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20 marzo 2015

Pensioni 2015: pensione anticipata 62 anni, quota 100 e opzione donna

Novità riforma pensioni 2015, pensione anticipata per tutti a 62 anni di età: ecco cosa cambia con quota 100, quota 62 e opzione donna, le ultime notizie sul Ddl pensioni alla camera dei deputati

Il Governo Renzi sta discutendo sempre più spesso sulle pensioni 2015. Sono molte infatti le modalità che si stanno pensando al fine di modificare i requisiti pensioni 2015 attualmente previsti dall’Inps.

Se la legge pensioni Fornero ha spostato l’età di molti anni per tutti i lavoratori, abbattendo distinzioni di sesso, età e carriera; la riforma pensioni 2015 sta cercando di dare di nuovo un peso ai contributi versati, all’età anagrafica che in molti casi si fa sentire e all’opzione donna, che con la riforma del 2012 è stata talmente appiattita da diventare quasi del tutto irrilevante.

La riforma pensioni 2015 vorrebbe puntare a garantire per molte categorie la pensione anticipata. Insomma: chi ha i contributi anticipati e desidera andare in pensione, dovrebbe avere l’opportunità e il diritto di poterlo fare. Certo, ciò comporta varie penalizzazioni, e non si tratta di penalizzazioni di poco conto, in quanto riguardano proprio lo stesso assegno pensionistico. Spesso, bisogna accettare un calcolo dell’assegno interamente contributivo (dunque tenendo in considerazione solo i contributi versati) oppure subire una riduzione dell’assegno che può arrivare fino all’8% in meno, se si decide di andare in pensione molto anticipatamente alla data attualmente fissata (66 anni).

Con quota 100, quota 62 e opzione donna, pensioni 2015 dovrebbero essere per molti lavoratori accessibili: ciò garantirebbe molti posti di lavoro in più per i giovani, alleggerendo il problema della disoccupazione, e risolverebbe il problema di molti lavoratori esodati che, avendo visto scadere il contratto presso il proprio datore di lavoro, hanno serie difficoltà a iniziare una nuova carriera lavorativa in una società molto cambiata rispetto ai tempi in cui erano loro a cercare lavoro per la prima volta.

In cosa consistono dunque, queste quote? Quali sono i requisiti necessari per andare in pensione anticipata secondo la riforma pensioni 2015?

Riforma pensioni 2015: requisiti quota 100 e quota 62

La riforma pensioni 2015 vorrebbe tornare al sistema delle quote: i numeri più in voga nei discorsi degli ultimi tempi sono 100 e 62. Come funzionano?

La quota 100 si riferisce alla somma tra età anagrafica ed età contributiva del lavoratore: se con questo calcolo si arriva a 100, allora è possibile andare in pensione anticipatamente.

La quota 62 è pensata per i lavoratori che hanno 62 anni e hanno maturato 35 anni di contributi.

Per i lavoratori precoci (ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare prima del ventesimo anno di età) si parla anche di quota 41, che prevede la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi.

Come accennato, chi avrebbe la possibilità di sfruttare una di queste opportunità, dovrebbe andare incontro a diversi sistemi di calcolo della pensione che spesso si traducono in penalizzazioni che all’atto pratico portano a una vera e propria decurtazione dell’assegno pensionistico. In caso, invece, si voglia continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile, sono previsti degli aumenti sulla pensione finale.

Riforma pensione 2015 e opzione donna: cos’è e come funziona

La riforma pensioni 2015 prevede probabilmente anche una proroga per l’opzione donna. Tale opzione prevede la possibilità, per le lavoratrici, di andare in pensione a 57 o 58 anni (dipende dalla carriera di lavoro, se da autonoma o da dipendente) a patto che si siano maturati 35 anni di contributi. In caso si voglia usufruire di tale opzione, bisogna accettare che l’assegno pensionistico sia calcolato unicamente con sistema contributivo. Attualmente, di tale opzione possono usufruire soltanto le lavoratrici che hanno maturato i requisiti necessari entro il 31 dicembre 2015. Durante l’ultima settimana, il M5S ha chiesto una proroga fino al 2016; successivamente, si è anche ipotizzata una proroga fino al 2018.

Calcolo pensione anticipata con sistema contributivo o retributivo

Come avviene il calcolo secondo la riforma pensioni 2015? Prima di procedere al calcolo bisogna tenere a mente i seguenti elementi:

  • Chi ha maturato almeno 18 anni di contributi dovrà calcolare con sistema retributivo fino al 2011;
  • Chi ha meno di 18 anni di contributi dovrà calcolare con sistema retributivo fino al ’95 e poi con sistema contributivo;
  • Chi non ha contributi fino al ’95 dovrà calcolare con sistema contributivo

Il calcolo contributivo si basa sulla somma delle retribuzioni annue del lavoratore, del 33% dei contributi, dei tassi di capitalizzazione pubblicati annualmente dall’Istat e dalla speranza di vita del lavoratore.

Il calcolo retributivo si basa sulla retribuzione complessiva del periodo lavorativo e la media della rivalutazione su base Istat. Dal momento che le modalità di calcolo sono molto complesse, sia il sito dell’Inps che quello dell’Irpef offrono software online che simulano il calcolo che come risultato ha la cifra attorno alla quale ammonterà l’assegno pensionistico.

Ambra Benvenuto


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