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7 marzo 2015

Ermete Realacci, collaborazione di Symbola con Unimc e Istituto Confucio

Ermete Realacci


Università degli Studi di Macerata – Ermete Realacci, la Cina ha fame di Italia. Alla Winter school di Unimc professori, manager e direttori artistici hanno spiegato come la cultura possa essere un viatico eccezionale per far incontrare i due paesi e facilitare lo scambio economico.

Ermete Realacci

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Ermete Realacci, “La collaborazione di Symbola con Unimc e Istituto Confucio è strategica”

 

 

La Cina ha fame di Italia. Dall’incontro tra cultura umanistica, sviluppo tecnologico, rispetto dei diritti umani e attenzione all’ambiente nascono quelle “cose che fanno sognare il mondo” e che possono aprire le porte di un mercato dalle enormi potenzialità come quello cinese. E il prossimo Expo di Milano rappresenta un’occasione imperdibile.

E’ quanto emerso dalla Winter School, due giorni di dibattito sulle industrie creative come nuova frontiera per il business in Cina organizzata ieri e oggi dal China Center in collaborazione con l’Istituto Confucio dell’Università di Macerata. Il seminario ha visto alternarsi al microfono professori universitari, manager e direttori artistici, ognuno dei quali ha portato il proprio contributo nello spiegare come la cultura possa essere un viatico eccezionale per far incontrare Italia e Cina e facilitare così anche lo scambio economico. Ad accoglierli, oltre al rettore Luigi Lacchè, i direttori dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin e Yan Chunyou e la direttrice del China Center Francesca Spigarelli.

La popolazione italiana tende a sminuire l’importanza culturale che riveste nel mondo, mentre all’estero il primato culturale è percepito nettamente. Il brand made in Italy è il terzo in Cina dopo Coca-Cola e VISA e viene visto come valore aggiunto di qualità: un punto di forza da non sottovalutare e da usare come chiave di volta per penetrare a fondo nel tessuto economico cinese, facendo leva sull’energia, sulla curiosità e motivazione che muovono i giovani del grande paese asiatico.

Le dichiarazioni di Ermete Realacci all’Università di Macerata

 

“Chi mette sotto teca il patrimonio culturale, invece di farne un pezzo vivo della società, sotterra il futuro”, è intervenuto stamattina Ermete Realacci, presidente della Commissione parlamentare Cultura, scienza e istruzione. Il deputato, come presidente di Symbola, la fondazione per le qualità italiane che ogni anno pubblica un rapporto sul peso economico dell’industria culturale in Italia, ha firmato insieme al rettore Luigi Lacchè un accordo di collaborazione che apre la strada a nuovi progetti comuni.

 

“Già da alcuni anni – spiega Lacchè – collaboriamo con la Fondazione, organizzando insieme il Festival della Soft Economy e altri eventi. Stiamo anche ragionando per avviare insieme un’esperienza formativa, forse un master nella gestione delle industrie culturali e creative. E’, quindi, una collaborazione che ha alle spalle dei passi importanti, basata su una sintonia naturale, una visione comune, ossia la consapevolezza che l’innovazione è possibile attraverso la capacità di attingere alle tradizioni e al patrimonio culturale, ma in chiave di contemporaneità”. Il rapporto con l’Università di Macerata e l’Istituto Confucio è stato definito “strategico” da Realacci.

L’Ateneo il prossimo anno ospiterà la China goes global, una conferenza internazionale che riunisce ogni anno oltre 120 studiosi della globalizzazione in Cina.


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