• Google+
  • Commenta
31 marzo 2015

Diritto alla pensione anticipata, anzianità, pensione minima e sociale

Il diritto alla pensione per gli uomini e le donne, per i liberi professionisti e i dipendenti pubblici: il caso della pensione anticipata e di quella di anzianità, della pensione minima e sociale

Diritto alla pensione anticipata, e alla pensione di anzianità, alla pensione di vecchiaia. Chi ha diritto alla pensione minima e chi alla pensione sociale – chi ha diritto con 40 anni di contributi e chi ha diritto con 20 anni di contributi. 

Tutti i requisiti richiesti dall’Inps per usufruire del diritto alla pensione e le cifre da aspettarsi in alcuni casi.

La riforma pensioni 2015 è ancora in stand-by. Le ultime notizie non sono promettenti in quanto lo stato italiano, a causa di un gap economico di ben 10 miliardi di euro, non potrebbe permettersi l’attualizzazione della riforma pensioni, attesa da moltissimi italiani in un età di pensionamento ma costretti nella fase di stallo che la riforma pensioni Fornero ha generato, quella fase tra la fine della propria carriera e il raggiungimento dell’età pensionabile, che viene spostata di anno in anno in avanti di qualche mese.

Nonostante il diritto alla pensione dovrebbe appartenere a tutti i lavoratori, pare che stia diventando sempre più spesso un diritto di pochi privilegiati e non è ben chiaro il perché. Negli ultimi mesi se ne sono sentite tante e tutte le proposte ruotavano intorno ad una sola parola, flessibilità – flessibilità dei requisiti per usufruire del diritto alla pensione; flessibilità che sarebbe dovuta essere una parola ispiratrice anche per chi la riforma la voluta a tutti i costi bocciare.

Qualche speranza è ancora rappresentata da chi non è deciso ad accettare passivamente ciò che corrisponde quasi all’abrogazione del diritto alla pensione, e dunque si dà il via alla raccolta delle firme in tutte le piazze di Italia da parte della Federazione Confsal Unsa – tramite la quale si vorrebbe richiedere un disegno legge che renda inutilizzabile l’applicazione della riforma pensioni Fornero. In questo modo si potrebbe realmente applicare la flessibilità di cui all’interno del governo si era tanto parlato e sbloccare situazioni che gravano sul nostro Paese da anni, come la disoccupazione e la condizione degli esodati – lavoratori che, conclusa la propria carriera e non essendo ancora in età pensionabile, vivono una condizione di passaggio che li fa essere i cosiddetti “nuovi poveri” della società attuale.

Ma allo stato attuale, quali sono i requisiti richiesti per usufruire del diritto alla pensione anticipata? E del diritto di pensione minima o di anzianità? E del diritto alla pensione sociale?

Cos’è il diritto alla pensione anticipata, anzianità, pensione minima e sociale

Il diritto alla pensione di vecchiaia si matura nel momento in cui si hanno 66 anni e 3 mesi di età anagrafica e 20 anni di età contributiva.

Il diritto alla pensione di anzianità si matura quando si raggiungono 35 anni di età contributiva nel momento in cui si compiono 57 anni di età anagrafica.

Il diritto alla pensione anticipata si matura avendo 42 anni e 6 mesi di contributi, se uomini e 41 anni e 6 mesi di contributi, se donne. Nel caso delle lavoratrici, ricordiamo che queste ultime potranno usufruire dell’opzione donna entro il 2015: se si hanno 35 anni di contributi e 57 o 58 anni di età (a seconda della carriera), si può andare in pensione anticipata, purché si accetti un assegno pensionistico calcolato con sistema unicamente contributivo.

Il diritto alla pensione sociale si matura nel momento in cui si è in situazioni economiche molto disagiate, ovvero si ha un reddito annuo minore a 5.830,76 euro.
I requisiti per usufruire della pensione sociale, un assegno corrispondente a 448,52 euro mensili, sono i seguenti:

  • Età anagrafica 65 anni;
  • Essere in stato di bisogno economico;
  • Avere la cittadinanza italiana;
  • Essere residenti nello stato italiano da almeno dieci anni.

Il diritto alla pensione minima si matura nel momento in cui con il proprio assegno pensionistico non si raggiunge una somma necessaria al minimo sindacale stabilito dallo Stato per condurre una vita dignitosa.

Anche in questo caso i tetti stabiliti sono 5.830,76 euro e 11.339,64 euro. In questi casi, infatti, si ha diritto a delle integrazioni stabilite in base al reddito dichiarato.

Ambra Benvenuto


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy