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20 marzo 2015

Precariato universitario, seminari e ricerca dell’Università di Trento

Precariato universitario

Università degli Studi di Trento – Ricerca precaria. Un ciclo di seminari itinerante sul precariato universitario. Martedì 24 marzo alle 18, nell’aula Kessler del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale (via Verdi, 26)

Precariato universitario

Precariato universitario

Nel corso del seminario sul precariato universitario si discuterà dell’instabilità che caratterizza le prime fasi della carriera scientifica nel sistema accademico italiano.

I relatori del seminario sul precariato universitario sono Emanuele Toscano e Orazio Giancola. A discutere il loro lavoro, il gruppo di assegniste di ricerca del progetto GARCIA: Annalisa Murgia, Rossella Bozzon, Elisa Rapetti, Caterina Peroni, Elisa Bellè (Università di Trento).

Nel corso del seminario sul precariato universitariosarà presentato il progetto “RICERCARSI: Indagine sui percorsi di vita e lavoro nel precariato universitario” (Ricercarsi), promosso dalla FLC-CGIL nazionale e realizzato da Emanuele Toscano, Orazio Giancola, Francesca Coin, Claudio Riccio, Barbara Grüning e Francesco Vitucci. Obiettivo dell’indagine, evidenziare come il fenomeno della precarietà in ambito accademico sia ormai divenuto strutturale, mentre il suo impatto rimane ai margini del discorso pubblico.

Il seminario sul precariato universitario rientra nell’ambito delle iniziative organizzate dal progetto GARCIA (Gendering Academy and Research: Combating Career Instability and Asymmetries – Garcia project) ed è stato organizzato in collaborazione con la FLC-CGIL del Trentino.

L’appuntamento sul precariato universitario si colloca in un più ampio ciclo di incontri volti ad approfondire il tema della precarietà nel mondo della ricerca (Ricerca precaria), promosso da un gruppo di ricercatori e ricercatrici, che lavorano in differenti università e regioni italiane con l’obiettivo di sviluppare un lavoro di auto-riflessione critica all’interno dell’accademia, rendendo disponibili riflessioni teoriche ed empiriche su questo ambito di indagine.

Precariato universitario a Unitn: Scheda – RICERCARSI

Indagine sui percorsi di vita e lavoro nel precariato universitario” (a cura degli autori dell’indagine)

Le riforme del sistema universitario degli ultimi anni hanno trasformato la precarietà nel perno della ricerca e della didattica. Poco ancora, tuttavia, è stato detto circa le implicazioni della precarietà nella vita di chi ci lavora. Queste riforme hanno accelerato un trend di espulsione dal sistema universitario, piuttosto che un processo di assorbimento e stabilizzazione, riducendo gradualmente il numero di coloro che svolgono attività di didattica e ricerca negli atenei italiani. Mentre osserviamo la graduale dispersione delle competenze, delle professionalità e delle qualifiche che il sistema stesso aveva contribuito a creare, l’impatto soggettivo di tali processi appare sempre più oneroso.

Obiettivo dell’indagine “Ricercarsi” è stato quello di evidenziare come il fenomeno della precarietà in ambito accademico sia ormai divenuto strutturale, mentre il suo impatto rimane ai margini del discorso pubblico.

La ricerca è stata realizzata in tre fasi, con differenti metodologie. Nello specifico:

  • 1) è stato costruito un questionario online, che è stato inserito in una pagina web nel sito dedicato alla ricerca, con cui sono stati raggiunte oltre 1800 persone che ricoprono o hanno ricoperto a vario titolo incarichi temporanei negli atenei italiani. Il questionario è stato strutturato in 8 sezioni, ognuna delle quali indagava un aspetto specifico del percorso professionale e di vita del precariato universitario.
  • 2) Sono stati acquisiti ed elaborati i dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e sono state ricostruite le serie storiche (aggregate e nominali) relative alla presenza (ed all’incidenza relativa rispetto al totale) per le differenti figure registrate nella banca dati “Cerca Università” del Consorzio CINECA. Inoltre, potendo estrarre dati “nominali”, si è tentata un’operazione di longitudinalizzazione dell’analisi: si è stimato quanti tra coloro che avessero avuto almeno un posto da assegnista o RTD (Ricercatore a tempo determinato) fossero stati “assorbiti” in una posizione a tempo indeterminato nel sistema universitario. Ovviamente il dato è una stima parziale, ma è comunque di estremo interesse (in mancanza di altre fonti) ai fini di analizzare le dinamiche di stabilizzazione lavorativa. Sui flussi, inoltre, si è comparata l’incidenza dei/lle lavoratori/trici precari/e rispetto agli/lle strutturati/e mostrando come e quanto le recenti (ultimi dieci anni) politiche di reclutamento abbiano reso strettissima la porta d’ingresso alle carriere accademiche, soprattutto per i/le più giovani.
  • 3) Per evitare di ridurre la ricerca sui percorsi di vita e lavoro del precariato universitario ad una sola elaborazione di tipo statistico, si è scelto di affiancare delle interviste all’analisi quantitativa e del questionario, al fine di dare una “voce” alle percentuali e alle tabelle esposte e problematizzare in anche termini narrativi la ricerca svolta. Si è utilizzata una traccia strutturata in cinque parti, che ha ripreso parzialmente lo schema impiegato per il questionario online, in cui sono state raccolte informazioni di tipo biografico; informazioni sul percorso-formativo e lavorativo dell’intervistato/a attraverso domande semi-strutturate su indirizzo di studio e università, tipi e numero di contratti, condizioni di lavoro e altre discorsive volte a cogliere nodi e cesure di ciascuna biografia accademica, con particolare riferimento ai rapporti lavorativi, in particolare sulla presenza di conflitti (o motivi di conflitto). Si è infine cercato di indagare attraverso le interviste la relazione tra la dimensione individuale con quella sistemica per far meglio emergere i fili esistenti tra  gli spazi di vita materiali e affettivi del singolo soggetto e la struttura normativo-culturale dell’università italiana.

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