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26 marzo 2015

Acque contaminate: anticipazione le Iene 26 Marzo 2015 con Nadia Toffa

Nadia Toffa sulle acque contaminate
Nadia Toffa sulle acque contaminate

Nadia Toffa sulle acque contaminate

Dopo il servizio sui cibi contaminati da metalli pesanti e sulla frutta inquinata, torna Nadia Toffa delle Iene con un nuovo servizio sulle acque contaminate: ecco le anticipazione della puntata le Iene 26 Marzo 2015.

Circa la metà degli Abruzzesi ha bevuto acque contaminate da veleni tossici provenienti dalla discarica di veleni tossici industriali del sito Montedison di Bussi sul Tirino.

Anche se sono ormai noti da anni i siti contaminati in Abruzzo grazie alla mappa diffusa da Arta, ancora oggi si torna a parlare della questione acqua contaminata in Abruzzo nel servizio di Nadia Toffa alla trasmissione televisiva Le Iene.

M a vediamo quali sono le zone più a rischio per le acque inquinate in Abruzzo, a che punto è la vicenda, l’elenco delle sostanze tossiche e nocive e i veleni trovati nell’acqua contaminata in Abruzzo e quali sono i sintomi e gli effetti sulla salute di chi ha bevuto acqua inquinata.

Ecco l’elenco delle sostanze tossiche e dei veleni presenti nelle acque contaminate e gli effetti sulla salute: cloruro di vinile, agente cancerogeno nell’uomo ma anche nell’animale, quindi ovviamente i sintomi e gli effetti sulla salute di chi beve o ha bevuto acqua contaminata colpiscono anche gli animali e avvelenano le piante; il tricloroetilene, agente cancerogeno negli animali. Ma le sostanze trovate nelle acque contaminate in Abruzzo sono anche il cloroformio, il tetracloruro di carbonio, l’esacloroetano, il tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti.

Acque contaminate in Abruzzo: le zone a rischio e le Aree rosse di Arta

Le indagini condotte da Arta per rilevare i siti contaminati in Abruzzo e le zone più a rischio per le acque inquinate sono state condotte nei comuni di Collecorvino, Cappelle sul Tavo, Città Sant’Angelo, Montesilvano, Torrevecchia Teatina e Francavilla. Alcuni degli abitanti delle zone a rischio per le acque contaminate sono stati informati dai Sindaci delle loro comunità di alcune anomalie presenti nei risultati delle indagini condotte dall’Asl, dove i livelli delle sostanze Clostridium perfringens e Coliformi totali erano superiori alla norma.

Le indagini hanno prodotto  una relazione di 70 pagine ad opera dell’Istituto superiore della sanità (Iss), e per la prima volta i veleni di Bussi, 25 ettari di terreno contaminati scoperti dalla Forestale nel 2007, sono analizzati scientificamente e le acque inquinate dalla discarica di Bussi sono ritenute pericolose per la salute degli abitanti.

I campioni prelevati provengono dai pozzi Sant’Angelo, dalle fontane pubbliche di Torre de’Passeri, dalle fontanelle di Corso Umberto a Pescara, poi anche prelievi di acque contaminate da Chieti, Tocco, Castiglione e Popoli.

Alcune sostanze mostrano superamenti di enorme entità: il cloroformio 453.333 volte i limiti nella falda superficiale e 46.607  volte nella falda profonda; il tricloroetilene 193.333 volte nella  falda superficiale e 156 nella profonda. Il mercurio 2.100 volte nella falda superficiale; il diclorometano 1.073.333 volte in falda superficiale e 3.267 volte nella falda profonda, il tetracloruro di carbonio 666.667 volte nella falda superficiale e 3733 volte nella  falda profonda. (fonte Corpo Forestale dello Stato)

Acqua contaminata in Abruzzo: l’inchiesta di Nadia Toffe di Le Iene

“..Uno dei peggiori scandali ambientali e sanitari d’Europa, vissuto sulla pelle di bambini, anziani e donne incinte.” Questo il commento di  Augusto De Sanctis del Forum abruzzese Movimenti per l’acqua.

“L’acqua contaminata da sostanze di accertata tossicità è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila consumatori, senza limitazioni d’uso e di controllo anche per fasce a rischio di popolazione, utenze sensibili come scuole e ospedali” è questo quello che emerge dalla relazione dell’Istituto superiore della sanità. Nadia Toffa alla trasmissione televisiva Le Iene mostra cosa è successo in Abruzzo, dove per 25 anni 700.000 persone hanno bevuto acqua contaminata ignorando dei pericoli che correvano per la loro salute.


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