mano al sistema pensionistico italiano con un provvedimento di legge che incrementi la flessibilità sull’età pensionabile. Vediamo subito le novità della Riforma pensioni 2015, le modifiche del milleproroghe per l’opzione donna e pensionamento anticipato.

Riforma Pensioni 2015: le modifiche mille proroghe di Damiano

L’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sottolinea la sua fiducia verso il provvedimento che segnerà il primo passo verso un cambiamento della riforma Fornero. Le novità della Riforma Pensioni 2015 riguardano innanzitutto i contribuenti minimi: il Governo ha infatti stanziato un miliardo di euro per ampliare l’area del regime forfettario, ma allo stesso tempo ha stabilito numero modifiche che si sono però rivelate sfavorevoli per alcuni contribuenti, come i giovani lavoratori con partita IVA.

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Per rimediare a questo disagio della Riforma delle Pensioni 2015, Il Governo ha provveduto ad emanare l’emendamento Sottanelli, che consente di scegliere liberamente tra il nuovo regime di minimi oppure il vecchio. Infatti la norma che disciplina il Regime dei Minimi della Riforma Pensioni di Renzi è stata duramente contestata in quanto prevedeva un’aliquota schizzata al 15%, contro la vecchia aliquota del 5% del vecchio Regime dei Minimi. Tra le novità del decreto Milleproroghe 2015 c’è una proroga che consente ai titolari di partita Iva la possibilità di scegliere tra il vecchio ed in nuovo Regime dei Minimi.

Per quanto riguarda le novità della Riforma Pensioni 2015 di Renzi per l’aliquota contributiva per lavoratori autonomi e titolari di partita IVA, è stata confermata per il 27% per il 2015, 28% per il 2016 fino ad arrivare al 29% nel 2017.

Riforma Pensioni 2015: opzione donna, andare in pensione a 57 anni

La possibilità di andare in pensione a 57 anni per le donne dipendenti, oppure a 58 anni per le donne lavoratrici autonome è stata introdotta dal governo Berlusconi nel 2004. Ma che cos’è l’opzione donna e come funziona? In pratica questa pensione “sperimentale” prevede entro il 31 dicembre 2015 il prepensionamento anticipato a 57 anni se si hanno 35 anni di contributi. L’assegno pensionistico prevede il versamento di quanto versato durante la vita lavorativa (sistema contributivo), e non il versamento del 70% dell’ultimo stipendio. Inizialmente l’Opzione Donna non aveva avuto molto successo, ma con la riforma Fornero tutto è cambiato: infatti sono state eliminate le pensioni per vecchiaia e l’età pensionabile è stata allungata. L’alternativa per molte donne è stata quella di diventare esodati, ossia senza lavoro e senza pensione per un periodo di tempo troppo lungo per poter vivere dignitosamente.

Riforma Pensioni 2015: novità pensione anticipata e Quota 100

Oltre al problema degli esodati, la riforma Fornero ha creato numerosi problemi ai lavoratori anziani che con la perdita del proprio lavoro non hanno la garanzia degli ammortizzatori sociali. Tra le novità della Riforma Pensioni 2015 del Governo Renzi figura anche la possibilità di incentivare la creazione di possibilità di prepensionamento anticipato, che consenta agli anziani di poter beneficiare della pensione, seppur con un assegno più basso.

Ma anche la questione Quota cento è al centro della Riforma Pensionistica di Renza. Ma che cos’è Quota 100?

Si tratta di una pensione anticipata maturabile attraverso il raggiungimento di una soglia di accesso minima, la cosiddetta, appunto, Quota 100. Chi raggiungesse «quota 100» potrebbe, in altre parole, andare in pensione anticipata e senza penalizzazioni. In merito al calcolo, la Quota 100 dovrebbe scaturire dalla somma tra età anagrafica e età contributiva (es.: 62 anni di età + 38 di contributi). Un ritorno al sistema delle quote, insomma, con la differenza che l’innalzamento sarebbe comunque consistente rispetto alla “vecchia” Quota 96.


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