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20 febbraio 2015

Telelavoro all’Università di Torino, l’esperienza UNITO – TEL

Telelavoro

Università degli Studi di Torino – L’esperienza del telelavoro all’Università di Torino

Telelavoro

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Cos’è il Telelavoro? E’ realizzabile in un organizzazione lavorare attraverso il Telelavoro? Come funziona quindi il telelavoro e come lavorare da casa o da un domicilio diverso da quello della sede legale dell’organizzazione?

Oggi al Rettorato Unito si è tenuto l’incontro “UNITO – TEL – Il telelavoro negli enti pubblici: l’esperienza dell’Università di Torino”, organizzato dall’Ateneo in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia e l’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.

Nel corso della giornata sono stati affrontati i temi del telelavoro negli enti pubblici con particolare riferimento alle  novità normative, alle prospettive di smart working, al ruolo della Consigliera di fiducia, al monitoraggio del progetto e infine agli esiti della sperimentazione. In seguito alcuni telelavoratori hanno raccontato testimonianze ed esperienze.

UNITO-TEL: L’esperienza del telelavoro all’Università di Torino

“La sperimentazione UNITO-TEL è un traguardo e un punto di partenza per nuove sfide e consentire una migliore conciliazione lavoro e tempi di famiglia – ha dichiarato Silvia Giorcelli, Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Torino – come CUG riteniamo molto positiva l’esperienza realizzata grazie al sostegno della Regione Piemonte. L’Ateneo è un centro di ricerca, occorre mettere nell’agenda politica le pari opportunità con richiamo ai valori costituzionali e la centralità delle persone. Siamo arrivati primi nel bando e vogliamo mantenere il primato”.

“Il telelavoro è un’esigenza sia del singolo ma anche dell’organizzazione. – ha sottolineato Loredana Segreto, Direttore Generale dell’Università di TorinoDobbiamo sfruttare le opportunità di questo nuovo strumento, perché le attività di didattica e di ricerca si prestano all’utilizzo del telelavoro. Auspico di poter riproporre questa iniziativa ai nostri dipendenti.”

“Il ruolo della Regione è stato fondamentale nel sostegno di questa iniziativa – ha evidenziato Monica Cerutti, Assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonteil telelavoro è importante per la valenza che ha nelle pari opportunità per conciliare i tempi di vita e quelli di lavoro. I risultati registrati dal Cug della Regione hanno avuto uno sviluppo notevole negli ultimi anni: siamo passati da 13 donne nel 2004 a 66 nel 2013. Questi strumenti sono utili anche sotto l’aspetto ambientale nella diminuzione del traffico ambientale e fare orari diversi. È molto importante il contributo dell’Università per confrontare le esperienze e gli input del progetto, perché in un momento di scarse risorse è necessario essere innovativi e sperimentare nuovi strumenti per definire le azioni all’interno del prossimo Fondo sociale europeo.

Occorre superare il telelavoro e adeguarlo alle nuove necessità per lavorare non solo dall’ufficio o da casa. – ha commentato Alessia Mosca, Europarlamentare e prima firmataria del disegno di legge in materia di smart working, intervenuta con un video-messaggio – È necessario un dialogo delle forze sociali e un dibattito anche a livello europeo


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