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25 marzo 2015

Riforma Pensioni 2015: novità su pensione anticipata quota 100 e donne



Continuano le modifiche della riforma pensioni Legge Fornero con la riforma pensioni 2015: ecco le novità del Governo Renzi sulle pensioni anticipate quota 100 e sull’opzione donna

Come da titolo, il dibattito sulla riforma pensioni 2015 continua. Da ormai qualche mese sono noti i nomi dei provvedimenti che potrebbero essere adottati per risolvere la situazione della riforma pensioni Fornero.

Infatti, se attualmente l’età anagrafica in cui andare in pensione è stata addirittura aumentata a 66 anni e 7 mesi di età (come da ultima circolare Inps), la riforma pensioni 2015 vuole fare sì che sia resa possibile l’opportunità di andare in pensione almeno a 62 anni di età senza subire decurtazioni sulla pensione – cosa che invece accade se si accetta il provvedimento riforma pensioni quota 100.

Ultimissime news riforma pensioni 2015 riguardano in particolar modo le lavoratrici: l’opzione donna potrebbe essere prorogata come da richiesta del M5S – sarà possibile che tale richiesta venga accolta senza penalizzazioni sull’assegno pensionistico?

Di riforma pensioni governo Renzi si parla da molto, ma perché il provvedimento non passa? Il problema risiede nel disaccordo tra il Consiglio dei Ministri e la Ragioneria di Stato: se i conti non quadrano, è impossibile procedere. Se non si arriva a un accordo sulla gestione dei fondi pubblici, la situazione riforma pensioni 2015 è destinata a rimanere congelata. Alcune voci sostengono che ci voglia un’ulteriore Manovra economica prevista nella Legge di Stabilità (che ha già determinato svariati tagli e aumenti) per sbloccare la condizione dei lavoratori, ma per ora ancora nulla di certo.

Notizie più dettagliate pare saranno rilasciate dall’Inps entro l’estate. Nei prossimi mesi, sarà lo stesso Inps a proporre una soluzione. Allo stato attuale, Damiano ha proposto la quota 100, che già inizia a svanire in quanto l’operazione avrebbe costi elevatissimi; il governo Renzi ha risposto tramite Poletti con l’idea del prestito pensionistico. Al dibattito si è unito anche Matteo Salvini: secondo lui, si potrebbe garantire un assegno di 1000 euro mensili accessibile a chi ha maturato un’età contributiva di 40 anni.

Pensione anticipata con quota 100, eliminazione penalizzazioni

Nell’ambito della riforma pensioni 2015 si parla di pensione anticipata in quanto attualmente l’età stabilità dalla riforma pensioni Fornero è 66 anni e 7 mesi. L’ultimo provvedimento da parte del governo è teso a dare la possibilità di accedere alla pensione a 62 anni (applicando così la quota 62), o addirittura a 60, senza andare in contro a penalizzazioni come invece accade nel caso della quota 100.

L’unica condizione necessaria a tale pensionamento anticipato è 41 anni e sei mesi di contributi per le donne e 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini.

Una chiave per risolvere il problema della riforma pensioni 2015 era stata vista nell’adozione della formula quota 100: mandare in pensione chi, sommando età anagrafica e numero degli anni di contributi maturati, raggiungeva il numero 100, a condizione di subire penalizzazioni sull’assegno pensionistico. Tali penalizzazioni corrispondono a un punto di percentuale in meno sull’assegno per ogni anno di anticipo sull’età in cui si sarebbe dovuti andare in pensione. Nonostante le penalizzazioni, molti lavoratori avevano iniziato ad avere un filo di speranza in questo provvedimento – purtroppo persino chi l’ha proposto, Damiano, ha iniziato a lasciar trapelare una perdita di convinzione in quanto tutta l’operazione Quota 100 rischia di costare una cifra non sostenibile dalle casse statali (si parla di una somma che si aggirerebbe intorno ai 10 miliardi di euro).

Riforma pensioni 2015, opzione donna: requisiti e calcolo pensione

Seguendo la riforma pensioni Fornero, l’opzione donna permette, a chi raggiunge i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2015, di andare in pensione anticipatamente. Infatti, se si hanno 57 o 58 anni (a seconda del se si abbia avuto una carriera autonoma o da dipendente) e 35 anni di contributi, è possibile andare in pensione purché si accetti di avere un assegno pensionistico calcolato unicamente con sistema contributivo. Con la riforma pensioni 2015 si vorrebbe giungere a un prolungamento dell’opzione almeno fino al 31 dicembre 2016.

Ambra Benvenuto

Scarica > Tabelle Pensione Contibutiva o retributiva


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