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19 marzo 2015

Riforma Pensioni: novità pensione anticipata anche precoci ed esodati

Novità Riforma Pensioni

Riforma pensioni 2015 in attesa del Ddl alla camera, ecco cosa cambia: le novità sulle pensioni anticipate, quota 100 e opzione donna e ultime notizie su pensioni lavoratori precoci e lavoratori esodati

Innanzitutto chiariamo chi sono le persone che compongono le due categorie in questione

I lavoratori precoci sono tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima del ventesimo anno di età

I lavoratori esodati sono i lavoratori che non hanno potuto andare in pensione qualche anno fa a causa della legge Fornero e che, vedendo scadere il contratto di lavoro che avevano stipulato, non riescono ad inserirsi nuovamente all’interno del mondo lavorativo.

Infatti, se è difficile per i giovani trovare lavoro, ancora più difficile è per chi è avanti con l’età cercarlo.

I lavoratori esodati sono inoltre penalizzati dal non avere neanche dimestichezza con come trovare lavoro oggi (può sembrare una banalità, ma per un sessantenne non è facile neanche redigere un curriculum in formato europeo lo stesso vale per la ricerca di lavoro in sé, che spesso viene fatta dai più giovani su internet piuttosto che tramite annunci sui giornali).

Dalla legge Fornero alla Riforma Pensioni 2015 Renzi: ultime notizie

La riforma pensioni Fornero ha reso necessaria la riforma pensioni 2015 del governo Renzi, tuttavia essendo un argomento spinoso in quanto ha a che fare con l’economia, tasto a dir poco dolente tali provvedimenti comportano quotidianamente novità riforma pensioni.

Nonostante i lavoratori precoci e i lavoratori esodati provengano da carriere differenti, pur essendo vittime di problematiche diverse, possono essere risollevati da un provvedimento uguale per tutti: l’abbassamento dell’età anagrafica che stabilisce quando è possibile accedere alla pensione. Riforma pensioni, pensione anticipata, quota 100, abbassamento di età anagrafica sono infatti tutti argomenti collegati tra loro.

Il provvedimento generale per il quale si sta premendo attualmente è il seguente: l’età anagrafica con la quale è possibile avere la pensione dev’essere abbassata almeno a 62 anni. Ma non è tutto: chi vuole usufruire della pensione anticipata a 62 anni, deve comunque aver maturato almeno 35 anni di contributi. Purtroppo, insieme a questo provvedimento, potrebbe essere necessario accettare una penalizzazione sull’assegno pensionistico. Chi non vuole avere penalizzazioni dovrebbe sottostare alla riforma pensioni Fornero e attendere il sessantaseiesimo anno di età. Per avere dei bonus, corrispondenti ad aumenti sulla pensione, è possibile lavorare fino a 70 anni.

Ciò che lascia scettici è il fatto che offrendo questi bonus, non si risolverebbe il problema della disoccupazione giovanile. L’elemento positivo è che le news riforma pensioni riportano che si sta andando in direzione di una riparazione della riforma pensioni Fornero, rivelatasi disastrosa.

Non mancano le novità anche sull’opzione di genere opzione donna che con la riforma pensioni Fornero vedeva il vantaggio dell’opzione donna assottigliarsi sempre più.

Pensione anticipata per tutti anche per precoci ed esodati a 62 anni

La notizia finale – almeno per oggi, visti i cambiamenti repentini – della riforma pensioni è dunque la possibilità di andare in pensione, per tutti, a 62 anni di età con 35 anni di contributi.
Nonostante ciò, i più sperano in un ritorno alle quote, con l’applicazione delle famosissime quota 100, quota 62 e quota 41.

Opzione donna in proroga, novità anche sull’opzione di genere per quanto riguarda l’opzione donna, riforma pensioni potrebbe prevedere una proroga già richiesta fino al 2016 addirittura fino al 2018. Ciò permetterebbe alle lavoratrici che hanno 35 anni di contributi di avere la pensione a 57 o 58 anni – accettando un assegno pensionistico calcolato solo in base ai contributi.

Pensione anticipata quota 100 con 15 anni di contributi, la novità del giorno sulla riforma pensioni riguarda la possibilità di andare in pensione anticipatamente pur avendo 15 anni di contributi.

Ma chi può beneficiare di tale opportunità? La riforma pensioni prevede tale possibilità per i lavoratori del settore privato e per i lavoratori autonomi iscritti all’AGO, fondo pensioni per lavoratori dipendenti e autonomi. Sono invece esplicitamente esclusi i lavoratori dipendenti pubblici.

Ove mai si rientrasse nelle categorie “fortunate’, quali sono i requisiti da rispettare? Contributivamente, bisogna avere 80 settimane di contributi effettivi da lavoro dipendenti (15 anni).

È inoltre necessaria l’anzianità contributiva di 25 anni. Per quanto riguarda i requisiti lavorativi, è necessario non aver lavorato soltanto nel settore privato per almeno dieci anni.

Ambra Benvenuto

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