• Google+
  • Commenta
31 marzo 2015

Eiaculazione precoce, importante scoperta da parte di professore Unipa

Eiaculazione precoce

Università degli Studi di Palermo – Eiaculazione precoce, importante scoperta da parte di un professore dell’Unipa

Eiaculazione precoce

Eiaculazione precoce

Tutte le news sulla ricerca Italiana, rimani aggiornato con la Fan Page CC

Il professore e urologo Carlo Pavone dell’Università degli Studi di Palermo ha coordinato uno studio sull’eiaculazione precoce i cui risultati sono stati diffusi durante un congresso Eau 2015, in corso a Madrid.

Ecco cosa ha scoperto il prof. Carlo Pavone sulla patologia più odiata dagli uomioni. Cerchiamo inoltre di capire cos’è la eiaculazione precoce, da cosa deriva, se e come prevenirla.

Partiamo quindi dall’inizio, dalla disfunzione erettile, impotenza e quindi arriviamo alla iaculazione precoce, un problema solo degli uomini più anziani? Chi la pensa così si sbaglia non di poco. Secondo recenti ricerche, infatti, i problemi intimi maschili hanno inizio fin da giovani, e ben un ragazzo su venti tra i 18 e i 30 anni ha avuto almeno un episodio di disfunzione erettile negli ultimi sei mesi.

La ricerca dell’Università di Palermo sulla eiaculazione precoce

In estrema sintesi, è stato appurato che il 17 per cento degli italiani (ovvero 5 milioni di persone) soffre di questo disturbo sessuale. Gli esperti hanno spiegato che il problema dell’eiaculazione precoce, nella maggior parte dei casi, è di tipo “primario”, che si manifesta fin dall’adolescenza e può essere superato anche con i farmaci.

Ma lo studio presentato con un poster al congresso di Madrid, coordinato, come detto, dal professore Pavone, ha evidenziato il ruolo importante che può avere la psicoterapia.

Infatti, attraverso una ricerca eseguita su 150 pazienti tra 18 e 70 anni, nel corso di 20 settimane, è stato appurato che nel caso della terapia con soli farmaci il tempo di eiaculazione è passato da 79,75 a 203 secondi, con la sola psicoterapia da 75 a 323 mentre l’unione delle due da 74,3 a 600.

In sintesi, dunque, per arginare il problema, i maschi devono unire un percorso psicologico all’assunzione di un farmaco ad hoc.


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy