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25 febbraio 2015

Tubercolosi, arrivano nuove scoperte dalla ricerca Unimore

Ricerca Tubercolosi

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Ricercatori UNIMORE segnalati per scoperte sulla tubercolosi dal prestigioso “Faculty of 1000”, ente valutativo che sottolinea il valore delle pubblicazioni

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L’interesse per l’attività del gruppo di lavoro della prof.ssa Maria Paola Costi, in collaborazione con la start-up TYDOCK PHARMA del dott. Alberto Venturelli, nasce dagli studi condotti su nuovi composti inibitori di una proteina responsabile della tubercolosi.

I ricercatori di UNIMORE – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia fanno ancora parlare di sé dal prestigioso “Faculty of 1000”, un ente che identifica e valuta, tramite un ampio gruppo di studiosi di primo piano a livello mondiale, i migliori articoli nell’ambito di 40 discipline e di più di 3.700 riviste.

Tra gli articoli segnali, citato anche il lavoro di un gruppo di ricerca UNIMORE, coordinato dalla prof.ssa Maria Paola Costi del Dipartimento di Scienze della Vita, per i suoi studi relativi a nuovi farmaci indirizzati alla cura di infezioni appartenenti ai Neglected Diseases, ovvero malattie trascurate, che includono anche la tubercolosi.

La ricerca Unimore sulla Tubercolosi

Il lavoro di ricerca, iniziato 4 anni fa con l’allora spin-off di UNIMORE, oggi la start-up TYDOCK PHARMA con a capo il dott. Alberto Venturelli, ha portato alla identificazione di molecole innovative, una in particolare, che inibiscono una proteina definita DprE1 (decaprenylphosphoryl-D-ribose oxidase) coinvolta nella biosintesi della parete del mycobacterium tuberculosis, agente responsabile della tubercolosi che conta in Italia 3150 casi nel 2013 secondo i dati OMS.

La tubercolosi – afferma la prof.ssa Maria Paola Costi di UNIMORE – rappresenta oggi una patologia a forte impatto sociale non solo nei paesi in cui è endemica, ma anche nei paesi dove appariva ormai eradicata. I farmaci utilizzati in clinica sono superati e spesso hanno effetti collaterali importanti e sviluppano rapidamente resistenza. Il grande pericolo ora è lo sviluppo di infezioni già resistenti ai farmaci, da qui l’allarme del WHO su questo problema”.

La DprE1 è considerato uno dei target emergenti per la terapia antitubercolare. I composti individuati come inibitori della DprE1 mostrano una buona attività sull’animale in fase pre-clinica e perciò rappresentano promettenti candidati per lo sviluppo a farmaci.

Questo risultato – conclude la prof.ssa Maria Paola Costi di UNIMORE – rappresenta un ulteriore esempio dell’importanza della collaborazione Università-Impresa e di come il trasferimento tecnologico sia una prerogativa importante per l’ Ateneo Modenese”.

La ricerca si sta svolgendo nell’ambito del progetto europeo MM4TB – More Medicine for TuBerculosis- una piattaforma europea (FP7) di 26 partner di cui TYDOCK PHARMA fa parte. La storia dello sviluppo di questi composti nasce da una iniziale collaborazione tra TYDOCK PHARMA, UNIMORE e l’Università di Sassari su composti organici a struttura chinossalinica e l’esito delle ricerche è stato pubblicato sulla rivista ACS Chemical Biology a Gennaio 2015.


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