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12 febbraio 2015

Scienze motorie nelle scuole primarie, M5s vuole insegnanti laureati

Scienze motorie scuole primarie

Scuola,Movimento 5 Stelle: “per le scienze motorie in primarie vogliamo  laureati”. La proposta di legge a prima firma Simone Valente può dare lavoro a 18 mila insegnanti in scienze motorie

Scienze motorie scuole primarie

Scienze motorie scuole primarie

Le dichiarazioni del Movimento 5 Stelle sulla nuova proposta di legge che vorrebbero presentare che aprirebbe diverse possibilità per i laureati in scienze motorie. Ecco di cosa si tratta

“Con questa Pdl vogliamo mettere la parola fine alla zona grigia sull’insegnamento delle scienze motorie nelle delle scuole primarie, dove l’educazione fisica non viene svolta da personale strettamente competente. Noi chiediamo invece che quella materia sia affidata a personale specializzato: i laureati in scienze motorie. Qualora venga approvata, la nostra proposta consentirebbe di dare lavoro a circa 18 mila operatori del settore, che andrebbero a coprire tutte le scuole primarie del nostro Paese”.

Cosa cambierebbe per scienze motorie nella scuola primaria

Così i deputati del Movimento 5 Stelle descrivono la Pdl a prima firma Simone Valente, i quali si augurano che la Pdl sia oggetto di confronto in Parlamento il prima possibile e trovi la più ampia convergenza poasssibile.

“L’affidamento dell’educazione fisica – intesa come attività che preveda tutte le forme di attività motorie che mirano al raggiungimento nonché al mantenimento del benessere psico-fisico – a personale formato e specializzato consentirà infatti di meglio promuovere corretti stili di vita. La tutela della salute attraverso il contrasto  alla sedentarietà e all’obesità già in giovane età è diventata una battaglie centrale nelle nostre società”. – Dice il M5s –

Simone Valente sulla questione di scienze motorie afferma che “è possibile realizzare questo provvedimento, che coinvolgerebbe più di 15.200 sedi scolastiche 132 mila classi di scuola primaria, attraverso un finanziamento annuo di 400 milioni. Abbiamo già trovato le coperture per il provvedimento:  300 milioni si ricaverebbero attuando una ‘spending review’, nella misura del 20%, delle spese di tutti i ministeri,  escluse le spese relative alle missioni: diritti sociali, politiche sociali e famiglia, politiche per il lavoro, tutela della salute. Per i restanti 100 milioni proponiamo la riduzione dal 96 al 95.5 per cento della deducibilità degli interessi passivi sostenuti da banche e altri soggetti finanziari che, appunto, corrisponderebbe a quella cifra”.


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